Premio Rotonda, quale futuro? Il progetto del Parco d’Arte di Daniele Stiavetti

Progetto ambizioso ispirato alla Blanc Gallery di Montreal

Tra le idee quella di ispirarsi alla Blanc Gallery di Montreal. Fotomontaggio di Daniele Stiavetti del Parco d'Arte
  • di Gianluca Donati e Valeria Cappelletti

LIVORNO – Quale futuro per il Premio Rotonda? La Pineta dell’Ardenza ha accolto nei giorni scorsi un dibattito a cura dell’architetto Daniele Stiavetti il quale ha presentato alcuni progetti per il rinnovamento della storica manifestazione pittorica quest’anno organizzata dalle associazioni Ro-Art, Reset e Toscana Arte.

L’architetto Daniele Stiavetti

Il Premio Rotonda, per problemi logistici ma soprattutto di finanziamento, rischia di scomparire se non ci si adopera per un suo rilancio. Quest’anno il numero degli espositori è stato inferiore al normale e inoltre gli artisti hanno dovuto pagare un contributo più sostanzioso per esibire i loro quadri (compresi gli organizzatori dell’evento che, gli anni passati, lavorando in maniera del tutto volontaria, avevano lo spazio espositivo gratuito).

Nel corso della serata Stiavetti ha illustrato il progetto di rilancio del Premio Rotonda per il prossimo anno e per quelli successivi, un piano che sarà proposto al Comune e che punterà a recuperare quei finanziamenti, pubblici e privati, necessari che nel corso degli anni sono venuti meno.

“Ro-Art mi aveva chiesto un progetto per questa edizione – spiega l’architetto – ma data la mancanza di tempo, perché la call per l’affidamento è stata fatta troppo tardi, le opere sono state esposte con i gazebo classici anche per questioni di budget. La struttura a gazebo presenta alcuni difetti per i visitatori che alla fine del percorso non sono sicuri di aver visto tutte le opere, con un inevitabile senso di disorientamento e poi c’è il discorso del sorteggio del gazebo per i pittori, chi è più fortunato si trova da un lato visibile, chi è meno fortunato rischia di restare nell’ombra”.

Una Tendostruttura

Fotomontaggio interno Tendostruttura

Per l’edizione 2020 Stiavetti ha pensato a una Tendostruttura (una o due gallerie) con all’interno lunghe file di pannelli su cui posizionare i quadri che permetterebbero ai visitatori di ammirare agevolmente le opere. Con l’inserimento di attraversamenti perpendicolari da usare come uscite di sicurezza e anche per chi non vuol vedere i quadri e deve attraversare la Pineta.

Guardando a Montreal con la Blanc Gallery

La Tendostruttura però, dovrebbe essere solo un’idea temporanea, perché dal 2021, l’architetto propone un progetto molto più ambizioso, ovvero, animare la Rotonda d’Ardenza prendendo esempio dalla Blanc Gallery di Montreal (Canada).

La Blanc Gallery è un nuovissimo concetto di galleria “a cielo aperto”, che offre ai visitatori un’esperienza di esposizione all’aria aperta, accessibile giorno e notte; le opere sono esposte lungo un itinerario composto da pareti e sono incastonate su dei pannelli retroilluminati, quindi, protette dalle intemperie e visibili anche al buio, l’allestimento è minimale e moderno.

La Blanc Gallery nel progetto di Stiavetti

“Mentre cercavo di realizzare il progetto della Tendostruttura mi sono imbattuto in alcune immagini della Blanc Gallery – ha detto l’architetto – un progetto molto affascinante che ha riscosso grande successo e ricordo che in Canada il clima è molto diverso da qui, l’inverno è molto freddo. La galleria però aveva delle cose che non andavano bene per il Premio Rotonda come il fatto che i quadri sono sempre i soliti, perciò ho pensato ad alcune modifiche: occorre un sistema che permetta di intercambiare le opere e perciò mi sono ispirato alle finestre ad anta scorrevole con serratura, in questo modo il pittore può aprire e chiudere mettendo e togliendo l’opera, così i quadri vengono protetti dalle intemperie e sono al sicuro. Si possono usare pannelli di plexiglass trasparente più economici e teche trasparenti con illuminazione crepuscolare“.

Un Parco d’Arte permanente

Nascerebbe così dall’idea dell’architetto un Parco d’Arte permanente, 500 metri lineari di esposizione su panelli, con un percorso libero di facile orientamento con la presenza di sculture nei punti di orientamento e l’ingresso gratuito.

“Nel corso di tutto l’anno i pannelli potrebbero essere affittati a fotografi, pittori, artisti, associazioni, organizzatori di mostre, per fumetti e opere di street art. In questo modo gli introiti potrebbero servire all’organizzazione del Premio per la manutenzione, l’eventuale segreteria, per aumentare il valore dei premi stessi della manifestazione estiva e soprattutto, essendo permanenti, non sarebbe più necessario ogni anno spendere soldi per il noleggio dell’allestimento e garantirebbe la continuità della manifestazione e nuove opportunità turistiche“.

Mario Borgiotti

Inoltre, dopo l’annuncio della nuova amministrazione comunale di intitolare a Carlo Azeglio Ciampi la Rotonda, Stiavetti propone di chiamare la Pineta che attornia l’elegante Chalet, Parco d’arte Mario Borgiotti, pittore e collezionista d’arte livornese fondatore, assieme a Nedo Luschi e Renzo Casali, del Premio Rotonda.

Adesso entrambi i progetti verranno presentati alle istituzioni. “Spero vadano a buon fine – spiega Stiavetti che precisa di aver realizzato tutto in maniera volontaria – io sono ardenzino, tengo molto a questo Premio e mi dispiacerebbe che finisse”.

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