A Castiglioncello una mostra dedicata a Giuliano Scabia autore di Marco Cavallo

L'inaugurazione è prevista per domani, 29 luglio

Aurelio Cupelli "Marco cavallo" per le vie di San Miniato. 15 agosto 2012
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Pubblicato ore 07:00

CASTIGLIONCELLO – Giuliano Scabia è stato un poeta, drammaturgo e regista (nato a Padova), scomparso a maggio dello scorso anno a Firenze. Nel corso della sua carriera artistica ha rotto i canoni della tradizione teatrale dando vita a un teatro partecipativo.

Autore di Marco Cavallo (1973), scultura di legno e cartapesta realizzata all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste, insieme a Franco Basaglia, Giuseppe Dell’Acqua, Dino Basaglia, Vittorio Basaglia. All’interno del cavallo gli ospiti dell’ospedale psichiatrico inserirono simbolicamente tutti i loro sogni e desideri, divenendo così nella storia della psichiatria, simbolo di libertà e di diritti.

A Scabia, Castello Pasquini dedica una mostra dal titolo “Il poeta d’oro. Il gran teatro immaginario di Giuliano Scabia“, si tratta della prima grande esposizione riguardante l’artista. Scabia aveva instaurato un rapporto particolare con il territorio di Rosignano Marittimo, dove aveva compiuto alcune “camminate teatrali con poesia” e, a Castiglioncello, aveva rappresentato, con persone del luogo, l’ultimo suo testo teatrale “La commedia della fine del mondo”.

Giuliano Scabia

Curata da Andrea Mancini e Massimo Marino è allestita nelle sale di Castello Pasquini a Castiglioncello, dove saranno esposte foto, disegni, poesie, pubblicazioni, costumi, oggetti, piccoli pupazzi, totem giganti e cantastorie in ambienti che ricreano le suggestioni poetiche dello scrittore e drammaturgo, arricchiti da contributi video e sonori.

L’inaugurazione della mostra è prevista per domani, venerdì 29 luglio, alle ore 18, alla Limonaia Parco del Castello Pasquini. Seguirà un’incursione del gruppo dei Dinosauri della premiata compagnia dilettantistica amatoriale, interpreti dell’ultimo lavoro di Scabia, presentato nel luglio 2019 a Inequilibrio La commedia della fine del mondo.

Organizzata dal Comune di Rosignano Marittimo e la Fondazione Armunia, con il patrocinio della Regione Toscana, il sostegno della Fondazione Livorno con Fondazione Livorno Arte e cultura e l’ausilio de La casa Usher.

Un assaggio dell’iniziativa si avrà già oggi, 28 luglio, alle ore 18 quando in piazza della Vittoria, partirà lo spettacolo itinerante (ingresso gratuito), storico lavoro di Giuliano Scabia, “Evocazione del poeta e straordinaria apparizione de Il Diavolo e del suo Angelo” con Massimo Marino, Andrea Mancini, Annibale Pavone e Jacopo Yahya (Maschera del Diavolo: Matteo Destro; Costumi: Massimo Poli) che guiderà il pubblico all’anfiteatro nel parco del Castello Pasquini, dove alle 18:30 si terrà la cerimonia d’intitolazione a Giuliano Scabia. Lo spettacolo sarà replicato alle ore 21 da via del castello, per il borgo antico di Rosignano Marittimo, fino a piazza Carducci.

La mostra sarà visitabile fino al 9 ottobre 2022.
Orari mostra: 29 luglio – 11 settembre dal martedì alla domenica ore 18.00 – 23.00; 16 settembre – 9 ottobre dal venerdì alla domenica ore 10.00 – 18.00
Ingresso libero La mostra rimarrà chiusa in occasione degli spettacoli del Castiglioncello Festival.

In occasione della mostra uscirà il volume di Massimo Marino, “Il poeta d’oro. Il gran teatro immaginario di Giuliano Scabia” (La casa Usher) che con vari fascicoli fotografici segue l’andamento della mostra e ne fa, liberamente, da catalogo.

L’artista

Docente per più di trent’anni al Dams di Bologna, dove nei suoi corsi mette alla prova testi, modelli e convenzioni teatrali cercando di capire se funzionavano e come, chiedendo agli studenti e alle studentesse di collaborare alla ricerca, impegnandoli a fondo, ascoltandoli, imparando da loro (il libro “Scala e sentiero verso il Paradiso”, pubblicato postumo dalla fiorentina La casa Usher, documenta questo percorso). Conclude la sua attività didattica nel 2005 anno in cui vince il Premio Speciale Ubu.

Ha portato il suo teatro, le sue poesie, brani dei suoi romanzi in boschi e in altri luoghi non usuali; per anni ha alimentato un dialogo segreto tra un paese dell’Appennino reggiano, Marmoreto, e un gruppo toscano, quello della Briglia di Vaiano.

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