Vino toscano: 2017 difficile, cala la produzione del 40,37%

Risultato: un aumento del prezzo compreso tra il 20 e il 35%

vino calo

TOSCANA – Annata difficile quella del vino toscano, la Confagricoltura Toscana ha presentato i dati relativi al 2017 considerato il peggiore di sempre per la nostra regione: 145 milioni di bottiglie di vino in meno rispetto all’anno scorso, che in termini economici si traducono in 480 milioni di euro persi.

Le cause sono da ricercare in tre fattori negativi: la gelata di aprile, la siccità da giugno a settembre e l’effetto ungulati. “Abbiamo avuto annate difficili in passato ma mai era capitato che questi tre fattori agissero in concomitanza – afferma Francesco Colpizzi, presidente Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana – L’effetto è stato devastante per la produzione della nostra regione”.

Rispetto al 2016 si parla di un -40,37% di produzione. A risentire maggiormente di questa diminuzione è stato il Morellino di Scansano, la cui produzione è più che dimezzata (-56,48%). Fra le altre denominazioni di origine che hanno subito un forte calo troviamo il Rosso di Montepulciano (-53,21%), IGT Toscano (-48,46%), Maremma (-42,92%), Carmignano Rosso (-39,94%), Chianti (-39,91), Rosso di Montalcino (-39,71), Brunello di Montalcino (-34,86%), Nobile di Montepulciano (-31,64%), Chianti Classico (-27,62%), Vernaccia di San Gimignano (-25,69%) e Bolgheri (-25,24%).

Nonostante ciò il vino non mancherà sul mercato. Al 31 luglio 2017, grazie alla produzione delle annate precedenti, erano presenti nelle cantine della Toscana, circa 5 milioni di ettolitri di vino. Ma l’effetto disastroso del 2017 si farà comunque sentire, si stima un aumento di prezzo compreso tra il 20 ed il 35%, in relazione alle diverse produzioni. Nonostante i risultati negativi in termini quantitativi, l’annata 2017 ha prodotto però delle sorprese positive da un punto di vista qualitativo. Il vitigno sangiovese, che è il più tardivo e con il quale si producono tutti i grandi rossi toscani, beneficiando delle piogge dei primi di settembre, ha prodotto un vino di altissima qualità, equilibrato, con un buon corredo aromatico.

A cura della redazione

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