Mense scolastiche: i pasti non distribuiti ai bambini andranno alla Caritas

Una lotta contro lo spreco alimentare e contro la povertà

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LIVORNO – Da domani, 17 maggio, i pasti giornalieri che non rientrano nella catena distributiva delle mense scolastiche saranno consegnati alla Caritas che li utilizzerà nella stessa giornata per la propria mensa sociale. Questo in sintesi il contenuto del disciplinare tecnico sottoscritto nei giorni scorsi da Comune, Caritas e dall’associazione di imprese che sta gestendo le mense scolastiche cittadine (Cir Food, Elior e Cooplat).

“Si tratta di pasti completi ancora integri e sicuri – commenta la vicesindaca Stella Sorgente – che dopo la distribuzione ai bambini rimangono nelle teglie. Si tratta dunque di vere e proprie eccedenze alimentari a cui era opportuno trovare un’altra destinazione. Questo anche per dare concretezza e coerenza al percorso partecipativo che da mesi con convinzione stiamo portando avanti su questo delicatissimo tema dello spreco alimentare”.

Le maggiori eccedenze si verificano quando il menù del giorno prevede in particolare le verdure, i legumi o il pesce, in generale meno graditi dai bambini.

“La Caritas – aggiunge l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – effettua comunque già da tempo il ritiro delle eccedenze alimentari direttamente al centro di cottura di Guasticce e di pane e frutta alle primarie Benci e Lambruschini. La novità quindi è che da domani questo servizio sarà gradualmente esteso anche alle altre scuole. Questa iniziativa, che va ad aggiungersi alla produzione e consegna di 30 pasti giornalieri alla Caritas, intende quindi anche sostenere l’attività del volontariato cittadino, impegnato nella lotta alla povertà”.

“Con questa operazione – conclude Stella Sorgente – l’Amministrazione intende dunque intensificare tutti questi interventi già in atto, anche con altre associazioni che si occupano di sociale, con la finalità, oltre che di ridurre lo spreco di alimentare, di educare alla solidarietà, alla cultura del dono e al consumo consapevole”.

A cura della redazione

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