“All’imbrunire”, il bambuseto di Alfredo Pirri pronto per l’inaugurazione

L'installazione dell'artista realizzata fuori dal Museo della Città

il bambuseto di Alfredo Pirri pronto per l'inaugurazione al museo della città
Il bambuseto realizzato da Pirri. Foto: G. Donati
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – “Sono grato alla città di Livorno che mi ha ospitato e alla curatrice e direttrice del Museo Paola Tognon, sono molto felice di essere in questo Museo che ha una bellezza particolare e affezionato al progettista che ne ha concepito il restauro. Pur non essendo un conoscitore di Livorno, sono appassionato alla sua storia che si basa su relazioni ampie, una città che ha fatto della convivenza di opinioni diverse il suo motivo storico e quindi qui mi trovo a mio agio al punto da arrivare in tempi abbastanza rapidi alla soluzione del dilemma, ovvero, cosa fare come opera”.

Sono le parole di Alfredo Pirri, l’artista di Cosenza autore dell’installazione “All’imbrunire” che da domani pomeriggio, sabato 6 aprile, con l’inaugurazione prevista alle ore 18 al Museo della Città (piazza del Luogo Pio), sarà a disposizione di tutti i cittadini. Dopo l’inaugurazione Pirri parteciperà a un incontro con il pubblico.

La descrizione dell’installazione

L’installazione è stata presentata in anteprima questa mattina alla Stampa.

“All’imbrunire” si compone di uno spazio appena fuori dall’entrata del Museo, nel quale è stato piantano un bambuseto (piccolo bosco di bambù), in particolare si tratta di piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Poaceae (Phyllostachys nigra boryana). Il bambù, la cui altezza raggiunge circa 10 metri e avviene in un periodo che varia da uno a due anni, darà vita a una sorta di piccolo bosco regolare nel quale potersi addentrare e raggiungere l’isola centrale illuminata.

Luoghi “cerniera”

Creare quindi un luogo nel quale potersi soffermare, nel quale trovare un po’ di refrigerio magari durante la calura estiva. “Nel tragitto del mio lavoro c’è sempre un’attenzione particolare ai luoghi di passaggio – ha detto Pirri – che poi luoghi di passaggio non sono, nel senso che soprattutto alcuni filosofi francesi, li hanno definiti “non luoghi”, luoghi residuali; ebbene io credo siano definizioni errate: non esistono i “non luoghi”, sta a noi, con la nostra attenzione, la nostra vivacità intellettuale, coglierne un’essenza formale, definirli meglio nel loro ruolo. In questo caso abbiamo pensato subito a definirli meglio nel loro ruolo di “cerniera”, cioè un passaggio dall’esterno all’interno; si tratta di una vera e propria introduzione e anche l’introduzione è qualcosa che mi interessa molto; anche nei libri l’introduzione a volte rischia di essere più importante del libro che seguirà.

Il lampione

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Il lampione al centro

Al centro del bambuseto, Pirri, ha posto un lampione recuperato dalla Terrazza Mascagni, in cemento e metallo con sfera in metacrilato colorato in pasta.

“Il lampione non sarà acceso con un interruttore – prosegue l’artista – si accenderà e si spegnerà come il resto dell’illuminazione della città, appunto, “all’imbrunire”. E all’imbrunire è anche un modo di dire particolare che suscita molte sensazioni; all’imbrunire accadono molte cose: cambia il ritmo della città, i ragazzi escono all’aperto, finiscono gli impegni di lavoro, ci si bacia. L’imbrunire è l’intercapedine tra la luce e il buio, quindi oltre a esserne una cerniera urbana, ne è allo stesso tempo una sentimentale e artistica”.

Piante e integrazione

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White Cube, 2006. Foto: G. Donati

“Naturalmente però il contesto è essenziale, quindi anche il lavoro botanico che è stato fatto è importantissimo, quello di piantumare questo bosco di bambù. Le ragioni della scelta di questa pianta sono molteplici, ma soprattutto abbiamo scelto proprio un organismo vivente che si integri con la città con una sorta di ospitalità, pari alla dignità che Livorno ha saputo sempre dimostrare nella sua storia: accogliere piante aliene”.

Non solo bambù

All’interno del Museo, proprio all’entrata sono esposti 33 disegni preparatori realizzati da Alfredo Pirri sul suo taccuino e trasportati successivamente su carta cotone riguardanti il progetto dell’installazione.

Ad accompagnare i disegni, una grande scultura intitolata “White Cube 2006” che, attraverso forme tridimensionali e colore, restituisce la ricerca plastica e luminosa di Alfredo Pirri.

 

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