Fonda e Redford: Leone d’Oro tra lacrime e applausi

Un momento memorabile per i due attori

fonda redford
Jane Fonda abbraccia Robert Redford durante la consegna dei Leoni d'oro alla Carriera
  • di Valeria Cappelletti:

VENEZIA – Una Jane Fonda visibilmente commossa ha abbracciato forte Robert Redford, ieri sera, mentre sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema, ricevevano i Leoni d’Oro alla Carriera consegnati da Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia. L’attrice americana, elegantissima, ha guardato la statuetta come se stentasse a credere che fosse vera, poi l’ha stretta forte al petto. “Grazie, grazie tante, grazie mille – ha detto Fonda tra lo scrociare degli appalusi del pubblico – significa molto per me ricevere questo premio. È un onore incredibile riceverlo qui insieme a Robert, un uomo che ammiro moltissimo come attore, essere umano e regista e qui, a Venezia la città che amo molto. L’ultima volta che sono stata al Festival è stato 50 anni, fa ma non mi sembra che siano passati 50 anni, mi sembra di iniziare solo adesso”.

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I due attori con il Leone d’Oro

“Essere qui con Jane – ha detto Robert Redford – è bellissimo, non è semplice trovare una persona con cui lavorare in completa sintonia avere gli stessi obiettivi per 47-48 anni. Venezia, l’Italia hanno un significato importante pe me perché quando avevo 18-19 anni ho passato del tempo in Italia, prima di diventare un attore volevo diventare un artista e sono stato alla Scuola delle Belle Arti di Firenze e questo tempo è stato fondamentane, ed essere qui con Jane ospitati da voi è un’occasione speciale”. Dopo la consegna è stato proiettato il film fuori concorso “Our souls at night” con i due attori.

Ma la consegna dei Leoni d’Oro alla carriera è stato solo l’ultimo di una serie di momenti davvero memorabili che hanno visto protagonisti i due attori. Nel pomeriggio, infatti, si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della pellicola alla quale hanno partecipato Fonda, Redford, gli sceneggiatori e il regista Ritesh Batra. “Ho voluto fare questo film per tre motivi – ha detto Redford – perché penso che l’industria cinematografica stia andando verso i giovani e ci sono meno film che soddisfano il pubblico adulto, secondo motivo le storie d’amore avranno sempre una vita e terzo volevo fare un altro film con Jane prima di morire”.

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Il momento della conferenza stampa. Foto: ASAC

Fonda e Redford hanno parlato anche dei cambiamenti climatici: “La cosa più importante è salvare il pianeta – ha detto Fonda – dobbiamo fare quanto possiamo per cercare di evitare il disastro climatico”. Redford ha parlato di: “Responsabilità verso le nuove generazioni, c’è un solo pianeta, l’unico che abbiamo e già è stato rovinato per molti motivi”. Il legame che unisce i due attori è palpabile, scherzano e rispondono con grande semplicità a tutte le domande. Fonda confessa di ammirare molto Redford come attore e come regista e di avere pensa che l’attore abbia avuto un effetto molto profondo sul cinema americano e non solo; e poi: “Lui bacia benissimo, come a 20 anni – ha proseguito Fonda, aggiungendo – A quel tempo (quando girarono il loro primo film insieme n.d.r.) avevo avuto delle fantasie su di lui, per molto tempo” dice candidamente l’attrice. “Non lo sapevo. E lo devi dire qui in pubblico?” replica Redford.

“Our souls in night” è un film sull’amore e i due protagonisti sono due persone mature, ai due attori è stato chiesto se cambia l’amore invecchiando: “No non cambia, aumenta” ha detto Redford. “Migliora – ha aggiunto Fonda – siamo più coraggiosi perché non abbiamo più nulla da perdere, si conosce meglio il proprio corpo e non si ha paura di chiedere di cosa si ha bisogno”.

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