Amore, malinconia, speranza: Anna, Lina e Pietro Mascagni raccontati da Laura Morante e Agnese Claisse

Ultima delle quattro serate del Mascagni Festival

Agnese Claisse e Laura Morante. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Due donne, un unico uomo da amare. Due attrici che interpretano Lina (Argenide Marcellina Carbognani), moglie di Mascagni e Anna Lolli, l’amante. Sul palco, nell’ultima delle quattro sere del Mascagni Festival alla Terrazza Mascagni, divise dall’Orchestra del Teatro Goldoni, ci sono Laura Morante e Agnese Claisse (madre e figlia nella vita) ma interpreti, in questa occasione, delle due donne amate dal compositore labronico.

Divise da un’orchestra, dicevamo, da quella musica che fu vita per Mascagni e per Anna, ma che fu distante da Lina; lei stessa ammette di non capire la musica ma sarà proprio grazie a lei se Cavalleria Rusticana vincerà il concorso indetto dalla Sonzogno e aprirà la strada al successo internazionale del marito compositore.

La vita del grande Maestro narrata attraverso la sua voce e quella delle due donne da lui amate. Le sensazioni, i sentimenti, i dolori per la morte del primo figlio Domenico a soli 4 mesi e del nipote durante la seconda guerra mondiale, i timori dovuti a una vita inizialmente povera e piena di debiti e di stenti e poi il carteggio tra Mascagni e Anna Lolli, almeno una lettera al giorno, a volte anche due, per 35 anni. Oltre 5mila lettere conservate nel piccolo museo di Bagnara di Romagna.

Avvolte in lunghi abiti neri, Laura Morante e Agnese Claisse interpretano le donne con cui Mascagni ha condiviso arte, vita e musica. E tra le parole c’è proprio la musica: l’Orchestra, diretta dal Maestro Massimiliano Caldi, esegue la Sinfonia in Do Minore, la Messa di Gloria (Elevazione), il Preludio da Cavalleria Rusticana, la Danza delle Guechas da Iris, la Barcarola da Silvano, la Sequenza delle tre donzelle da Parisina, L’Amico Fritz (Intermezzo), il Preludio da Pinotta e, a chiudere, l’Intermezzo da Cavalleria Rusticana.

Qualche piccolo problema tecnico legato ai microfoni non ha tolto l’intensità allo spettacolo “Le prospettive dell’amore“, questo il titolo, drammaturgia di Chiara Ridolfi, già autrice del testo portato in scena da Michele Placido la sera di apertura del Festival, il 25 luglio in Fortezza Vecchia.

Dal successo internazionale con applausi e teatri pieni, alla vecchiaia, passando per le incomprensioni legate all’opera “Nerone” che causò malumore a Mussolini. Lo scoppio della seconda guerra mondiale, la vecchiaia che incombe e poi la morte di Mascagni che porta le due donne a incontrarsi per la prima volta all’Hotel Plaza a Roma dove il livornese morì il 2 agosto 1945. Una ricostruzione che alterna speranza a drammaticità, malinconia a slanci di passione, perché così fu la vita di Pietro Mascagni.

Così si chiude lo spettacolo, con la morte di Mascagni. Il pubblico si alza in piedi per applaudire le attrici e l’Orchestra. L’appuntamento è per il 16 settembre ore 21.30, con il concerto della Fanfara della Polizia di Stato ancora in Terrazza Mascagni.

Le immagini sono di Glauco Fallani

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