Un’oasi multifunzionale in via Goito per salvare gli uccelli

Centinaia di piante e 30 specie di avifauna popolano l'area

Verzellino. Foto: Luigi Sebastiani/Archivio Lipu
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LIVORNO – Un’oasi naturalistica multifunzionale, è questo il progetto che la Lipu, insieme ad altre associazioni ed enti cittadini, ha sottoposto al Comune di Livorno per la conservazione dell’area verde in via Goito. “Si tratta di un terreno di 6 ettari – dice Marco Dinetti, responsabile ecologia urbana Lipu – unico per la città di Livorno, dove vivono centinaia di specie di piante, compresi due alterni, che sono tipici della macchia mediterranea, per i quali è stato prodotto un documento dall’ex Corpo Forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali). E poi vi sono presenti oltre 30 specie di avifauna, di cui 8 sono “Spec” di interesse conservazionistico europeo, la cui nuova classificazione è stata presentata ad un convegno internazionale svolto il 21 maggio scorso a Parma”. Nell’area infatti si trovano specie come il pigliamosche, il gheppio e il verzellino. Il progetto della Lipu è di creare un’area aperta ai cittadini ed alle scolaresche e mantenere inalterata la flora e la fauna che vi abita.

Pigliamosche che popola il terreno di via Goito. Foto: Fabio Cilea/Archivio Lipu

“Una trasformazione urbanistica di quest’area (cementificazione), ma anche un progetto di verde urbano che non segua precisi criteri ecologici, porterebbe alla scomparsa di molte di queste specie, a cominciare da quelle più rare e sensibili” prosegue Dinetti. “Nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori di un tavolo tecnico, per il quale ci complimentiamo con l’Amministrazione comunale per gli sforzi profusi nel coinvolgere diversi soggetti interessati – ha continuato il responsabile Lipu – nonostante alcuni risultati interessanti che la discussione ha prodotto nell’ottica di una progettazione che tenga nel massimo conto i valori naturalistici e sociali di questo terreno, tale tavolo è stato penalizzato da due, diciamo, “vizi capitali”: la “spada di Damocle”, poiché le premesse dei lavori sono state “se non vi mettete d’accordo, il progetto lo abbiamo già”; il “progetto preconfezionato”, vale a dire il partire proprio da uno schema fortemente caratterizzato e poco flessibile, per di più coordinato da tecnici che riteniamo non posseggano né la necessaria sensibilità ecologica, ma neppure un approccio inclusivo nei confronti dei soggetti convocati al tavolo”.

Sono state anche raccolte oltre 500 firme da parte di associazioni ambientaliste livornesi in pochi mesi per una petizione a favore della conservazione di questo terreno e dell’istituzione di un’oasi urbana, inoltre la Lipu ha inserito il caso-studio di Via Goito nel Documento nazionale sul verde urbano e gli alberi in città. “Qualcuno – conclude Dinetti – si dovrà assumere la responsabilità delle sorti del terreno. Quando una ruspa è entrata non si torna indietro, e bastano poche ore per distruggere quello che la natura ha impiegato centinaia di anni per costruire”.

A cura della redazione

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