Premio Rotonda. Russo (RoArt) risponde all’Associazione Calibiza

La replica a una frase pronunciata dalla presidentessa

Roberto Russo

LIVORNO – Riportiamo di seguito la lettera inviataci da Roberto Russo, presidente del consiglio direttivo di Ro Art e riguardante la vicenda legata al Premio Rotonda 2018.

Nell’attesa di una risposta alle nostre domande del 25 aprile scorso, che finora non hanno avuto alcun esito da parte del Sindaco di Livorno, ci troviamo costretti a rispondere ad una frase pronunciata dalla presidente dell’associazione Calibiza, sig.ra Francesca Berti, riferendosi all’abolizione dei premi in denaro ai pittori per l’edizione 2018 del Premio Rotonda. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa in virgolettato la sig.ra Berti ha giustificato la decisione così: “Niente denaro, l’intento è creare un sano antagonismo artistico”.

Quello che rende piuttosto imbarazzante la questione è che tale frase è stata resa alla stampa in concomitanza con le dichiarazioni dell’assessore alla cultura Belais, da cui ci aspettiamo quanto meno una dissociazione. “Sano antagonismo” non è una affermazione leggera in quanto presuppone che il metodo dei premi in denaro finora adottato abbia comportato un “non sano” antagonismo, con cui fare ‘confronti’ a posteriori. Ora il contrario di “sano”, nell’accezione etica impiegata di “onesto e retto”, corrisponde a “guasto, disonesto”. Rifiutiamo e respingiamo al mittente con forza tale affermazione, riservandoci ogni azione a tutela della moralità e dell’onestà di tutti coloro, che hanno lavorato alacremente fino ad oggi per la buona riuscita del premio. E non stiamo parlando solo degli ultimi due anni, che ci hanno visti direttamente impegnati, né degli ultimi venti anni di Premio Rotonda gestiti dall’associazione Ro Art in collaborazione con le amministrazioni comunali che si sono succedute, ma addirittura dall’inizio del premio stesso, visto che proprio Mario Borgiotti fu colui che nell’agosto del 1953 mise mano al portafoglio per istituire un premio di 50000 lire!

La tradizione è andata avanti tra cambiamenti e sviluppi vari, ma il Comune di Livorno aveva posto come condizione vincolante – almeno per i criteri che sono stati forniti dall’amministrazione pubblica all’ultimo Direttivo dell’associazione Ro Art-, che parte del proprio contributo (premio acquisto 3000 euro) fosse destinato proprio al “Premio Nazionale di Pittura, Scultura e Grafica PremioCittàdiLivorno Mario Borgiotti” (dizione stabilita dall’amministrazione comunale negli anni ‘90). Gli stessi familiari di Mario Borgiotti, in particolare la figlia Sira, hanno garantito sempre un cospicuo premio acquisto annuale (2000 euro), così come ha contribuito la famiglia di un altro fondatore, Nedo Luschi, dopo la scomparsa del medesimo nel 2016. Se poi ci fosse notizia di situazioni improprie, note alla sig.ra Berti, nel corso degli ultimi sessantacinque anni, non esiti a specificare fatti e nomi “non sani”.

Roberto Russo, presidente del consiglio direttivo di Ro Art

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