Operatori del terziario in piazza Grande: “Salute e lavoro possono convivere”

La protesta organizzata questa mattina

La lunga catena umana di questa mattina in piazza Grande
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Pubblicato ore 17:29

LIVORNO – Tre lunghe file ordinate di imprenditori e collaboratori hanno esposto in completo silenzio alcuni cartelli in piazza Grande per chiedere alla politica attenzione e misure concrete in aiuto delle categorie più colpite. Messaggi come “Vogliamo riaprire”, “Il lavoro è un diritto”, “Rispettiamo le imprese” erano tenuti tra le mani dei lavoratori nel corso della protesta che si è svolta questa mattina, 1 marzo.

Ristoratori, proprietari di pubblici esercizi, hotel, palestre, stabilimenti balneari, locali da ballo e intrattenimento, guide turistiche, negozianti, agenti, professionisti: tutti in piazza per manifestare la loro voglia di ripartire dopo tanti stop a causa delle chiusure legate al Covid. A organizzare la manifestazione, che ha coinvolto molte città toscane, sono state Confcommercio e Confesercenti.

Il sindaco presente questa mattina

A sostenere i manifestanti anche il sindaco Luca Salvetti. “L’Amministrazione comunale – ha detto – dall’inizio dell’emergenza sanitaria ha sostenuto chi ha avuto bisogno di aiuto perché durante i vari lockdown ha dovuto interrompere la propria attività lavorativa. I contributi ottenuti dal Governo sono stati tutti distribuiti in tempi record con l’aggiunta di risorse provenienti dal bilancio comunale. Abbiamo dimostrato che il mondo del terziario può contare sul supporto dell’Amministrazione che sarà sempre al suo fianco sostenendo le richieste al Governo”.

La presidente provinciale Confesercenti Maristella Calgaro ha aggiunto: “Siamo pronti ad adottare altri protocolli, a cambiare ancora, ma non possiamo rinunciare alla dignità del lavoro. Siamo convinti che salute e lavoro possano convivere. Siamo fortemente preoccupati non solo per il futuro delle nostre imprese, ma anche per quello dell’occupazione, soprattutto alla luce dell’eventuale sblocco al divieto dei licenziamenti. Distruggere l’economia nel nostro Paese significa distruggere anche il diritto al lavoro e alla salute”.

I direttori di Confcommercio e Confesercenti rispettivamente Federico Pieragnoli e Alessandro Ciapini, sintetizzano così le richieste urgenti a sostegno delle imprese di commercio, servizi e turismo:

– ristori immediati parametrati sulla perdita di fatturato;
– riapertura in sicurezza di tutte le attività chiuse;
– moratoria fiscale per gli anni 2020-2021;
– proroga della cassa integrazione e della moratoria dei mutui e finanziamenti fino al 31 dicembre 2021;
– rimodulazione delle locazioni commerciali e blocco degli sfratti;
– taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese;
– creazione di un piano “ripartenza” per il terziario;
– vaccinazione immediata di imprenditori e addetti del terziario;
– pagamento immediato di tutti i bonus ristori e indennizzi sospesi;
– passaporto sanitario europeo per spostamenti Ue.

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