Apre il Museo della Città: memoria storica di Livorno

Archeologia, arte sacra, cinema, libri antichi, grafica e arte contemporanea

museo della città
Alcune opere in esposizione: il progetto del Pentagono Buontalenti, "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, un manifesto storico di Leonetto Cappiello. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – La magia di un luogo che racconta il passato, i grandi artisti, le loro opere, momenti della storia fissati in teche di vetro o illuminati dalla luce soffusa, è il Museo della Città (Polo Bottini dell’Olio, piazza del Luogo Pio) che questa mattina è stato presentato in anteprima alla stampa. Circa 600 opere d’arte con pezzi rari e preziosi molti dei quali emblematici della nostra città.

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La conferenza stampa. Da sx: Aurigi, Belais, Nogarin, Sorgente. Foto: Valeria Cappelletti

Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Filippo Nogarin, il vicesindaco Stella Sorgente, l’assessore alla cultura Francesco Belais e l’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi.

Ricordiamo che l’inaugurazione ufficiale si terrà il 30 aprile a partire dalle ore 17.30 (taglio del nastro e apertura Museo ore 18.15) con una festa di musica, danza e teatro che vedrà tra gli altri la presenza del cantautore Bobo Rondelli, dello scenografo Virgilio Sieni e delle Corali livornesi.

“L’apertura del Museo di Città è un altro momento di festa – ha detto Nogarin – Il quartiere Venezia sempre più sta puntando su un’accoglienza di qualità grazie anche alla Biblioteca che sta ottenendo ottimi risultati. Il Polo dei Bottini dell’Olio si unisce così ad altri passi importanti come la ristrutturazione del Museo Fattori e del Teatrino di Villa Mimbelli e la riapertura del Cisternino di Città. Abbiamo avuto la forza di finalizzare progetti che troppo a lungo erano rimasti incompiuti e questo grazie all’idea fondamentale che bisogna fare squadra. Invito tutti i cittadini a far vivere questa struttura”.

Emozione da parte di Belais che ha così commentato: “Circa due anni fa quando ho ricevuto l’incarico di assessore, due erano gli obiettivi da raggiungere: la riapertura del Cisternino di Città e questo Museo, dopo varie problematiche che hanno allungato i tempi tra cui l’alluvione e le infiltrazioni d’acqua ai Granai di Villa Mimbelli che ospitavano alcune delle opere da inserite nel Polo Bottini dell’Olio, alla fine ci siamo riusciti. Questo Museo è un punto di partenza, è qualcosa di vivo. L’intero Polo sarà molto importante per lo sviluppo turistico e culturale della città e per la vita del quartiere”.

Archeologia e Livorno

Il percorso espositivo che si trova al piano terra del Polo dei Bottini dell’Olio comprende tra gli altri la collezione archeologica e numismatica Enrico Chiellini con reperti che risalgono all’età etrusca e romana; insieme all’archeologia subacquea con numerose anfore. Il bozzetto in gesso, attribuito a Pietro Tacca, del monumento dei Quattro Mori, la ricostruzione della Fortezza Vecchia, del Pentagono Buontalenti e delle Terme del Corallo. Ad arricchire l’allestimento anche varie fotografie che illustrano l’evoluzione architettonica urbanistica di Livorno del secolo scorso, dalla costruzione dei primi edifici tardo ottocenteschi ai fabbricati in stile liberty fino alla devastazioni della guerra.

Arte sacra

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La sezione di Arte Sacra. Foto: Va. Cap

Un ampio spazio è poi dedicato all’arte sacra con gli affreschi di fine ‘300 appartenuti all’Eremo della Sambuca e staccati nel 1953: “L’Annunciazione”, “San Giovanni” e “San Luca”, in mostra anche la campana dell’Eremo. La Livorno delle Nazioni non poteva certo mancare con sezioni dedicate agli Armeni, Ebrei e con la riproduzione dell’Antica Sinagoga storica, distrutta dai bombardamenti del 1943, in scala 1:2 in legno e gesso. Una sezione è dedicata alla comunità Greco-Ortodossa e ricca è quella rappresentativa dell’arte cattolica con la grande tavola della “Crocifissione” di Neri Bicci e opere del ‘400 toscano.

Risorgimento

Altro tassello importante della nostra città è quello del Risorgimento, in mostra il poncho di Garibaldi, lo scrittoio, due esemplari di camice rosse e un copricapo da battaglia a cui si sommano numerosi cimeli garibaldini e lettere.

Grafica

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Ritratto di Aristide Sommati. Foto: Va. Cap.

Leonetto Cappiello, Plinio Nomellini, Giovanni Fattori ed Enrico Pollastrini hanno realizzato opere di grafica conosciute anche al di fuori della nostra città, anche queste sono presenti insieme al ritratto di Aristide Sommati realizzato da Amedeo Modigliani. Presenti anche le tre false teste che portarono Livorno alla ribalta mediatica nel 1984.

Mascagni

Una sezione è dedicata al grande compositore labronico con l’esposizione di manoscritti, libretti d’opera, locandine, fotografie e ritratti.

Editoria

Il nuovo spazio museale mette in mostra anche alcune opere letterarie che hanno visto Livorno protagonista dell’attività tipografica come “Dei diritti e delle pene” di Cesare Beccaria e l'”Encyclopedie” di Diderot e D’Alambert, nella sua terza ristampa pubblicata in città a opera dell’imprenditore Giuseppe Aubert.

Cinema e cucina

Livorno e il cinema, un legame molto stretto. Una piccola sezione è dedicata ai manifesti di quei film ambientati nella nostra città come “Il sorpasso” di Dino Risi, “Le notti bianche” di Luchino Visconti, “Ovosodo” e “La prima cosa bella” di Paolo Virzì; mentre uno schermo rimanda le immagini di queste pellicole. Poco distanti troviamo le immagini dei piatti tipici della cucina labronica dal Cacciucco alle Triglie, dal baccalà al ponce.

Multimediale

Da segnalare anche la presenza di un tappeto multimediale: un’istallazione che consentirà ai visitatori di poter interagire con una grande mappa di Livorno disposta sul pavimento e, a seconda della loro posizione, osservare dei brevi filmati che presenteranno alcune illustrazioni d’epoca corrispondenti al punto della mappa sul quale il visitatore si trova in quel momento e il “Cave”, un ambiente dedicato alla “realtà virtuale”.

Tra gli altri cimeli presenti citiamo anche la prima bandiera del Partito Comunista cucita nel 1921 quando proprio a Livorno si verificò la scissione dal Partito Socialista e al Teatro San Marco (tra l’altro poco distante dal Museo della Città) si dichiarò aperto il primo congresso del Partito Comunista d’Italia aderente alla III Internazionale. Era il 21 gennaio del 1921.

Arte contemporanea

Il Museo della Città comprende anche una sezione di arte contemporanea posta all’interno della chiesa sconsacrata della Vergine Assunta e di San Giuseppe, detta del Luogo Pio, collegata con i Bottini dell’Olio. Qui trovano posto opere d’arte del secondo Novecento di proprietà comunale e provenienti dall’ex Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Villa Maria. Fra i lavori figurano “Il grande rettile” di Pino Pascali, “Hiroshima n.2” di Tancredi, “La corsa di Alma” di Emilio Isgrò oltre ad altri artisti quali Enrico Castellani, Mario Nigro, Piero Manzoni, Claudio Parmieggiani, Mino Trafeli, Giuseppe Uncini.

Biglietto: intero 6 euro, possibilità di biglietti cumulativi, di riduzioni. Per tutte le info 0586824551, 0586824552 o clicca qui.

Per consultare il programma degli eventi del 30 aprile clicca qui.

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