Una mostra dedicata al maestro livornese Nedo Luschi

Dal 5 al 20 agosto a Villa Mimbelli

mostra nedo luschi
Il dipinto di Nedo Luschi "Sciuscià" olio su tavola - 1945

LIVORNO – È intitolata “Nedo Luschi, l’uomo e l’artista nel centenario della nascita (1917-2017)” la mostra dedicata al maestro livornese che Villa Mimbelli ospiterà da sabato 5 al 20 agosto. L’antologica, promossa dal Comune di Livorno e curata da Michele Pierleoni, intende rendere omaggio a un maestro, scomparso poco più di un anno fa all’età di 99 anni, che insieme a Mario Borgiotti e Renzo Casali fu tra i fondatori dello storico Premio Rotonda nel 1953.

Grande talento e appassionato d’arte, Nedo Luschi cominciò la sua attività alla scuola libera fondata da Beppe Guzzi e all’Accademia di Belle Arti di Brera, collezionando molti premi e riconoscimenti a collettive nazionali e internazionali, e allestendo varie mostre personali. Fece parte del cenacolo di artisti labronici Gruppo Labronico, di cui per nove anni è stato anche presidente. Le opere esposte percorrono il tracciato artistico di Luschi attraverso mezzo secolo di pittura, dal 1930 (si parte infatti dal bozzetto che segna l’inizio del suo percorso artistico e che verrà esposto solo il giorno dell’inaugurazione), fino agli anni ’80, attraverso tutta una serie di dipinti non più esposti da svariati anni.

Ampia la sua soggettivistica che spazia attraverso i tanti e diversi temi indagati: paesaggi, nature morte, figure, fiori, ritratti e composizioni, ciascuno dei quali interpretato con una particolare tecnica materica fatta di abbondanti colori, di pennellate irruenti, decise e prive di incertezza, volte solo ad afferrare l’essenziale, capaci di infondere alle opere una spinta innovativa di grande lirismo, sempre però tenendo bene presente la gloriosa tradizione post-macchiaiola che egli ha profondamente rispettato e amato nella sua vita. Tra i quadri, 17 in tutto disposti nella Sala degli Specchi e nella Sala Peruzzi, da segnalare il dipinto “Sciuscià” (1945) che sarà donato dai figli Carla e Roberto al Comune di Livorno, e “Il bracciante” (1961) già dono della famiglia al Comune nel 2002, in occasione della mostra “Nedo Luschi. Opere 1944-1996”, organizzata dalla Fondazione Trossi Uberti.

“La mostra – spiega l’assessore alla cultura Francesco Belais – è un atto dovuto nei confronti di un talento artistico molto apprezzato in città, che oltre ad aver contributo in modo significativo ad arricchire il panorama artistico cittadino è stato tra i principali e più proficui animatori del dibattito culturale livornese del secondo Novecento. Sono grato alla famiglia per averci fatto omaggio di una sua opera, sarà nostra cura assicurargli la visibilità che merita”.

La mostra, allestita a Villa Mimbelli (via San Jacopo in Acquaviva, 65) è visitabile dal martedì alla domenica in orario 10-13 e 16-19. Chiusa il martedì 15 agosto. Per quanto riguarda l’ingresso, è previsto il solo pagamento di visita al Museo (6 euro intero e 4 euro ridotto), ad eccezione del giorno dell’inaugurazione in cui si potrà assistere gratuitamente alla conferenza e alla mostra.

L’inaugurazione si svolgerà sabato 5 agosto alle ore 17 nella Sala degli Specchi alla presenza dell’assessore Francesco Belais e dei figli Carla e Roberto Luschi e sarà preceduta da una conferenza introduttiva a cura del giornalista Mario Michelucci e da Michele Pierleoni, storico-critico d’arte, il primo si concentrerà sulla figura dell’uomo Nedo Luschi, il secondo sull’artista e la sua opera.

A cura della redazione

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