Serata in ricordo di Serena Mazzoni: raccolti 20mila euro per la ricerca sul tumore surrenale raro

334 i ballerini che si sono esibiti al Teatro Goldoni

Il Goldoni. Foto: G. D.
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Pubblicato ore 19:00

LIVORNO – Grande successo al Teatro Goldoni per la serata in ricordo di Serena Mazzoni, sono stati raccolti oltre 20mila euro che saranno devoluti all’Università degli studi di Brescia, dipartimento di specialità medico-chirurgiche.

Sabato 3 dicembre, si è svolto, a due mesi esatti dalla sua scomparsa, la rassegna spettacolo in ricordo di Serena Mazzoni, scomparsa a soli 37 anni dopo aver lottato per un anno contro un tumore raro. All’evento, organizzato da CreativeLab, con il gratuito patrocinio del Comune di Livorno, in collaborazione con la Fondazione Goldoni, hanno partecipato numerose scuole di danza della città e della Toscana.

Sul palcoscenico per i saluti finali assieme ai ballerini delle scuole di danza e alla famiglia di Serena sono saliti e hanno preso parola anche il sindaco Luca Salvetti e il professore Alfredo Berruti, primario dell’Università degli Studi di Brescia che si occupa della ricerca sul tumore surrenale raro.

Berruti ha ricordato quanto il supporto delle persone sia importante per dare forza a chi lavora nella sanità e quanto le donazioni siano fondamentali a mandare avanti la ricerca, in particolare per quanto riguarda le malattie rare.

La sorella Giulia ha voluto ricordare quanto Serena fosse amata dalla sua città, ringraziando Livorno e tutti coloro che hanno contribuito a rendere magica la serata: “Tutti i ballerini con gli occhi mi hanno detto tante parole. Grazie anche al pubblico che con il cuore era lì anche per Serena e la città che ha un cuore enorme come testimoniano i 20mila euro raccolti”.

Con la direzione artistica di Luca Lupi, cugino di Serena, 344 ballerini si sono esibiti sul palco, per far sì che la serata fosse indimenticabile per tutti coloro che vi hanno partecipato.

Per volontà della famiglia di Serena, l’intero ricavato dello spettacolo (quote di partecipazione delle scuole e biglietti per lo spettacolo), è andato interamente all’Università degli studi di Brescia, dipartimento di specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica, per sostenere la ricerca sul tumore surrenale raro che purtroppo colpisce una persona su un milione a livello mondiale.

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