Gruppo Labronico. Enrico Bacci e il suo percorso creativo in continua evoluzione

Viaggio tra gli artisti, nell’intimità dei loro luoghi di lavoro

Enrico Bacci. Foto: Serafino Fasulo
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Pubblicato ore 12:00

  • di Serafino Fasulo

LIVORNO – Livorno è una città fotogenica, la sua luce e i suoi tramonti sono stati esaltati da tanta cinematografia. Ma ancora prima di essere location amata da registi è stata ed è patria di pittori e di cultori della pittura. Nelle case dei livornesi, anche in quelle più modeste, non è raro trovare pareti ricoperte di quadri.

Foto: Serafino Fasulo

Nel 1920 alcuni pittori dettero vita al Gruppo Labronico al quale, nei decenni, hanno aderito pittori come Bartolena, Borgiotti, Cappiello, Cocchi, Corcos, Fucini, March, Peruzzi, Tomassi, nomi che hanno varcato i confini nazionali. Oggi fanno parte del Gruppo Labronico ventotto autori di età compresa tra i 40 e i 90 anni, venticinque pittori, una pittrice-incisora e due scultori.

Il reportage intende raccontare gli artisti del Gruppo Labronico nell’intimità dei loro luoghi di lavoro, non fa differenza se si tratti di atelier o di spazi abitativi con angoli dedicati ad un cavalletto. Passare del tempo con ciascun autore, osservarlo discretamente mentre lavora, studiare la sua gestualità e la luce, raccontare l’atmosfera che produce le sue opere. L’idea nasce dalla convinzione che gli ambienti nei quali si partoriscono le opere siano altrettanto importanti che le opere stesse e che vadano dunque tramandati, donati alla città e oltre.

Ogni incontro sarà l’occasione per scrivere anche un breve testo, non un testo critico ma una riflessione a caldo che scaturisce dalle immagini scattate o non scattate durante la permanenza nell’atelier, uno spazio intimo dove non sempre si è ammessi.

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Foto: Serafino Fasulo

Raggiungo Enrico nel suo Atelier che il sole è già basso. C’è nell’aria una leggera foschia ma la luce è comunque forte e radente. Al centro di una piccola stanza stracolma di opere, attrezzi di lavoro, ritagli di giornale e un’infinità di cose grandi e piccole si distingue un Minotauro in cera, Enrico lo cesella con delicatezza.

Enrico ha mani forti, di chi ama la terra, ha una fisicità prorompente, gesti ampi che sembrano voler abbracciare cose e persone. Mi mostra delle pietre cariche di storia, le accarezza, le trasforma. Non si tratta di assemblaggi banalmente alla ricerca della figura antropomorfa ma della materializzazione di concetti che cercano la luce e con lei scommettono sull’eternità. “Lasciare una traccia che ci racconti, che ci spieghi ai nostri figli” mi dice tra gli sbuffi di fumo, rigira il sigaro tra le mani e la solarità del suo lavoro si trasforma in leggera malinconia, leggera come le opere che sta realizzando con bambù e intrecci di olivo tenuti da fili di rame.

Conosco Enrico da molti anni, da quando apprezzai ad una mostra i suoi collage arricchiti da interventi pittorici, sensuali, ironici, solari. Venendolo a trovare mi rendo conto che lo splendido disordine che assembla cimeli e ritagli di giornale, nuovi e vecchi progetti, la lettera di ringraziamento dei coniugi Obama per avergli dedicato un’opera, sono il collage di un percorso creativo mai pigro, di un appetito mai pago. Un calabrone intrappolato dalla cera, pronto per essere eternato dalla fusione, esalta la potente virilità del Minotauro e racconta un ronzio di idee inarrestabile e fragile come la vita.

Enrico Bacci nasce a Fauglia (PI) nel 1954, vive e lavora a Livorno. Artista poliedrico, si misura da sempre con il collage, la pittura e la scultura. Le sue opere sono state esposte in Italia, Francia. Spagna, Stati Uniti.

Le immagini sono di Serafino Fasulo


Serafino Fasulo è produttore, regista di documentari e fotografo. Ha lavorato per la RAI, per Sky e per altre produzioni televisive e cinematografiche. Ha curato numerose rassegne video e cinematografiche, eventi teatrali, mostre di pittura e fotografia.

È stato responsabile della programmazione audiovisiva del Nuovo Teatro delle Commedie e del Teatro Mascagni di Livorno dal 1995 al 2003. Dal 2003 al 2013 è stato gestore e coodirettore artistico del cinema Kino-Dessé e dell’Arena Ardenza di Livorno. Nel 2014-2016 è stato assessore alla cultura del Comune di Livorno.

È stato Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Circoli del Cinema (UICC). Dal 2016 al 2020 è stato Art Director della Fondazione Laviosa. Attualmente sta sviluppando progetti fotografici a lungo termine con particolare attenzione ai flussi migratori.

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