“Sport: la sfida più bella”, riparte il progetto del CONI che aiuta i ragazzi in difficoltà

La Fondazione Livorno ha stanziato un contributo di 20mila euro

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Pubblicato ore 16:00

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Lo sport è salute e integrazione, ma non tutti i bambini possono praticarlo per vari motivi, per esempio perché risulta troppo costoso per le famiglie, perché si tratta di bambini stranieri che hanno difficoltà a inserirsi in alcuni contesti oppure perché gli impianti sono troppo distanti da raggiungere. Per aiutare a risolvere questi problemi, riparte quest’anno il progetto del CONISport: la sfida più bella“, finanziato dalla Fondazione Livorno e presentato questa mattina, 30 marzo, nel corso di una conferenza stampa.

“Il progetto è nato nel 2012 – ha detto Luciano Barsotti, presidente di Fondazione Livorno – con CONI e in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio per permettere ai ragazzi immigrati di integrarsi grazie allo sport, poi nel 2018, l’area di interesse si è allargata e ha coinvolto anche bambini e adolescenti del territorio che vivevano situazioni di disagio socio-economico-familiare”.

Grazie a questo progetto, i ragazzi tra i 6 e i 16 anni potranno praticare gratuitamente uno sport scegliendo in base alle proprie inclinazioni e preferenze: calcio, basket, judo, tennis tavolo, atletica leggera, nuoto, equitazione, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, pallavolo, kick boxing, pattinaggio, danza, lotta, boxe, rugby, per un totale di 22 società sportive aderenti. “Le quote mensili costituite da una cifra simbolica – ha proseguito Barsotti – verranno pagate dalla Fondazione Livorno che per quest’anno ha stanziato un contributo di 20mila euro“.

I ragazzi che possono accedere al servizio sono indicati al Coni da enti che da sempre si occupano di giovani: Fondazione Caritas Livorno, Fondazione Casa Papa Francesco, Associazione Progetto Strada dei Salesiani e servizi sociali del Comune di Livorno. Inoltre, quest’anno è stato deciso di inserire anche i ragazzi provenienti dall’Ucraina che vogliono avvicinarsi allo sport o proseguire l’attività sportiva che già svolgevano nella loro città.

“Questo progetto – ha proseguito Cinzia Pagni, vicepresidente Fondazione Livorno – ricalca quello che la vocazione della Fondazione, cioè stare vicino alle persone più deboli della comunità”.

“Per fare sport servono i soldi – ha detto Giovanni Giannone del CONI – e questo è un problema che affligge anche molte famiglie livornesi, da alcuni dati a nostra disposizione, il 18% delle famiglie non manda il proprio figlio a fare attività sportiva per i costi elevati, mentre il 31% non ha il tempo per portarli presso gli impianti. Ma lo sport è una scuola di vita ed è importante che tutti coloro che sono in difficoltà possano ricevere un aiuto, non ne hanno giovamento solo i ragazzi ma, nel caso di famiglie straniere, anche i genitori che in questo modo si integrano meglio”.

Nel 2019 (prima della pandemia che ha causato l’interruzione del progetto) i ragazzi che hanno partecipato sono stati 130 inseriti in 21 società sportive.

Andrea Raspanti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Livorno ha concluso: “Capita spesso che lo sport venga considerato qualcosa di non necessario. In una città come la nostra, in cui l’attività sportiva ha un ruolo molto importante, mi sono meravigliato quando ho visto che la partecipazione dei minorenni era invece molto bassa. Questi 20mila euro sono un investimento fondamentale che ha un valore molto alto perché lo sport permette ai ragazzi di stare in salute e di evitare l’insorgere di patologie che poi si riflettono sulla sanità pubblica, oltre che a permettere la socializzazione, l’inclusione e la diffusione di valori positivi”.

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