Livorno Calcio, musica, mostre ed è subito Effetto Venezia

Inaugurata ieri sera la manifestazione estiva

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LIVORNO – Con i suoi canali illuminati, la musica che riecheggia a ogni strada, le luci delle bancarelle dalle tende bianche, ha preso il via ieri sera la 32esima edizione di Effetto Venezia. “Diversis gentibus una” cioè “una sola città di genti diverse”, è questo il motto di quest’anno, e lo ribadiscono anche la vicesindaca Stella Sorgente e l’assessore alla cultura Francesco Belais, nel discorso di inaugurazione che si è svolto sul palco di piazza del Luogo Pio. “Tutto il programma – ha detto Sorgente – è incentrato sul tema di Livorno città cosmopolita. La magia di questa festa sta proprio nel fatto che è poliedrica e in ogni luogo si trovano spettacoli e a ogni angolo c’è qualcosa di speciale”.

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Stella Sorgente e Francesco Belais. Foto: Glauco Fallani

E Belais ha aggiunto: “È stata dura perché gli sponsor non arrivavano e abbiamo dovuto far fronte a tante spese in più per la sicurezza, purtroppo viviamo in un momento storico che ci impone di essere molto attenti e proprio perché oggi nel mondo le differenze creano guerra e violenza abbiamo voluto dare alla festa questo titolo che era inciso sul tallero, la nostra prima moneta. Noi livornesi siamo un cacciucco di gente e il nostro porto fino all’Unità d’Italia è stato il più importante del Mediterraneo, quindi la nostra storia non solo è un vanto per noi ma deve lanciare un messaggio: che le differenze insieme possono creare ricchezza non solo economica ma anche sociale”. E sono infatti molti gli eventi che si legano al concetto di uguaglianza tra i popoli: il primo è stato lo spettacolo “Habeas Corpus: lo sbarco” un progetto realizzato da Atelier delle Arti in collaborazione con Teatro Migrante e Istituto Mascagni di Livorno. Trenta ragazzi di diverse nazionalità hanno realizzato coreografie lungo le vie della Venezia, danzando, unendosi in cerchi, prendendosi per mano, al suono delle musiche dal vivo curate da Chelo Zoppi e Francesco Ricci. Un inno all’uguaglianza e al rispetto reciproco.

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Andrea Sottil. Foto: Glauco Fallani

Conclusa la performance, e dopo il discorso della vicesindaca e dell’assessore, piazza del Luogo Pio è esplosa in canti e inni perché sul palco sono arrivati i giocatori del Livorno Calcio. La squadra nel pomeriggio ha preso parte al tour dei fossi e poi ha cenato presso l’Osteria della Venezia in viale Caprera. Ad attenderli tifosi trepidanti che, a poco a poco, hanno riempito la piazza, erano anche presenti i ragazzi dell’Academy Livorno Calcio, e un nutrito gruppo di ultras che hanno fatto sentire forte la loro voce. Prima sono state presentate le maglie ufficiali con un’importante novità: ognuna ha, all’interno del colletto, una cucitura con scritto “andiamoci a prendere questo risultato” parole pronunciate da Piermario Morosini. Poi ecco salire sul palco lo staff tecnico compreso mister Andrea Sottil che davanti ai tifosi ha detto: “Sono orgoglioso di essere l’allenatore del Livorno, farò il massimo, lavorerò duro con i miei ragazzi perché la squadra deve uscire da questa categoria. Nello spogliatoio c’è un ottimo clima e molta voglia di ripartire”. Poi eccoli i giocatori: prima i portieri con Luca Mazzoni che porta il figlio sulle spalle; poi i difensori tra cui il nuovo acquisto Edoardo Blondett, poi è stata la volta dei centrocampisti con il capitano Andrea Luci che ricorda Morosini: “Avere addosso Morosini sarà un modo in più per dare il meglio”. Infine ecco salire sul palco Igor Protti che, incitato dai tifosi, dice: “Siamo orgogliosi di rappresentare questa maglia e questa città. E riguardo al derby che disputeremo con il Pisa, dico di tirare fuori tutti l’orgoglio e facciamo vedere chi siamo”. Poi alla squadra si sono uniti Belais, Sorgente e Andrea Morini, assessore allo sport.

Il Livorno Calcio ha lasciato il posto, sul palco, a Todomodo con “Grazie“, uno spettacolo che ha voluto ringraziare Livorno e i suoi cittadini per 20 anni di musica e ha regalato una serata con i suoi protagonisti livornesi e non. Voci eccellenti che hanno fatto venire i brividi al pubblico, con una carrellata di canzoni e con la performance della Matilda Italian Academy, un progetto didattico rivolto alle scuole di formazione di arti performative con allievi dai 7 ai 16 anni, che prevede l’inserimento nei propri percorsi formativi dei contenuti artistici del pluripremiato musical londinese “Matilda”. E sul palco sono infatti saliti anche piccoli cantanti dalle grandi voci.

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Bottega del Caffè

Proseguendo tra le tante iniziative di Effetto Venezia, alla Bottega del Caffé, in viale Caprera sono esposte le opere pittoriche della mostra “Ieri, oggi, domani” del Gruppo Toscana Arte Giovanni March. A esporre non solo giovani artisti, ma anche pittori affermati come Massimiliano Luschi con le sue opere che raccontano Livorno, Riccardo Pirici, Francesco Lipani e Claudio Calvetti. “Le opere esposte sono realizzate da artisti che vanno dai 26 ai 70 anni – ha detto Biagio Chiesi, presidente del Toscana Arte Giovanni March – e il nostro obiettivo è quello di promuovere i giovani talenti come voleva anche March. Sono vari i temi trattati nelle opere esposte e anche i modi di dipingere, si va dal figurativo all’astratto figurativo, dall’astratto all’informale”. Ci sono quadri che raccontano Livorno, quadri che parlano di donne, quadri astratti e coloratissimi. Sempre all’interno della Bottega del Caffè si è svolta la presentazione del libro di Paola Pasqui “Ruggine a colazione”.

Infine ieri sera è stata inaugurata anche un’altra mostra che, ancora una volta, si ricollega al tema di Livorno “Città delle Nazioni” in particolare al ruolo svolto dalla comunità ebraica nella città. Nome dell’esposizione “Bagitto“, un omaggio al vernacolo ebraico-livornese molto utilizzato nella nostra città nell’antichità, una lingua che contiene tracce di portoghese, turco, arabo, greco. In mostra le opere della pittrice Libertà, alias Libera Capezzone, le sculture di Gian Marco La Muraglia e la performance della poetessa Viola Barbara. “Un mélange di arti diverse – definisce la mostra Barbara Viola – sono infatti presenti poesia, scultura, teatro, pittura”. Accanto alle sculture visionarie di La Muraglia, dove si uniscono porcellana, corallo o pezzi di osso, il visitatore trova i quadri di Libertà che riportano su lastre di metallo le opere d’arte commerciate a Firenze e i riflessi dei mari attraversati dai mercanti in viaggio. La mostra è stata allestita all’interno di un antico palazzo-magazzino della Comunità Ebraica Livornese chiuso da vent’anni che, come spiega la curatrice Valeria Aretusi: “Si pensa che possa risalire al 1600 anche se non ne abbiamo certezza, ci possiamo immaginare che venisse usato come magazzino di stoccaggio e vi trovassero posto corallo, prodotti e opere famose in attesa di raggiungere i Medici”.

Valeria Cappelletti

 

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