Gruppo Labronico. Massimo Lomi e l’estremo realismo delle sue opere

Usa vecchie porte e finestre come supporto della sua pittura

Massimo Lomi. Foto: S. Fasulo
Share

Pubblicato ore 12:00

  • di Serafino Fasulo

Sono le 15.40 quando entro nella “bottega” di Massimo Lomi. Dalla porta aperta sulla strada penetra un raggio di sole violento che spacca la piccola stanza, esaltando alcuni dettagli e lasciando nella semi oscurità il resto. Massimo esce da una zona d’ombra, davanti a sé quello che un tempo fu uno sportello di legno, ha nella mano un pennello e con tocchi leggeri dipinge delle onde, sulla battigia passeggia un cane tenuto al guinzaglio da una donna, del cane si distinguono i dettagli, della donna solo la silhouette.

Foto: S. Fasulo

Massimo è seduto, chino sul lavoro come un orafo, compie gesti minuti. Sulla sua testa una lampada pare diventare un bizzarro cappello dal quale pendono piccoli oggetti. Mi guardo intorno, la stanza sembra uscita dalla penna di Lewis Caroll, i quadri sono ovunque, appesi, appoggiati, impilati, raramente in bolla. Pendono bizzarri, divertiti. Sì, io sono Alice e l’allestimento l’ha curato Tim Burton. La risata di Massimo è contagiosa, mette allegria.

“Io mi ricordo di te, abitavi in Piazza Mazzini dove venivo a trovare una ragazza, il primo amore non si scorda mai…”. Da Piazza Mazzini esce un elenco di ricordi e di nomi noti ad entrambi che scavano cunicoli nella memoria. “C’è stato un periodo in cui ho viaggiato molto, facevo fotografie e questo mi ha permesso di fissare luoghi che poi ho riproposto con la pittura”.

Foto: S. Fasulo

In un quadro compare un cartello stradale, indicatore di un passaggio nelle angle terre e poi fiori, marine, porticati. Tutto è dipinto con estremo realismo, attenzione al dettaglio, ma una patina trasparente fa vibrare le immagini rendendole meno certe. Da quando suo padre, commentando un suo dipinto, gli disse “bello, peccato tu l’abbia fatto su una porta anziché sulla tela”, Massimo usa vecchie porte e finestre come supporto della sua pittura, le apre ognuna al ricordo, solo la figura umana rimane senza volto, sagome controluce avvinte nei misteri del legno, a tracciarne i contorni tutto quanto le circonda. Allora penso alla mia vita vissuta come se ad attraversarla fosse stata un’ombra appartenuta a qualcuno che mi somiglia ma che non ha più il mio volto, ha il volto del legno. La risata di Massimo dà una risposta ai miei pensieri e sembra suggerirmi che del tempo trascorso ciò che rimane è il tempo della pittura.

Massimo Lomi nasce a Livorno nel 1953, dove vive e lavora. Cresce in una famiglia di artisti che lo incoraggia a coltivare la propria predisposizione per la pittura. Studia al Liceo Artistico di Carrara e completa la propria formazione attraverso numerosi viaggi che costituiranno il suo bagaglio esperienziale. Un’antologica dedicatagli dal Comune di Livorno nel ’95, la presenza delle sue opere all’Artexpo di New York nel 2000 e al Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2003, sono alcuni esempi delle numerose esposizioni in Italia e all’estero. È segretario del Gruppo Labronico.

Le immagini sono state scattate da Serafino Fasulo


Serafino Fasulo è produttore, regista di documentari e fotografo. Ha lavorato per la RAI, per Sky e per altre produzioni televisive e cinematografiche. Ha curato numerose rassegne video e cinematografiche, eventi teatrali, mostre di pittura e fotografia.

È stato responsabile della programmazione audiovisiva del Nuovo Teatro delle Commedie e del Teatro Mascagni di Livorno dal 1995 al 2003. Dal 2003 al 2013 è stato gestore e coodirettore artistico del cinema Kino-Dessé e dell’Arena Ardenza di Livorno. Nel 2014-2016 è stato assessore alla cultura del Comune di Livorno.

È stato Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Circoli del Cinema (UICC). Dal 2016 al 2020 è stato Art Director della Fondazione Laviosa. Attualmente sta sviluppando progetti fotografici a lungo termine con particolare attenzione ai flussi migratori.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*