“Noi di Ro-Art esclusi dal Premio Rotonda. Non organizzeremo l’edizione 2018”

Amarezza nell'Associazione che gestisce l'evento dal 1995

Premio Rotonda 2018
Il Consiglio direttivo di Ro-Art con la giuria dell'edizione 2017 del Premio
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di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – C’è molta amarezza all’interno dell’Associazione Ro-Art, che dal 1995 gestisce il Premio Rotonda con vari comitati organizzativi. Nei giorni scorsi il comitato ha indetto un’assemblea per discutere di quanto emerso recentemente proprio in relazione all’organizzazione del Premio 2018.

Ecco quanto ci ha riferito il comitato: “A ottobre 2017 abbiamo chiesto all’assessore alla cultura Francesco Belais un incontro per fare una valutazione insieme dell’edizione speciale che si era tenuta in Fortezza la scorsa estate, per poter capire i punti critici e cercare insieme quali potevano essere le soluzioni per favorire il Premio Rotonda. Pochi giorni fa, il 19 marzo, in seguito all’incontro avvenuto con l’assessore Belais siamo stati avvertiti che il sindaco aveva deciso di assegnare la gestione del Premio Rotonda alla Fondazione Trossi Uberti. La commissione gestita dalla Fondazione, grazie a un bando, valuterà i progetti presentati dalle varie associazioni o da una cordata di associazioni che vi parteciperanno e sceglierà il migliore.

Siamo d’accordo sulla decisione di far gestire il Premio alla Trossi Uberti ma meno d’accordo rispetto a come Ro-Art è stata trattata in questo percorso. Siamo stati tagliati fuori e c’è molta amarezza visto l’impegno che abbiamo messo in tutti questi anni, siamo riusciti persino ad abbattere notevolmente i costi di partecipazione dell’edizione 2017 nonostante avessimo meno fondi dal Comune, perché abbiamo compreso che gli artisti avevano grande difficoltà a pagare la quota, così abbiamo favorito la presenza anche di bravissimi artisti ma che non avevano la disponibilità economica. Questo è lo spirito del Premio, perché è così che si risolleva questa manifestazione e perché l’artista non è la merce per mettere in piedi un evento, ne è il protagonista. Noi siamo riusciti a dimostrare che la Rotonda si può fare anche con poco.

Ci domandiamo perché Ro-Art sia stata tagliata fuori da determinate decisioni?Abbiamo fatto i salti mortali per fare il Premio lo scorso anno e abbiamo lavorato con onestà e in modo trasparente. Onestamente vorremmo che l’assessore alla cultura ci spiegasse il motivo. Pertanto, abbiamo deciso che nel momento in cui uscirà il bando, lo leggeremo insieme però non parteciperemo, quindi a oggi Ro-Art non organizzerà il Premio 2018.

Ci aspettavamo di far parte di un percorso partecipativo, sia per le decisioni in fase organizzativa, sia per portare il nostro contributo fatto da pittori e da artisti che vivono il territorio. Poteva essere organizzato un bel tavolo alla Casa della Cultura, tempio creato proprio per parlare di beni comuni e di partecipazione, mettendo vari soggetti interessati per far gestire il Premio tutti insieme, perché l’arte deve unire, non deve essere fatta di corsie preferenziali, e che in primo luogo doveva vedere coinvolta quell’associazione che ha amato, curato e sostenuto il Premio per 20 anni.

Inoltre, ci chiediamo come è possibile gestire e avere i tempi giusti per valutare un bando, scrivere un progetto, approvarlo e metterlo in atto, dato che a oggi non è ancora uscito e sarebbe dovuto uscire a ottobre-novembre per permettere un’organizzazione veramente funzionale al Premio, solitamente a maggio usciva il bando per i pittori e a metà giugno le iscrizioni degli artisti, i tempi sono molto stretti.

I pittori presenti all’assemblea hanno definito questo un comportamento amorale verso Ro-Art e verso l’impegno degli organizzatori che hanno sempre voluto essere portavoce di un Premio che doveva nascere dagli artisti stessi. Quegli artisti che, attraverso l’osservazione della realtà e attraverso una spinta artistica e creativa, riuscivano a codificare i bisogni della città e a modellare il Premio anche in relazione a tali bisogni”.

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