Pegaso a Beatrice Venezi, la prossima estate debutterà a Londra con Mascagni

Il riconoscimento consegnato dal presidente Eugenio Giani

Foto: Simone Cresci. Redazione Web - Toscana Notizie
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Pubblicato ore 18:10

TOSCANA – Un bel riconoscimento, uno dei numerosi che ha ricevuto nei suoi 31 anni appena compiuti: Beatrice Venezi ha ricevuto questa mattina dal presidente della Toscana Eugenio Giani il Pegaso della Regione Toscana. Onorata per il premio ricevuto per la “sua brillante carriera”, Venezi, direttore d’orchestra, musicista e compositrice toscana, a prossima estate sarà a Londra con “L’amico Fritz” di Mascagni, il suo debutto nella capitale inglese, e tornerà in Giappone, con Puccini con cui ha debuttato.

“Il Pegaso – ha sottolineato il presidente Giani – è il premio più significativo che la Regione conferisce: il nostro simbolo e il segno della modernità e del guardare al futuro, quel cavallo alato che nella mitologia aspira al dinamismo, alla libertà e quindi al talento. E di talento Beatrice, nei giorni scorsi co-conduttrice per una serata al recente festival di Sanremo ne ha già dimostrato tanto: un talento di straordinaria potenzialità, anzi realtà. Basta leggere la suo biografia per rendersene conto”.

Inserita nel 2017 dal Corriera della Sera fra le 50 donne che si sono distinte nel mondo per professionalità e capacità – resistenti, anticonformiste, precorritrici, creative e femminili – e nel 2019 dalla rivista americana Forbes tra i cento giovani under 30 leader nel mondo, Venezi non porta solo la musica toscana e italiana all’estero, ma anche la maestria degli artigiani orafi fiorentini, con la bacchetta-gioiello in argento creata per lei da Paolo Penko, funzionale ma anche artistica, con quell’impugnatura che richiama, con i suoi otto spicchi, la Cupola del Brunelleschi.

A margine della cerimonia non poteva mancare una domanda a Venezi sulla preferenza della declinazione al maschile o al femminile. Direttore o direttrice d’orchestra? Maestro o maestra? È noto infatti come la musicista preferisca la prima, pur consapevole di come il linguaggio possa condizionare il pensiero. “Io sono a favore – ha spiegato ai giornalisti – della battaglia che oramai da anni portano avanti le attrici in Inghilterra, le quali si vogliono far chiamare ‘actor’, attore, anziché ‘actress’: questo proprio per poter essere considerate allo stesso pari dei colleghi uomini, con lo stesso trattamento salariale”. Senza accentuare categorizzazioni, in omaggio anzitutto al talento. E proprio alla riscoperta dei talenti femminili poco valorizzati Venenzi ha pubblicato di recente, a novembre del 2020, un libro intitolato “Le sorelle di Mozart”, dedicato per l’appunto a musiciste tante geniali ed innovative quanto dimenticate dalla storiografia ufficiale.

  • Fonte: Agenzia di informazione della Giunta Regionale, Walter Fortini

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