Gruppo Labronico. Agostino Veroni: “Sono un colorista, nei colori mi tufferei”

Dipinge dal vero, da fotografie e da bozzetti da lui realizzati

Agostino Veroni. Foto: S. Fasulo
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Pubblicato ore 12:00

  • di Serafino Fasulo

“Conciliare il gusto del pubblico, le richieste dei galleristi con la pittura che desidero fare è stato lo sforzo maggiore da produrre. La pittura è la mia professione e non avrei voluto fare nient’altro”. A otto anni Agostino Veroni riceve in regalo un kit per dipingere, colori, cavalletto, tela, la madre è la sua mentore.

Finalmente la primavera sembra aver conquistato il tempo che le compete, arrivo a Viareggio, dove Agostino vive, con largo anticipo per godermi la passeggiata a mare, gli stabilimenti balneari sono allestiti ma ancora deserti, poca gente in giro. Nel silenzio di una delle tante strade ordinate nei cardi e decumani, con villette circondate dal verde, sbircio da un cancello, Agostino mi vede e interrompe uno dei suoi rari momenti d’ozio per accogliermi. Ci conosciamo da anni, lo ricordo sui campi da tennis, non mi sembra cambiato.

Foto: S. Fasulo

“La mia scuola è stata la lunga frequentazione degli studi di pittori, prima di tutti quello di Ferruccio Mataresi che mi ha fatto disegnare per anni, poi da Giulio Davicchio e Masaniello Luschi col quale ho dipinto dal vero”. Un “norvegese” bellissimo e fiero si accomoda su una poltrona, altri gatti circolano per la casa ma il padrone è lui. Per Agostino lasciare Livorno è stata una scelta di vita, nella Versilia ha trovato un ambiente che lo ha fatto crescere professionalmente e con la moglie, che gli fa da manager, ha sommato le energie per riempire la propria vita di colori: “sono un colorista, nei colori mi tufferei, mi piace sporcarmi, usare tanta materia”.

Parliamo di Livorno, dell’amore per la pittura che questa città coltiva e sottolinea che ci sono pittori “della domenica” bravissimi, che potrebbero essere apprezzati ovunque ma è come se la città non si prendesse sul serio e tendesse sempre a deprezzare ciò che produce. Inevitabile pensare a Dedo Modigliani, nessuno è profeta in patria, ma a Livorno lo si è ancora meno. “Ma cosa voi fa’? Dove voi anda’?” è il modo che il livornese ha per liquidare qualsiasi anelito creativo.

Foto: S. Fasulo

Oggi Agostino Veroni è rappresentato da gallerie dislocate in tutta la penisola e all’estero, dagli Stati Uniti alla Cina. Dipinge dal vero, da fotografie e da bozzetti da lui realizzati, non fa differenza, quello che conta sono gli umori che è riuscito a immagazzinare, il gesto. “Non cerco un messaggio, la mia è una pittura di emozioni”. Lo guardo al cavalletto, da sotto la sua “cappina” escono le gambe nude, i piedi dentro le Crocs sporche di colore e penso che un livornese, se pur esule, rimane un animale di scoglio.

Agostino Veroni nasce a Livorno nel 1963, vive e lavora a Viareggio. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. È stato protagonista di numerose mostre personali e collettive, tra i tanti riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni Il prestigioso “Premio Gino Romiti” alla Rotonda 2006.

Le fotografie sono di Serafino Fasulo


Serafino Fasulo è produttore, regista di documentari e fotografo. Ha lavorato per la RAI, per Sky e per altre produzioni televisive e cinematografiche. Ha curato numerose rassegne video e cinematografiche, eventi teatrali, mostre di pittura e fotografia.

È stato responsabile della programmazione audiovisiva del Nuovo Teatro delle Commedie e del Teatro Mascagni di Livorno dal 1995 al 2003. Dal 2003 al 2013 è stato gestore e coodirettore artistico del cinema Kino-Dessé e dell’Arena Ardenza di Livorno. Nel 2014-2016 è stato assessore alla cultura del Comune di Livorno.

È stato Presidente Nazionale dell’Unione Italiana Circoli del Cinema (UICC). Dal 2016 al 2020 è stato Art Director della Fondazione Laviosa. Attualmente sta sviluppando progetti fotografici a lungo termine con particolare attenzione ai flussi migratori.

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