Un importante restyling alla Terrazza Mascagni

E' la cartolina di Livorno, un'immagine che ci rende riconoscibili nel mondo

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Terrazza Mascagni
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LIVORNO- Nei prossimi giorni l’amministrazione effettuerà una serie di sopralluoghi puntuali, ma nel frattempo l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Aurigi ha già acceso un riflettore sui lavori in corso alla Terrazza Mascagni. Un intervento importantissimo che prevede il rifacimento degli elementi in muratura danneggiati dal tempo e dagli agenti atmosferici. Per il progetto prevede la realizzazione e sostituzione di circa 450 mt di cimasa, il ripristino delle sedute fronte mare, oltre alla sistemazione di vari elementi e di parti della pavimentazione.

La Terrazza Mascagni – spiega l’assessore – è la cartolina di Livorno, un’immagine che ci rende riconoscibili nel mondo e che tutta la città dovrebbe apprezzare e difendere. Con questi lavori le stiamo restituendo lo splendore che merita, quindi anche un errore nella curvatura di una cimasa non può essere accettato e sarà corretto come concordato”.

Nei gironi scorsi l’assessore ha chiesto conto di alcune criticità riscontrate nel corso di svolgimento dei lavori e ha ottenuto una relazione dettagliata da parte del Rup e del direttore lavori incaricati di seguire questo intervento.

“La differenza di cromatismo tra gli elementi vecchi e i nuovi è inevitabile visto che i primi sono stati sottoposti per vent’anni all’azione di vento e salmastro – chiarisce Aurigi – ma sappiamo che si attenuerà col tempo, nel giro di qualche stagione. In ogni caso abbiamo chiesto all’impresa di risolvere alcune piccole situazioni in grado di mitigare l’effetto estetico. Ci tengo a sottolineare che, ancora una volta, abbiamo pensato al futuro – puntualizza l’assessore -:  i nuovi elementi inseriti hanno infatti maggiore resistenza e durabilità rispetto agli attuali, perché utilizzano cementi ad alta resistenza, bassi rapporti acqua/cemento e acciaio inox per le armature”.

Lasceremo così un’eredità più solida alle generazioni future che si troveranno come noi oggi a preservare un patrimonio creato da altri” conclude Alessandro Aurigi.

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