Gruppo Labronico. Pier Paolo Macchia: lo sport, la biologia e la pittura

Per anni preparatore atletico della Nazionale di Scherma

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Pier Paolo Macchia. Foto: S. Fasulo
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Pubblicato ore 12:00

  • di Serafino Fasulo

LIVORNO – Via dell’Origine è una piccola strada del centralissimo quartiere Magenta. L’edilizia non ha subito i bombardamenti dell’ultimo conflitto e si respira un’aria di altri tempi, ci sono ancora le botteghe e tra queste quella di Pier Paolo Macchia. Si tratta di uno spazio a livello della strada dove laboratorio ed esposizione convivono. Ad essere messi in mostra oltre ai quadri ci sono i cimeli sportivi, guadagnati in una lunghissima carriera di preparatore atletico e allenatore della Nazionale di Scherma, e le pietre, quarzi, pirite, alabastro.

Foto: S. Fasulo

“L’uomo ha il dovere di migliorarsi anche se ognuno di noi ha un limite oltre il quale difficilmente può andare, fatti non fummo per viver come bruti…”, sono le parole con le quali mi accoglie. Guardo le tele esposte e penso alle belle tavole che all’interno dei dizionari illustravano il mondo animale e minerale, riproduzioni pittoriche di categorie di conchiglie, farfalle, che dallo sfondo, dove quasi si mimetizzano nel colore, si levano in volo leggere, accompagnate da tessuti ricamati, da trine sottilissime.

Anticipa la mia domanda e mi spiega: “dipingere i ricami comporta meticolosità e pazienza, talvolta è un lavoro ripetitivo, si compie lo stesso gesto un’infinità di volte ma piano piano prende un ritmo e diventa una forma di meditazione”.

Guardo quest’uomo che ha ottantanove anni di passione da raccontare e percepisco come i suoi amori, lo sport, la biologia, la pittura, siano strettamente connessi, parti integranti di un’attenzione agli straordinari equilibri della natura. Ma il conseguimento del bello non può essere separato dalla pietas, sono facce della stessa medaglia, non c’è felicità senza giustizia.

Foto: S. Fasulo

Una tela è dedicata al cadavere del corpo di un bambino spiaggiato dalle onde sulle rive di Lesbo, l’isola greca che custodisce il dramma dei profughi, che custodisce la cattiva coscienza dell’Europa. Ecco che alla leggerezza, all’agilità che Paolo emana si somma uno sguardo acuto, severo, capace di non rimanere preda di una vita che gli ha donato molto. Lo immagino sulla pedana, balzare in avanti con la sciabola in mano e ne colgo il profilo di uccello, rapido, incisivo. Su un tavolo, un’aquila scolpita nell’olivo è senz’altro il suo autoritratto.

Pier Paolo Macchia, classe 1932, vive e lavora a Livorno. È stato per molti anni preparatore atletico della Nazionale di Scherma in Olimpiadi e Campionati del mondo. Coltiva una grande passione per il mondo naturale. La sua pittura ha ottenuto premi importanti e riconoscimenti da artisti famosi come Ardegno Soffici, Carlo Carrà, Pietro Annigoni e Francesco Messina.

Le immagini sono di Serafino Fasulo


Serafino Fasulo è produttore, regista di documentari e fotografo. Ha lavorato per la RAI, per Sky e per altre produzioni televisive e cinematografiche. Ha curato numerose rassegne video e cinematografiche, eventi teatrali, mostre di pittura e fotografia.

È stato responsabile della programmazione audiovisiva del Nuovo Teatro delle Commedie e del Teatro Mascagni di Livorno dal 1995 al 2003. Dal 2003 al 2013 è stato gestore e coodirettore artistico del cinema Kino-Dessé e dell’Arena Ardenza di Livorno. Nel 2014-2016 è stato assessore alla cultura del Comune di Livorno.

È stato Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Circoli del Cinema (UICC). Dal 2016 al 2020 è stato Art Director della Fondazione Laviosa. Attualmente sta sviluppando progetti fotografici a lungo termine con particolare attenzione ai flussi migratori.

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2 Comments

  1. Gli articoli di Serafino Fasulo sono meravigliosi! una scoperta di creature creatrici che coinvolge tutti i sensi. E la sua bella scrittura è il lanternino discreto e netto che illumina il nostro esplorare.

  2. Bello scoprire che c’è sempre chi guarda il mondo con gli occhi di un bambino. Perché nella vita non si deve solo cercare.

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