Sorgente: “La libertà non è qualcosa di dovuto o scontato”

Le celebrazioni per il 73esimo anniversario della liberazione di Livorno

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Il vicesindaco Stella Sorgente
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LIVORNO – “Il 73° anniversario della liberazione della città è un giorno per far festa ma soprattutto un giorno per ricordare. Quello del ricordo infatti è un dovere che abbiamo innanzitutto verso quanti ci hanno preceduto e hanno sofferto fino a sacrificare la vita per assicurarci un futuro di libertà, ma è un dovere che abbiamo anche nei confronti dei nostri giovani, ai quali occorre insegnare che la libertà non è qualcosa di dovuto o di scontato, bensì una conquista degli uomini conquistata con fatica, giorno dopo giorno”. Sono le parole iniziali del discorso che questa mattina Stella Sorgente, vicesindaco di Livorno, ha fatto per ricordare l’anniversario della liberazione di Livorno dal fascismo.

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La corona posta davanti al Bassorilievo del Partigiano

Dopo aver deposto una corona davanti al Bassorilievo del Partigiano, in via Ernesto Rossi, si è svolta la cerimonia in Comune, alla presenza dei rappresentati delle associazioni di partigiani Anpia, Anppi, Anei e Aned, delle Forze dell’Ordine e di alcuni consiglieri comunali. “Con grande preoccupazione vediamo oggi emergere spinte xenofobe e razziste che alzano muri e tirano fili spinati – ha proseguito Sorgente – Essere antifascisti è non lasciare mai indietro nessuno, è rifiutare dell’indifferenza, considerare tutte le diversità. È specialmente dalle piazze e dalle strade che dobbiamo ripartire se vogliamo che le giovani generazioni si riapproprino dei valori della resistenza, dell’antifascismo e della libertà. Quando gli americani entrarono a Livorno la definirono una Ghost Town, una città fantasma, e il valore della Resistenza, come quindi anche la nostra storia ci ricorda, sta anche in questo: nella capacità di rinascere dalle rovine e di creare un nuovo tessuto sociale”. Il vicesindaco ha poi ricordato i partigiani Garibaldo Benifei e Osmanna Benetti.

Concluso l’intervento di Sorgente, è stata la volta di Marco Mazzoni, direttore di Istoreco: “Solo l’8% degli edifici rimase in piedi dopo i bombardamenti che colpirono Livorno – ha detto – Il 19 luglio segnò la fine di un incubo. Questa è una data storica che celebra il valore della pace e della solidarietà tra i popoli e oggi più che mai è importante, in un periodo di così forti conflitti. Il 19 luglio rappresentò il culmine di un processo di ricostruzione materiale e morale della città ed è il momento di un fermo impegno per consegnare al domani ciò che abbiamo ricevuto dal passato.

Ultimo commento quello fatto da Gino Niccolai, presidente di Anpi che ha detto: “Questa mattina abbiamo offeso i partigiani perché ci siamo limitati a porre una corona al monumento, quando invece una cerimonia richiede un rituale serio e importante”. Subito la risposta di Sorgente: “Mi scuso a nome del Comune, forse le altre iniziative che si sono svolte stamani, come la cerimonia alla Lapide dei Caduti al Sacrario del Castellaccio, sono state migliori e non escludo la possibilità di fare qualche altra iniziativa”.

Valeria Cappelletti

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