Munch, Da Vinci e Michelangelo e i loro capolavori da scoprire

Grandi artisti che hanno regalato opere straordinarie

L'Ultima Cena, opera di Leonardo Da Vinci
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Pubblicato ore 07:00

  • di Diletta Fallani

In questo momento in cui i musei sono chiusi e le mostre sono rimandate, ecco alcune curiosità su tre capolavori della pittura e scultura mondiale: il David di Michelangelo, il Grido di Edvard Munch e L’ultima Cena di Leonardo Da Vinci.

Il David di Michelangelo

In realtà la lastra di marmo utilizzata da Michelangelo per realizzare la celebre scultura del David, nel 1504, fu tagliata 43 anni prima. Tale operazione  servì ad un’artista di nome Agostino di Duccio, il quale progettava di utilizzarla per la realizzazione di una statua di Ercole. Ma in seguito Di Duccio  abbandonò l’idea di realizzare questa scultura , la quale sarebbe stata inserita in una cattedrale fiorentina. Successivamente il marmo rimase inutilizzato per 10 anni. Fu, poi, adoperato dall’artista Antonio Rossellino il quale però, trovandolo troppo difficile da scolpire, abbandonò il suo lavoro. In conclusione venne utilizzato da Michelangelo Buonarroti il quale iniziò a lavorare alla sua scultura nel 1501.

Il Grido

Esistono altre cinque versioni  del famosissimo Urlo realizzato dall’artista espressionista Edvard Munch. Le prime due (del 1893) realizzate attraverso l’uso di tempera e pastello su cartone, sono conservate rispettivamente nella National Gallery di Oslo e nel Museo Munch. Una terza versione, di proprietà privata, fu creata nel 1895 con dei pastelli recentemente venduti all’asta per circa 120 milioni di dollari. Esiste anche una quarta versione del 1895 consistente una litografia in bianco e nero. La versione finale, realizzata nel 1910 da Munch, vista la popolarità delle precedenti, è conservata nel Museo Munch, e negli ultimi anni ha fatto clamore per essere stata rubata nel 2004 e recuperata nel 2006.

L’ultima cena

Ciò che pochi sanno è che, in origine, venivano rappresentati anche  i piedi di Gesù. Ma nel 1652, una serie di lavori nella sala in cui era presente l’innovativo dipinto parietale, comportò la sparizione irreparabile di tale dettaglio. Questa modifica fu resa necessaria al fine di realizzare una porta utile ai frati quale collegamento tra il refettorio e la cucina.

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