Teatro Goldoni: bandiera palestinese compare alla fine di “Turandot”, Guarducci: “Perché no quella di Israele?”

Accanto lo striscione: "Cessate il fuoco, stop al genocidio"

Foto: Daniele Bettinetti
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Pubblicato ore 17:12

LIVORNO – Scoppia il caso striscione al Teatro Goldoni: ieri sera, 26 aprile, a conclusione della messa in scena di “Turandot“, opera di Giacomo Puccini, sul palco è comparso uno striscione con scritto: “Cessate il fuoco, stop al genocidio” e accanto una bandiera palestinese.

È subito intervenuto il candidato a sindaco Alessandro Guarducci che ha così commentato il fatto: di seguito il comunicato inviato alla nostra redazione.

“Trovo grave e davvero fuori luogo quanto avvenuto nel più importante luogo di cultura di Livorno. Una pseudo-cultura, che a quanto pare, vuole politicizzare a senso unico. Una pseudo-cultura che si riempie la bocca con l’antifascismo, ma che ha uno strano modo di concepire la democrazia e la libertà. Una pseudo – cultura pacifista solo quando fa comodo. Ancora una volta a Livorno è emerso drammaticamente l’antisemitismo, diffuso a piene mani in questo periodo da una certa parte politica. Questa situazione fa davvero paura”.

Lo ha detto oggi Alessandro Guarducci, candidato a sindaco di Livorno per la “Coalizione del Rinnovamento” (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Nuovo Psi, Azione, Lista Guarducci), in merito allo striscione comparso ieri sera sul palco del Teatro Goldoni al termine della Turandot che recitava: “Cessate il fuoco. Stop al genocidio” insieme a una bandiera palestinese. Il tutto è accaduto in un teatro pubblico di proprietà comunale gestito da una Fondazione presieduta dal sindaco Luca Salvetti.

“Solleciterò – ha aggiunto Guarducci – immediatamente i parlamentari di centrodestra di manifestare le necessarie interrogazioni presso le sedi istituzionali. Sono d’accordo sul cessate il fuoco, ma perché non è stata esposta anche la bandiera di Israele accanto allo striscione? I civili israeliani uccisi o in ostaggio, le donne violentate, i bambini trucidati non sono vittime da ricordare e da piangere? Io difenderò sempre i valori della libertà e della giustizia contro quelli dell’odio mascherato da pacifismo. Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza alla Comunità Ebraica di Livorno. Le domande: chi sono gli autori del gesto? E’ stato un “blitz” improvviso operato da persone esterne allo spettacolo, che in caso pone importanti interrogativi sulla gestione della sicurezza in un evento pubblico (oltre che politici), o qualcuno all’interno ha dato il permesso per esporre lo striscione?”

Poco dopo arriva la replica dalle RSU del reparto tecnico del Regio Teatro Goldoni. Di seguito il comunicato arrivato alla nostra redazione: “In merito all’esposizione di uno striscione a conclusione della prima della Turandot, le RSU del reparto tecnico del teatro Goldoni, che rappresenta le maestranze, dichiara quanto segue: La scelta di esporre lo striscione così come le frasi riportate è stata condivisa con i lavoratori e le lavoratrici presenti. Rivendichiamo tale gesto così come già fatto in altri teatri italiani, gesto che ha riscosso l’approvazione dei presenti che hanno risposto con un lungo applauso. Pare evidente di aver raccolto un sentimento comune e diffuso tra i nostri concittadini, niente si risolve con la violenza delle armi, nessun genocidio può essere giusto, concetti questi che secondo noi vanno oltre le inutili polemiche”.

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