100 anni dalla nascita del PCI: in arrivo la maratona cinematografica e il Ministro Andrea Orlando

Proiezione di una dozzina di film, documentari, filmati d’epoca

Giancarlo Giannini in "Mimì metallurgico ferito nell’onore” di Lina Wertmuller
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Pubblicato ore 19:08

LIVORNO – Le celebrazioni per i cento anni dalla nascita del Partito Comunista d’Italia entrano nel vivo con una maratona cinematografica (ingresso gratuito) che si svolgerà dal 13 al 16 gennaio realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Cinemazero di Pordenone, che si terrà per tre sere, fino alle prime ore del 16 gennaio 2022.

Attraverso una selezione di una dozzina di film, documentari, filmati d’epoca e materiali rari, la rassegna affronta il tema del rapporto tra il PCI e il cinema nel contesto politico e sociale italiano della seconda metà del Novecento. I film verranno proiettati al cinema 4 Mori e al Teatro Goldoni.

Tra le pellicole citiamo “Berlinguer ti voglio bene” (‘77) di Giuseppe Bertolucci con Roberto Benigni, il documentario inedito “I comunisti e la cultura (1921-1989)”, “Novecento” di Bernardo Bertolucci (1976) nella versione restaurata in 4K e, a chiudere, l’omaggio a Lina Wertmüller, da poco scomparsa, con “Mimì metallurgico ferito nell’onore”.

Il ministro Andrea Orlando

Tra le altre iniziative poi, il 15 gennaio alle ore 11 al Teatro Goldoni sarà presente a Livorno Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che parteciperà alla presentazione del libro fotografico “In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani”, edito da Marsilio Editori e dalla Fondazione Gramsci di Roma a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi. Il libro raccoglie 200 immagini, alcune inedite e molte sconosciute, rintracciate in numerosi, diversi archivi, che restituiscono la storia del PCI e innumerevoli tratti del Novecento italiano. Un libro che, grazie alla presenza delle maggiori firme della fotografia italiana e internazionale del XX secolo e nel contempo di scatti anonimi di militanti e gente comune, è anche l’occasione per indagare l’altalenante rapporto che il PCI ebbe con questo straordinario mezzo espressivo. Presenteranno il volume i curatori, il fotografo Marco Delogu e Francesco Giasi, Direttore della Fondazione Gramsci, con la moderazione della giornalista e sceneggiatrice Didi Gnocchi. Interverranno anche il sindaco Luca Salvetti e all’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi, confermata inoltre la presenza dell’Onorevole Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Con l’occasione, sarà presentato anche il libro dell’Istoreco di Livorno “PCI in Toscana dalla liberazione allo scioglimento. Racconto per immagini”, con la curatrice del volume Catia Sonetti.

Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata su cultura@comune.livorno.it.

Programma dettagliato

Giovedì 13

Cinema Teatro 4 Mori ore 18.30
Al via la rassegna con l’Assessore alla Cultura Simone Lenzi e il giornalista e critico cinematografico Fabio Canessa: proiezione di “Uomini e voci dal congresso di Livorno” documentario del 1921, restaurato nel 2020 dalla Cineteca di Bologna, che farà risuonare le voci di alcune delle importanti personalità che parteciparono al congresso come Filippo Turati, Umberto Terracini, Amadeo Bordiga, Elia Musatti, Emanuele Modigliani (fratello del pittore Amedeo), Argentina Altobelli.

Ore 19.15 – 22.00: prima parte di “Novecento” di Bernardo Bertolucci (1976) nella versione restaurata in 4K, accompagnata da una presentazione dello stesso Maestro, registrata poco prima della sua morte. La pellicola racconta la storia di tre generazioni, impegnate nella lotta di classe in Emilia e sullo sfondo di un secolo di politica italiana. Il 1° gennaio del 1900, nello stesso latifondo, nascono due bambini, Olmo (Gérard Depardieu), figlio di contadini, e Alfredo (Robert De Niro), erede del padrone. Le loro storie e vite parallele si confrontano dall’inizio del secolo fino al 1945: dai primi scioperi nei campi alla guerra del 1915-18 fino all’avvento del fascismo.

Ore 22.15 – 00.25: “L’addio a Berlinguer” di B. Bertolucci e F. Maselli, un documentario del 1984 che ricostruisce anche attraverso una serie di interviste (fra le altre a Francesco Cossiga, Mikhail Gorbaciov, Yasser Arafat, Carlo Verdone e Roberto Benigni), la straordinaria figura politica e umana di Enrico Berlinguer.

Venerdì 14

Teatro Goldoni
Ore18.00 – 19.30: “Pace, Lavoro e Libertà” (‘51), che ricostruisce la cronaca di alcuni momenti del VII Congresso del PCI del 1951;
Livorno Congresso F.G.C.I” spezzone del cinegiornale italiano “La Settimana INCOM” n. 426 del 7 aprile 1950, dedicato al XII Congresso della Federazione giovanile comunista svoltosi a Livorno;
Il sogno di una cosa”, documentario del 1950 di F. Bortolini, che tratta invece della giovinezza di Pasolini, nel Friuli, fra il ‘43 e il ‘49. Il titolo è quello di un suo celebre romanzo. Partendo dalle vicende del libro, la storia di tre ragazzi nel dopoguerra, il documentario con interviste ad amici, compagni di partito ed allievi di scuola, ripercorre i luoghi dove Pasolini visse in quegli anni fino al suo arrivo a Roma.

Ore 19.40 – 20.30: “Cent’anni dopo” (2021) presenti in sala le registe Monica Maurer e Milena Fiore e lo sceneggiatore Alexander Hobel. Il film tratta dell’evoluzione storica del PCI dal 1921 allo scioglimento, con particolare attenzione al nuovo partito delineato da Togliatti e ulteriormente sviluppato da Longo e Berlinguer.

Ore 20.40 -22.40: “Berlinguer ti voglio bene” (‘77) di Giuseppe Bertolucci e Roberto Benigni. Una commedia che vede come protagonista Mario Cioni, un sottoproletario toscano con il mito di Enrico Berlinguer, schiavo di una società miserabile dalla quale subisce modelli di comportamento, sfruttamenti e ideologie – e “Festival de l’Unità 1972” di Ettore Scola. Il documentario mette in risalto, attraverso estratti di dibattiti, tavole rotonde ma anche spettacoli teatrali, musicali e cinematografici, il senso di partecipazione collettiva che caratterizza le manifestazioni annuali dei comunisti italiani.

Ore 22.50 – 01.25: seconda parte di “Novecento”.

Sabato 15

Teatro Goldoni
Ore 11.00: presentazione del libro fotografico “In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani”, edito da Marsilio Editori e dalla Fondazione Gramsci di Roma a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi. Con l’Onorevole Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Con l’occasione, sarà presentato anche il libro dell’Istoreco di Livorno “PCI in Toscana dalla liberazione allo scioglimento. Racconto per immagini”, con la curatrice del volume Catia Sonetti.

Ore 16-18: “Lettera aperta a un giornale della sera” (’73) di F. Maselli. Una commedia che vede come protagonisti un gruppo di intellettuali comunisti rivoluzionali a parole, ma perfettamente inseriti nel sistema di cui godono vantaggi e condividono vizi.

Ore 18.10 – 19.55: “Verso sera” (’90) di Francesca Archibugi, film drammatico in cui Ludovico Bruschi, professore universitario in pensione e comunista “aristocratico”, si trova a doversi confrontare con la ex compagna del figlio Stella, ventitreenne comunista aggressiva e ostentatamente ignorante.

Ore 20.00 – 21.00: preview del filmato inedito “I comunisti e la cultura (1921-1989)”, documentario prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni, con il sostegno e la promozione del Comune di Livorno, il contributo della Regione Toscana e la collaborazione di Villaggio Globale International, che vede il giornalista Laurenzo Ticca come autore. Il docufilm propone una serie di interviste realizzate appositamente a importanti personalità – politici, storici, giornalisti, artisti, registi, cantautori, critici d’arte come Aldo Tortorella, Camilla Ravera, Giuliano Montaldo, Duccio Trombadori, Albertina Vittoria, Francesco Giasi, Luciana Castellina, Ermanno Taviani, Sergio Staino, Massimo D’Alema, Giovanna Marini, Marcello Flores, Paolo Pietrangeli – nonché materiale di repertorio di Pierpaolo Pasolini, Emanuele Macaluso, Alfredo Reichlin, Palmiro Togliatti, Lucio Magri.

Chiude la manifestazione (ore 21.15 – 23.25) il film “Mimì metallurgico ferito nell’onore” di Lina Wertmüller, recentemente scomparsa: è la storia di Mimì, un manovale catanese da sempre fortemente attratto dagli ideali di sinistra e insofferente alla mafia che spadroneggia incontrastata nella sua terra. Mimì perde il posto di lavoro nella cava di zolfo per aver dato il proprio voto al candidato sindaco del PCI, anziché a quello colluso e spalleggiato dalla locale cosca. Senza impiego e senza qualsiasi altra possibilità di lavoro in città, Mimì è dunque costretto, al pari di tanti altri emigranti meridionali, a partire alla volta di Torino.

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