Mattarella a Livorno per ricordare Ciampi: “Fu l’uomo dell’orizzonte comune”

Il Presdente in visita anche al Museo della Città

Luca Salvetti e il Presidente Sergio Mattarella. Foto: Cecilia Foschi
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Il vociare dei bambini nei palchetti, ben 500, e le bandierine tricolori che sventolavano hanno fatto da cornice all’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’interno del Teatro Goldoni, mentre la luce filtrava dalla cupola del tetto, aperta per l’occasione. Il Presidente è venuto a Livorno per omaggiare Carlo Azeglio Ciampi, a cento anni dalla sua nascita, e per prendere parte al convegno che si è svolto proprio dentro il Teatro.

Nelle prime file ad attendere Mattarella c’erano le autorità militari, il vescovo Simone Giusti, la giunta comunale con il sindaco e i consiglieri comunali, i rappresentanti della comunità ebraica livornese con il presidente Vittorio Mosseri.

Inaugurazione del busto di Ciampi

Alle ore 11, dopo aver inaugurato nella Sala Mascagni un busto in bronzo realizzato da Antonio Vinciguerra e raffigurante Carlo Azeglio Ciampi, Mattarella ha fatto il suo ingresso in Teatro percorrendo il corridoio della platea accolto dagli applausi. A precederlo due eleganti corazzieri. Ha poi rivolto il suo saluto ai bambini, ha raggiunto le prime file per salutare il sindaco Luca Salvetti, il presidente della Regione Enrico Rossi e poi ha scambiato qualche parola con il vescovo Simone Giusti, poi è stato il momento dell’inno nazionale cantato sul palco dal tenore Marco Voleri.

L’intervento del sindaco

“Esattamente 15 anni fa l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi varcò l’ingresso del Teatro Goldoni accompagnato dal sindaco Gianfranco Lamberti e si accomodò tra la sua gente sottolineando la riapertua di questo Teatro rimasto chiuso per diversi anni – ha detto Salvetti, salito sul palco con la fascia tricolore – era una fase della città in cui accadevano cose molto belle, da allora molte situazioni sono cambiate, Livorno ha attraversato un momento difficile, anni in cui tutti noi siamo stati messi a dura prova da una crisi mondiale che qua ha picchiato ancora più forte. Adesso per me e per voi è come vivere un déjà-vu. È un’emozione ospitare la massima carica dello Stato dopo 15 anni, un’emozione e un onore farlo in una fase che per la città deve rappresentare una svolta nella quale ritrovare la propria identità, è uno slancio fondamentale per rispondere a tante sfide che, dal punto di vitsa sociale, civile ed economico, ci troviamo di fronte. Livorno non è mai stata una città banale, qui non sono mai avvenute cose banali e non ci sono mai stati personaggi banali, dalle Leggi Livornine alla risposta tutta labronica all’assedio degli austriaci nel 1849, dalla nascita del Partito Comunista nel 1921 dopo la scissione consumata proprio in questo luogo, alla resistenza partigiana e poi dal movimento operaio degli anni ’70 fino ad arrivare ai nostri giorni; e poi i personaggi, Francesco Domenico Guerrazzi, Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori, le storie degli Scarronzoni e Federico Caprilli e di tanti sportivi, e poi Giorgio Caproni e Carlo Azeglio Ciampi a cui nelle passate settimane abbiamo intitolato la Rotonda di Ardenza uno dei luoghi più cari ai livornesi.

Questo è il nostro quadro di riferimento, il puzzle di una città toscana che però da sempre rispetto al resto della regione, ha caratteristiche e tratti di assoluta unicità che devono essere recuperati con orgoglio e passione per potersi far largo in un panorama difficile e pieno di insidie per la nostra gente, per le nostre famiglie che hanno bisogno di lavoro e di nuove certezze, in grado di affiancarsi a una qualità della vita che qui è da sempre un dono pregiato e che è arricchita da un territorio straordinario e immensamente affascinante. La città di Livorno ringrazia il Presidente per aver voluto sottolineare con la sua visita un pezzo importante della nostra storia e aver voluto osservare direttamente il nostro impegno nel ridare forza e convinzione a gente tosta, ai livornesi che da sempre nei momenti più complicati hanno saputo dare il meglio di sé”.

Intervento del presidente della Regione

“Commemoriamo oggi la figura di un grande livornese, un grande toscano, italiano ed europeo, che ha incarnato un’idea profondamente toscana – ha detto Enrico Rossi – Ciampi attribuiva un significato particolare alle sue radici livornesi anche per questo l’intitolazione alla sua memoria della Rotonda di Ardenza è un gesto giusto, doveroso e importante. Come ricordava lui, essere nato e cresciuto a Livorno significava provenire da un crogiolo di mille diversità. Apertura e accoglienza fanno parte dell’anima di questa città. Di lui mi hanno sempre colpito lo sforzo per mantenere l’unità del Paese, la sua serietà, l’impegno, così come il rigore e la serenità con i quali ha affrontato i momenti difficili della storia del Paese, dando fiducia agli italiani e suscitando la reazione positiva delle nostre forze migliori”.

Dopodiché sono saliti sul palco il professore Umberto Gentiloni Silveri che ha parlato di Ciampi in Europa e il professore Emanuele Rossi che ha parlato di Ciampi a Livorno.

Intervento del Presidente Mattarella

“Sono lieto si trovarmi a Livorno, in questo splendido Teatro con tanti ragazzi – ha detto – essere qui in questo anno del centenario dalla nascita di uno dei più illustri cittadini di Livorno, avvenuta nel 1920 a pochi passi da questo Teatro, in Corso Amedeo. Ciampi è stato definito l’uomo dell’orizzonte comune, nella sua vita professionale, nel lungo servizio prestato con grande integrità alle istituzioni della Repubblica ha sempre avuto chiaro l’obiettivo della coesione e dell’unità del nostro paese. Ai giovani, per l’apertura dell’anno scolastico al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, nel 2005 rivolse questa considerazione: l’amore per la patria non consiste in gelosia e odio verso le altre patrie, ma nella purezza degli ideali, nella consapevolezza che non può esistere Ragion di Stato che possa opprimere altri popoli. Agli studenti diceva fate che la fiducia sia più forte della paura, il dialogo più forte dei livori che nascono dalla diversità, la scuola anche con il vostro aiuto – diceva – contriburà a rendere i cittadini responsabili”.

La visita al Museo della Città

Alle ore 12 Mattarella ha lasciato il Teatro per recarsi alla mostra di Modigliani al Museo della Città, qui ha incontrato le associazioni di volontariato: Capire un’H, Comunico, Anffas, Autismo Livorno, Paraplegici Livorno e due detenuti della Media Sicurezza della Casa Circondariale delle Sughere, che gli hanno donato un modellino dei gozzi del Palio Marinaro, insieme al Direttore della Casa Circondariale Carlo Mazzerbo e al garante dei diritti del Comune di Livorno, Giovanni De Peppo.

Consegna delle Leggi Livornine

Il presidenteMattarella si è trattenuto a lungo all’interno della mostra e in particolare ad ammirare l’opera della fanciulla con il vestito azzurro, icona dell’esposizione.

Alla fine della visita, rivolgendosi al sindaco di Livorno Luca Salvetti e alle autorità ha espresso grande gioia, con l’affermazione che quella di oggi è stata per lui una giornata indimenticabile. Dopo la visita alla mostra, si è spostato presso la chiesa sconsacrata dove ha ricevuto le Leggi Livornine, è poi ripartito intorno alle 13.

Galleria Fotografica, si ringrazia Cecilia Foschi per le immagini

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