Gruppo Labronico. Fiorenzo Luperini, una passione per la pittura lunga una vita

La dominante ocra permea l’atmosfera del suo studio

Fiorenzo Luperini
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Pubblicato ore 12:00

  • di Serafino Fasulo

LIVORO – “Il meno livornese tra i pittori livornesi”, così è stato definito Fiorenzo Luperini. Certo la sua pittura non è materica ma non per questo è meno labronica, scorre morbida come il velluto a coste dei suoi pantaloni e si dispiega a prolungare lo sguardo di chi è uso contemplare l’orizzontalità del mare.

La dominante ocra permea l’atmosfera del suo studio, al piano terra dei Casini d’Ardenza, edificio storico che da decenni accoglie pittori. La sua cifra stilistica non è data dalle macchie, care a tanti autori livornesi, ma da sfumature dolci che stende sulla tela da una vita, prima en plein air ora nel suo atelier.

Sui piani, ordinati e facilmente rintracciabili, gli strumenti di lavoro raccontano la sua gestualità calma, misurata. Più di cinquant’anni di pittura spesi con passione ma senza far rumore, non gridati, svelano un’altra faccia di Livorno, più crepuscolare.

Ad una parete, il manifesto di una mostra del 1986, a Bologna, è testimonianza di una passione lunga una vita. Fiorenzo ogni mattina arriva allo studio e le ore trascorrono leggere. Oggi lo propone una galleria di Lugano e ciò non sorprende, nella pittura ci sono la compostezza e la freschezza dei paesaggi svizzeri.

Sono tornato a trovare Fiorenzo. L’inverno è ormai superato, dalla finestra aperta dello studio entra un sole che bisticcia con le nubi, ancora pallido ma già prepotente. Riguardando i quadri che già avevo visto mi sembra che anche i campi e le marine annuncino la primavera.

L’artista

Fiorenzo Luperini nasce a Castiglioncello (LI) nel 1945. Nei primi anni ‘70 inizia il sodalizio con M. Luschi, Pelagatti, Mazzi, Luxardo, pittori che principalmente dipingono dal vero. Dal 1972 partecipa per alcuni anni a Premio Rotonda di Ardenza. Nel 1978 forma il gruppo Silvestro Lega con i pittori Bottosso, Loretti, Paoletti, Pastacaldi, Socci, Mazzi e Lippi, con il quali espone.

Le immagini sono state scattate da Serafino Fasulo


Serafino Fasulo è produttore, regista di documentari e fotografo. Ha lavorato per la RAI, per Sky e per altre produzioni televisive e cinematografiche. Ha curato numerose rassegne video e cinematografiche, eventi teatrali, mostre di pittura e fotografia.

È stato responsabile della programmazione audiovisiva del Nuovo Teatro delle Commedie e del Teatro Mascagni di Livorno dal 1995 al 2003. Dal 2003 al 2013 è stato gestore e coodirettore artistico del cinema Kino-Dessé e dell’Arena Ardenza di Livorno. Nel 2014-2016 è stato assessore alla cultura del Comune di Livorno.

È stato Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Circoli del Cinema (UICC). Dal 2016 al 2020 è stato Art Director della Fondazione Laviosa. Attualmente sta sviluppando progetti fotografici a lungo termine con particolare attenzione ai flussi migratori.

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