Alluvione 2017: inaugurata la mostra. Immagini forti, che vogliono lasciare un segno nella memoria

L'esposizione rimarrà fino al 15 settembre

Alcuni cittadini osservano i totem con le immagini. Foto: Gianluca Donati
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Pubblicato ore 12:53

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Laura Lezza (Getty Images) è la fotoreporter che ha realizzato gli scatti che insieme compongono la mostra “Lasciamo un segno. Dopo il dramma, impegno, cura e attenzione per il nostro territorio”.

L’esposizione inaugurata ieri, giovedì 8 settembre alle 18,30, si trova presso la Rotonda di Ardenza (lato Il Gabbiano) all’aperto. Erano presenti il sindaco della città Luca Salvetti, Monia Monni assessore regionale alla Difesa del suolo, Lavori Pubblici e Protezione Civile, varie istituzioni politiche e militari cittadine e numerosi cittadini.

Foto: Gianluca Donati

Sono foto “crude”, senza fronzoli, come si addice al genere di reportage e soprattutto all’argomento trattato, ovvero, la commemorazione della tragedia avvenuta 5 anni fa nella nostra città, quando un’alluvione colpì il nostro territorio, provocando ingenti danni, oltre che morti e feriti. È il racconto di ciò che è accaduto il 10 settembre del 2017, la reazione della città e i lavori successivi di messa in sicurezza, che in parte sono terminati e in parte sono in corso. La mostra che si sviluppa su 12 totem trifacciali che rimarranno fino a giovedì 15 settembre,  vuole sensibilizzare la memoria dei cittadini su ciò che è accaduto e su ciò che è stato fatto per recuperare il territorio. Il materiale è stato fornito anche dal Genio Civile Regionale e dal Comune di Livorno.

Alcuni scatti suscitano particolare emozione, come la fotografia che ritrae due ragazzini impegnati ad aiutare nei lavori o quella di due signori anziani che osservano l’accaduto, fotografati di schiena. Ma la maggior parte delle foto raccontano la tragedia nel pieno della sua drammaticità, oppure ci descrivono come i lavori svolti nel corso di questi anni siano riusciti a recuperare in gran parte il territorio martirizzato, semplicemente accostando nella parte superiore del totem l’immagine che mostra un’area ben precisa devastata dall’alluvione, e nella parte inferiore, la medesima area come appare “dopo” i lavori di recupero.

Chioma e Quercianella prima e dopo

Tra i vari interventi da parte delle istituzioni, ha preso la parola per primo, il sindaco Luca Salvetti: “Siamo in uno dei luoghi principali in cui si terrà la commemorazione in ricordo dell’alluvione del 2017. Siamo arrivati a cinque anni da quella tragedia e abbiamo pensato quindi di organizzare, come ogni anno, un momento di riflessione, di ricordo, di approfondimento. Con la Regione Toscana, con l’assessore Monia Monni e con tutti i suoi collaboratori che hanno contribuito a realizzare questa mostra, con la Protezione Civile regionale e il Comune di Livorno, abbiamo deciso di lasciare un segno, infatti il titolo della mostra è proprio “Lasciamo un segno”, un segno nella memoria di quello che è successo e di cosa è avvenuto dopo, che è anche qualcosa di straordinario, perché in meno di cinque anni la Regione Toscana e il Genio Civile, coadiuvati dall’amministrazione comunale, sono riusciti a fare degli interventi incredibili che hanno cambiato il volto di questa città. Un lavoro che dovrà continuare perché non è ancora finito, allora abbiamo pensato di mettere insieme il ricordo di quella sera e della mattina successiva, perché le immagini della mostra raccontano la distruzione provocata dall’alluvione, insieme a tutti gli interventi e i lavori che sono stati fatti, con un prima e un dopo che ci fanno comprendere come insieme siamo riusciti a rimettere in ordine quello che era il quadro complessivo del rischio idrogeologico e idraulico della nostra città”.

Il sindaco ha poi invitato la fotoreporter Laura Lezza a intervenire, chiedendole se tra tutti gli scatti da lei realizzati c’è una foto simbolo di quello che è successo. “Ringrazio il sindaco – esordisce Laura Lezza – che ha voluto questa mostra, per ricordare ma anche capire, attraverso i frammenti di quelle drammatiche ore, quello che è accaduto che è stato uno spartiacque nelle nostre vite, perché prima di quel giorno una pioggia non ci dava angoscia e inquietudine, dopo di allora, quando sentiamo la pioggia abbiamo paura, non sappiamo che cosa potrà succedere e quello che è accaduto a Livorno è ormai un tema mondiale, il cambiamento climatico è anche questo. Quindi tra quelle realizzate, quella che mi porto più nel cuore ritrae i due signori anziani che guardano quello che è accaduto, inquadrati di spalle, perché mi dà il senso della ineluttabilità della forza della natura dalla quale noi siamo impotenti”.

Consigliamo quindi vivamente di vedere questa mostra fotografica, soprattutto per il suo intrinseco significato di denuncia contro il problema sui cambiamenti climatici e nello specifico, sull’evoluzione dei lavori svolti per recuperare il nostro ambiente, e per l’impegno da parte di Laura Lezza di aver ottimamente narrato quant’è accaduto nella realtà.

Alcune immagini dell’inaugurazione di ieri

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