Inaugurata la mostra “Nedo Luschi, l’uomo e l’artista”

Tra le opere anche "Sciuscià" donata dai figli al Comune

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Belais con i figli di Nedo Luschi, Carla e Roberto. Foto: Valeria Cappelletti
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LIVORNO – Diciassette opere che raccontano Nedo Luschi, il grande pittore livornese, scomparso un anno fa all’età di 99 anni. Dipinti che da ieri e fino al 20 agosto saranno esposti nella Sala degli Specchi e nella Sala Peruzzi del Museo di Villa Mimbelli, all’interno della mostra dal titolo “Nedo Luschi, l’uomo e l’artista nel centenario della nascita (1917-2017)”.

Ieri si è svolta l’inaugurazione alla presenza dei figli Carla e Roberto Luschi e dell’assessore alla cultura Francesco Belais. A introdurre l’evento con una conferenza sono stati il giornalista Mario Michelucci e Michele Pierleoni, storico e critico d’arte. “Venezia“, “Natura Morta“, “Figura“, “Piazza Magenta“, “Composizione“, “Piante grasse con pietra“, “Scultura“, “Autostrada stazione del Piano del Voglio” e poi “Il bracciante” e soprattutto “Sciuscià“, queste alcune delle opere in mostra. “Festeggiamo le cento candeline di Nedo Luschi con questa esposizione – ha detto Belais – Di solito ai compleanni si fanno regali ai festeggiati, in questo caso è successo il contrario perché il festeggiato, o meglio la famiglia del festeggiato, ha fatto un bellissimo regalo alla città con il dipinto “Sciuscià” che da oggi sarà patrimonio artistico della città di Livorno e apparterrà a tutti i livornesi”.

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“Sciuscià”, Nedo Luschi. Foto: Valeria Cappelletti

Un’antologica con opere note e meno note dell’artista: “Ci sono dipinti che è molto tempo che non vengono visti – afferma Pierleoni – come “Figura” che partecipò al IV Premio Amadeo Modigliani per Livorno ed è molto interessante perché è la semplificazione formale di un quadro del catalogo che Luschi fece di una mostra di Bottega d’Arte; poi “Piazza Magenta” che venne esposta alla Quadriennale di Roma e il dipinto “Autostrada stazione del Piano del Voglio” che partecipò al concorso nazionale per l’Autostrada del Sole, un’opera infrastrutturale importantissima per l’epoca poiché avrebbe unito l’Italia intera. Poi c’è “Sciuscià” che si lega al film di Vittorio De Sica: il ragazzo raffigurato da Luschi ha le stesse scarpe e lo stesso copri abito dei ragazzi della pellicola, è evidente l’influenza che ebbe sull’artista quest’opera del Neorealismo girata proprio nello stesso anno. “Composizione 1″ invece è una natura morta, un dialogo di sedie con assenza della figura”.

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Opera di Fuke e “Scultura” Nedo Luschi. Foto: Valeria Cappelletti

Tra le opere non manca anche un riferimento all’attenzione di Luschi per l’arte contemporanea e per gli oggetti del design: “Con “Scultura” l’artista ha preso per soggetto una statua dell’artista giapponese Fuke da lui acquistata e ne ha fatto un dipinto. C’è poi la passione per le piante in particolare quelle grasse nell’opera “Piante grasse con pietra”, per Luschi la pianta grassa ha delle linee ben definite così come la sua pittura marcata e definita”. Per Mario Michelucci: “Nedo Luschi è stato un artista che ha avuto una funzione di operatore culturale che va al di là della pittura, ha lasciato una traccia importante nella cultura artistica cittadina”.

La mostra, allestita a Villa Mimbelli è visitabile dal martedì alla domenica in orario 10-13 e 16-19. Chiusa il martedì 15 agosto. Per quanto riguarda l’ingresso, è previsto il solo pagamento di visita al Museo (6 euro intero e 4 euro ridotto).

Valeria Cappelletti

 

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