Luca Nannipieri racconta Tiziano e la sua crisi di coscienza in un libro ricco di figure retoriche

Ieri pomeriggio incontro con il critico d'arte al Museo della Città

Luca Nannipieri al Museo della Città. Foto: G. Fallani
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Pubblicato ore 12:00

  • di Glauco Fallani

LIVORNO – Un’interessante conferenza spettacolo in funzione di anteprima per la recente uscita del libro “Tiziano, la donna, l’amore, il rinascimento” (Skira) si è svolta ieri, 26 novembre, nel tardo pomeriggio negli accoglienti ambienti del Museo Città.

La copertina del libro

Il noto critico d’Arte Luca Nannipieri, già autore di “Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale” (Rai libri- bellissima Italia 2018), “Capolavori rubati” (Skira 2019), “Raffaello” (Skira 2020), “A cosa serve la Storia dell’Arte” (Skira 2020) si è presentato al pubblico e, dopo una breve introduzione dell’editor Antonio Celano, ha messo al centro della propria esposizione cinque immagini partendo dalla “Nascita di Venere” di Botticelli, seguita dalla “Venere” di Giorgione per arrivare alla “Venere” di Tiziano, capolavoro oggi conservato a Firenze nella Galleria degli Uffizi. Si tratta di una celeberrima rappresentazione ben diversa da quelle precedenti. Qua, infatti, la protagonista dipinta nel 1538 da un Tiziano in forma smagliante è assolutamente immersa in una quotidianità che spicca grazie all’ambientazione: presenza del cagnolino che tranquillo sta accucciato sopra al letto, cassapanca sullo sfondo e via dicendo.

Antonio Celano. Foto: G. Fallani

Nel prendere spunto dalla figura femminile presa per modella nel dipinto, Nannipieri ha portato l’attenzione sulla figura di Cecilia Soldani, donna sconosciuta ai più ma straordinaria, sulla figura della quale è incentrato il romanzo del noto critico. Moglie di Tiziano Vecellio, muore di parto nel mettere alla luce la terza di tre figli: Lavinia. Di fronte ai pericoli di una gravidanza molto complicata la donna prende in considerazione la possibilità di abortire pur di non lasciare da solo l’amatissimo marito, ma poi, seguendo il desiderio di Tiziano, decide di rischiare e andare avanti rimettendoci la vita. Alla nascita della piccola il pittore, che fino a quel punto aveva seguito soprattutto il richiamo di gloria e denaro, viene travolto da un’improvvisa crisi di coscienza grazie alla quale prevale un sentimento immenso ed unico che, da quel momento in poi, lo porta a cercare di dare immortalità a Cecilia ogni volta che in un quadro sia presente una figura femminile. Dunque ci si trova di fronte ad una motivazione fortissima che porta l’Artista a riversare e congelare in una rappresentazione perfetta e al di là del tempo tutto l’amore che, distolto com’era da mondanità e ricerca di gloria, non era riuscito a dare alla moglie mentre ancora era in vita.

Nannipieri. Foto: G. Fallani

Anche le altre due immagini proposte al pubblico, entrambe da opere di Tiziano, sono risultate particolarmente significative. Si è trattato, infatti, di “Maddalena penitente” dove il relatore ha posto l’accento sugli occhi velati da un pianto che si ferma senza sgorgare e di “Le tre età” versione ben diversa da quella di altri artisti, poiché in questa occasione l’afflato d’amore della coppia trova la sua collocazione in primo piano lasciando solo sullo fondo ed in forma ben più piccola l’obbligata rappresentazione di un vecchio con i due teschi.

Nannipieri e Celano. Foto: G. Fallani

Il romanzo, portato avanti per frammenti, appare estremamente ricco di figure retoriche, caratterizzato com’è da metafore, similitudini, sinestesie, allitterazioni secondo uno stile che si dimostra capace di creare nel lettore una particolare sensazione di solennità.

L’evento è stato organizzato da “Itinera-Progetti e ricerche”, Comune di Livorno, Museo della Città e dalla casa editrice Skira, in collaborazione con le librerie Feltrinelli di Livorno.

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