“Augenblick” tra dimensione onirica e attimi leggeri, i Mayor sorprendono il pubblico

Lo spettacolo è andato in scena il 13 e il 14 luglio

Foto di Cristiano Colombi per Mayor Von Frinzius
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Pubblicato ore 10:00

  • di Diego Luschi

LIVORNO – La luce proiettata sulle irregolarità della Fortezza Vecchia di Livorno è già di per sé una dimensione onirica, così come l’odore intenso di salmastro, a momenti troppo acre. L’intro oltre alle parole del Prof. Giannini aveva il sottofondo della nave in partenza, e la presenza di “un dio” nelle prime file, un vero dieci, come Igor Protti.

Il sogno però ha sempre delle sfumature bizzarre e così tra Giacomino il bidello, Federico lo psicologo, e una pisciata dal balcone, si inserisce il monologo di Franca Rame sullo stupro e “un pensiero” dello stesso Giannini ad Andrea, un suo studente “scomparso”, lacrime.

Foto Cristiano Colombi per Mayor Von Frinzius

Ma il sogno alterna momenti di riflessione ad attimi leggeri, quasi fuori dal senso, fino alla seminudità dei corpi, che nello scendere al girone infernale, muovendosi lenti e compatti come un serpente, trascendono la moltitudine di significati del gesto, la moltitudine di piccole, o immense, vittorie di ognuno di essere lì in quel preciso momento a urlare la propria presenza, ognuno nella propria incompiutezza di essere umano (Sartre) ma che con un semplice telo bianco e una folla di mani, teste e corpi in movimento, può arrivare a sfidare la kantiana sublime visione di un mare in tempesta. Abbiamo sognato in un sogno che era gioia e amarezza, disagio fino al disgusto, ridere e ballo sfrenato. Eravamo stanchi, sfibrati dai salti emozionali, ma avremmo continuato altre dieci ore. “Augenblick, non ora” dei Mayor Von Frinzius!!!

“Come ha detto un’attrice della Compagnia, Irene Morini, oggi (ieri, n.d.r.) è un giorno particolare perché siamo come svuotati – ha raccontato  Lamberto Giannini – perché quando sei sotto le prove, sotto il sole, la polvere, per tutti i giorni, non vedi l’ora che arrivi lo spettacolo, anche per scaricare, per liberarti e per avere questi giorni in cui non devi provare, ma oggi ci manca già tutto perché i Mayor ti entrano dentro.  Sono, come ha detto Irene, e io condivido, una lunga storia d’amore“.

“È stato uno spettacolo di una intensità unica – ha proseguito Giannini – perché l’abbiamo vissuto nell’incertezza totale di farlo, se gli spazi erano quelli giusti, se riuscivamo a farlo in quei luoghi, fino a giugno poi non abbiamo potuto provare tutti insieme, abbiamo provato a piccoli gruppi, abbiamo resistito a tutto questo. I ragazzi sono stati straordinari e poi c’è stata anche l’incertezza meteo e infatti ha cominciato a piovere e noi siamo andati a duemila lo stesso, questa è una grande dimostrazione d’amore che il gruppo ha dato nei confronti dello spettacolo e di Andrea a cui era dedicato. Raramente li ho visti così precisi, puntuali, pronti. Un lavoro straordinario, e noi dello staff siamo impietosi, si chiede tutto, perché sappiamo che questi risultati poi sono quelli che ti danno l’energia. Lo spettacolo ha toccato il tema dell’attimo, come sfugge, come può essere vissuto con intensità in tanti elementi diversi, con coreografie straordinarie di Marianna Sgherri e lo staff di regia composta anche da Rachele Casali e Gabriele Reitano”.

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