Modigliani. Interpellanza di Romiti (FdI) su Restellini e spuntano Sole 24 Ore e Report

Intanto il 23 gennaio convegno sul Modigliani livornese

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Amedeo Modigliani
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Questa mattina si è svolta la seduta della settima commissione cultura nel corso della quale Andrea Romiti, consigliere di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interpellanza sulla mostra di Amedeo Modigliani che si svolgerà a Livorno.

L’interpellanza: i punti

Al centro del documento c’erano vari punti: “il fatto che il Comune di Livorno si appresta a firmare un contratto milionario – si legge – per ottenere il prestito di una mostra a pacchetto, per soli 4 mesi, su Modigliani già presentata in 5 città diverse, e soprattutto già in due città italiane Milano e Roma; che per far fronte alle spese previste per la mostra, il Sindaco ha deciso di raddoppiare la tassa di soggiorno portandola a essere superiore rispetto a molte località balneari vicine e città storiche toscane”, inoltre il consigliere chiede spiegazioni sul perché il contratto con Marc Restellini sia segreto.

“Due milioni di euro sono una cifra importante – ha detto Romiti mentre leggeva l’interpellanza – forse potevano essere destinati per l’avvio di una mostra permanente di Modigliani a Livorno o quanto meno, se si voleva fare una mostra temporanea, che avesse una prospettiva che riguardasse la nostra città non una di passaggio che non ci rappresenta nel mondo”.

Il caso Report

Nell’interpellanza viene poi indicato il seguente punto: “Nel Il Giornale dell’Arte.com si legge testualmente riferendosi a Marc Rastellini (critico d’arte, esperto di Modigliani e curatore della mostra che arriverà a Livorno, n.d.r.): “….. che già nel 2001 annunciava la pubblicazione di un catalogo ragionato di Modigliani (sinora non uscito), è tuttora coinvolto nelle conseguenze del fallimento della Pinacothèque de Paris, museo privato (ma anche galleria) da lui fondato nel 2007 e chiuso nei primi mesi del 2016 (il suo omologo di Singapore è incappato in un’improvvisa chiusura nell’aprile del 2016)…”.

A questo segue un video (necessario registrarsi per vederlo) mostrato durante la commissione da Romiti che fa parte della trasmissione Report di Rai 3 in cui viene affrontato lo scandalo del Sole 24 Ore, in crisi da anni, e che ha perso 90 milioni di euro. Nel corso del servizio si parla anche del fatto che il Sole possiede 24 Ore Cultura, che aveva in gestione il Museo delle Culture di Milano all’interno del quale si sono svolte mostre importanti. Al minuto 41.41, la giornalista dice: “24 Ore Cultura sarebbe stata vittima di una clamorosa truffa da un milione e 300mila euro”. Nel video la giornalista intervista “l’ex dirigente il quale dice: il piano era di allargare le attività di 24 ore Cultura di andare a produrre una mostra a Parigi facciamo un accordo con Marc Restellini il proprietario di un suo museo che si chiama Pinacothèque de Paris, bene, facciamo la mostra e questo si tiene l’incasso e sparisce. Vi doveva un milione e 300mila?” chiede la giornalista. “Un milione e 300”, replica l’ex dirigente nel servizio.

L’assessore Simone Lenzi risponde: “In questo servizio di Report si intervista un dirigente che non mette nome e faccia e si fa anche camuffare la voce, coinvolto in un crack da 90 milioni di euro, dopo un’affermazione del genere mi aspetterei da parte del Sole 24 Ore Cultura un’azione penale nei confronti di Restellini dato quello che è stato dichiarato dall’ex dirigente, invece è proprio il contrario perché c’è un atto depositato al Tribunale di Parigi con ordine di referenza p15251000638 in cui Restellini e la società che rappresenta denunciano il Sole 24 Ore e 24 Ore Cultura per truffa”.

La chiusura della Pinacothèque de Paris

“Per quanto riguarda il contratto – ha proseguito Lenzi – risulta segreto, perché prevede clausole di riservatezza ma voi siete consiglieri e potete fare l’accesso agli atti ma non potete divulgare. Sul discorso chiusura della Pinacothèque de Paris, vi ricordo che il 2015 è stato terribile per i musei francesi, a causa degli attentati islamici hanno avuto un calo di frequentazioni importate. La Pinacothèque costava circa 300mila euro di affitto al mese, dopo l’attentato Restellini mi ha detto che per qualche mese i visitatori da 2mila al giorno passarono a 25 e poi un’ordinanza vietava le visite scolastiche ai musei quindi venne meno un indotto molto importante e il turismo interno francese smise di recarsi ai musei, essendo un’istituzione privata non resse e fallì. Ma tutto questo non riguarda l’amministrazione – ha detto l’assessore alla cultura – l’unica cosa che mi interessa è la bellezza, la bontà e l’autenticità delle opere. Le opere sono state già viste? È un’affermazione buffa, è naturale visto che Modigliani non può farne di nuove. La mia intenzione e dell’amministrazione è tenersi a chilometri di distanza da tutte quelle beghe che hanno attraversato la questione Modigliani a Livorno, a me interessa mostrare ai livornesi opere da due collezioni inattaccabili”.

Art Heritage France

Romiti ha mostrato un prospetto che: “indica tutti i procedimenti sulla società Art Heritage France di Restellini che gestiva la Pinacotèque e che presenta una procedura di recupero crediti importante in Francia e non so se ha dei debiti anche con società italiane. Vorrei la certezza che non ci siano creditori italiani coinvolti, l’assessore assicura di no, ma se poi escono? Se la mostra viene bloccata e prendono i soldi dei livornesi? E se si fa un buco gigante?”.

“Il Comune di Livorno non ha stipulato contratto con Art Heritage France ma con l’Istituto Restellini sono due società diverse con sede legale e dotazione finanziaria, non vedo quale possa essere il problema – risponde Lenzi – il vostro desiderio è che questa cosa vada storta”. All’assessore segue Eleonora Agostinelli (Pd): “La mostra non è la stessa presentata a Milano nel 2012, si aggiungono 14 opere in più”.

Turisti

Costanza Vaccaro (Lega) parla del potenziale croceristico: “Il sindaco parlò di 140 crociere che sarebbero arrivate a Livorno tra novembre e febbraio quando da calcoli fatti non risultava un numero così importante ma tra le 30 e le 40 crociere, questo denota che quando l’Amministrazione parla di queste cose non ha la minima idea di cosa stanno dicendo. Siamo livornesi anche noi, tifiamo per Livorno, e tentiamo alla nostra città tanto quanto voi, crediamo che la mostra sia vecchia come il cucco, già vista in altre città e crediamo che il richiamo internazionale tanto decantato non ci sarà”.

Lenzi: “Alla fine si vedranno i numeri e faremo un sereno confronto su come sarà andata. Mi sarei aspettato che anche voi tifaste per questo evento. È per la città qualcosa che se va bene ci guadagnamo tutti. Vi siete fissati su questo numero dei crocieristi, a me non interessa, quando abbiamo preso la decisione di fare la mostra a Livorno non avevo idea di quante fossero le crociere perché ho pensato ai tantissimi livornesi che verranno e ai toscani, perché la mostra è bella. Quando arriveremo al 15 febbraio faremo i conti e in base alla bigliettazione faremo un’analisi politica dell’evento, analizzando costi e benefici, chiedendoci se abbiamo fatto bene o male. Io sono convinto che facciamo bene a farla. Questa è un’occasione per Livorno di entrare in un circolo più ampio e di fare la pace con Modigliani”.

La novità

L’assessore ha anche reso noto che il 23 gennaio si svolgerà a Livorno un convegno sul Modigliani livornese, sulle origini ebraico-serfardite dell’artista e sulla sua tradizione. “Questa mostra deve essere un volano per parlare di Modigliani livornese, in un percorso lungo che faccia sì che Livorno diventi il centro di chi vuole approfondire la vita di questo artista, questa mostra serve ad aprire le danze e in questo sono d’accordo con quanto chiesto da Romiti”.

Le battute finali

Cristina Lucetti (Pd): “Da parte della Destra c’è l’idea di far sì che la mostra vada male, la prima motivazione è stata che ci sono problemi più importanti e la giunta pensa alla cultura, problemi come l’emergenza abitativa, l’edilizia pubblica residenziale, ma quando con una manovra di riequilibrio di bilancio sono stati stanziati un milione e 200 mila euro la Destra si è astenuta. La destra ha anche detto che i soldi per la cultura sono buttati via e questo ci ha fatto trasalire soprattutto in una città che ha dato i natali a Modigliani e per un evento che rimetterà in moto la città. Ci viene il dubbio che sia frutto di una strategia per stare sempre alla ribalta”.

Cinzia Simoni (Casa Livorno): “La cultura è alla base dello sviluppo di qualsiasi forma aggregativa e della nostra città, la Destra cerca di sviare l’argomento del discorso questa è una commissione di cultura invece stiamo parlando di presunte situazioni truffaldine. Ennesimo tentativo delle forze di Destra di gettare discredito su qualcosa che deve ancora avvenire. Inoltre la spesa del Comune non è di 2 milioni di euro, al momento è un investimento di un milione e 900mila euro cui una gran parte per la messa in sicurezza o ampliamento di strutture del Comune che quindi rimarranno sul territorio e un’altra parte rintrerà dallo sbigliettamento e dagli sponsor”.

Andrea Romiti replica: “La sinistra gioca a sentirsi vittima per distrarre e manipolare i cittadini. L’assessore ha affermato che sapeva del caso Sole 24 Ore, lo doveva dire alla città, credo che i cittadini dovessero sapere”.

Lenzi: “Avrei dovuto parlarare di una cosa che non ha niente a che fare con l’Istituto Restellini, da cui abbiamo acquistato la mostra? Non riguarda la mostra di cui stiamo parlando. Inoltre ribadisco che l’unico a depositare un atto in Tribunale è stato proprio Restellini contro il Sole 24 Ore. Dietro a queste questioni ci sono interessi mostrusi, allora quello che ho fatto è scegliere opere di due collezioni su cui nessuno ha mai potuto dire niente, le collezioni Netter e Alexandre. Questa mostra ha valenza internazionale, il nostro obiettivo è di attirare l’attenzione sul fatto che venga realizzata nella città natale di Modigliani e da lì partire verso un discorso di approfondimento che affronti le origini dell’artista. Rispetto alle altre questioni l’amministazione deve stare lontano, non facciamoci strumentalizzare da interessi che non fanno bene alla città. Ho parlato con Restellini – ha concluso l’assessore – se avete dubbi come questi è disposto a venire in commissione a rispondere”.

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