Premio Combat 2016: intervista all’artista Paola Di Bello

Vincitrice della sezione "Fattori Contemporaneo"

paola di bello premio combat 2016
L'artista Paola Di Bello. Foto: Gianluca Donati
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LIVORNO – Ieri, alle 17.30, presso i Granai di Villa Mimbelli, via San Jacopo in Acquaviva, si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica “Marge e altri paesaggi”, realizzata dal Comune di Livorno in collaborazione dell’Associazione culturale Blob ART e la Fondazione Livorno, che celebra la ricerca artistica di Paola Di Bello, vincitrice del Combat Prize 2016 premio speciale “Fattori Contemporaneo” con l’opera intitolata Marge de la Photographie.

Milanese di adozione, Paola Di Bello è nata a Napoli nel 1961. Fotografa e video maker. Dal 2006 è titolare della cattedra di Fotografia dell’Accademia di Brera, dove dirige il Biennio specialistico di Fotografia. Impegnata a esplorare le problematiche socio-economiche dell’ambiente urbano contemporaneo, Paola Di Bello racconta il potenziale di cambiamento della realtà attraverso una ricerca che include la dimensione globale e la vita locale. Il potenziale di cambiamento della società odierna è posto al centro dell’interesse del lavoro di Paola Di Bello che, attraverso l’espediente del “doppio”, punta contemporaneamente lo sguardo sul quotidiano, sul privato e simultaneamente sul globale e l’universale, sull’istante e sull’infinito, sul luogo e il non luogo, entrando in situazioni di vita quotidiana, spesso caratterizzate da un profondo disagio umano, e determinando uno spostamento del punto di vista. Ha ideato campagne fotografiche sul tema delle periferie urbane, delle favelas sudamericane, degli homeless e delle comunità Rom, viaggiando tra New York e Baghdad, Tokyo e Napoli, la Romania e Mirafiori. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero, tra cui la 50a Biennale di Venezia.

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L’opera vincitrice. Foto: Gianluca Donati

Entrando nell’edificio dei Granai, accanto a Villa Mimbelli, salendo le scale si giunge nelle eleganti stanze espositive del primo piano dove si possono ammirare le opere dell’artista, tra visitatori e giornalisti che la intervistavano. L’abbiamo raggiunta anche noi di LivornoSera per un’intervista.

Che effetto le ha fatto vincere il premio Combat Prize 2016 e fare questa mostra?
Il premio l’ho ricevuto con molta soddisfazione l’anno scorso e quindi ho avuto molto tempo a disposizione per pensare e preparare la mostra, quindi ero pronta per organizzarla nella città dove ho vinto il premio, in questa sede bella, assieme al catalogo; ho potuto sfruttare tutto nel modo migliore.

Lei fotografa in digitale o analogico?
In tutte e due i modi, cambia il mezzo, non la sostanza, tranne che come dice Vincenzo Castella, l’analogico è un processo chimico, differentemente dal digitale; la differenza può essere nella maggior comodità di quest’ultimo.

Ci può parlare di questa dualità che emerge dalle sue opere, tra privato e globale?
A me interessa il privato nel momento in cui il privato diventa pubblico; l’oggetto che precedentemente era privato e che abbandonato in una strada diventa pubblico, ma rivedendolo nella sua essenza come quando era privato.

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Alcune delle fotografie in mostra. Foto: Gianluca Donati

Lei ha spesso affrontato il tema del disagio sociale e urbano
Vero, tutti i miei lavori sono “sociali”, ma trattati diversamente da come generalmente sono trattatati i temi sociali dai media; è la capacità che gli artisti hanno di attraversare i confini delle discipline, di rivelare la qualità estetica.

Oltre che fotografa è anche video maker: cosa vuole comunicare con i suoi video e qual è la differenza espressiva dei due mezzi?
Alla fine cerco di comunicare sempre gli stessi contenuti con strumenti diversi, ma i miei video non hanno una narrazione, nascono da una fotografia, infatti ogni volta mi trovo a dover spiegare che non sono dei collage come può sembrare a una prima vista.

La mostra è accompagnata da un catalogo monografico: Paola Di Bello. Marge e altri paesaggi, a cura di Luca Panaro.

Per conoscere in maniera più dettagliata la biografia dell’artista clicca qui.

Gianluca Donati

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