Livorno-Fiorentina, cronaca semiseria di una partita di mezza estate

I Viola vincono l'amichevole per una rete a zero

livorno fiorentina cronaca semiseria
Lo stadio Picchi durante la partita. Foto Fulciniti
  • di Simone Fulciniti

LIVORNO – In una bella serata di mezza estate, abbiamo deciso di recarci allo stadio per seguire la prima uscita stagionale del Livorno Calcio edizione 2019-20. Anche perchè la partita è di quelle dal fascino irresistibile, l’avversaria è compagine attrezzata per una ‘buona’ serie A: la Fiorentina di Vincenzo Montella. Abbiamo inoltre pensato, che sarebbe stata cosa altrettanto intrigante goderci la sfida dalla curva Nord, nel cuore del tifo amaranto, cogliendo in tal modo quelle sfumature romantiche, impossibili da intercettare comodamente seduti in tribuna.

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Foto Fulciniti

Il primo pensiero è quindi procurarsi il biglietto. Ci rechiamo pertanto di fronte al PalaAllende, nell’omonima via, dove sono situati i gabbiotti predisposti per la vendita. C’è un po’ di gente in fila, la maggioranza indossa la maglia viola. Sono appassionati fiorentini, che non potevano mancare al gustoso appuntamento. “Pigliamo un biglietto di tribuna, tanto l’è un’amichevole, almeno la si vede meglio” dice uno. “E poi, sti livornesi c’hanno solo il porto, è ni s’è fatto noi, si chiama porto de’ Medici, risponde un altro. Buoni propositi e perle di storia, che si infrangono al momento dell’acquisto.

“Du’ ‘urve ospiti per piacere, Moscardelli”. Sì, perché l’addetto ai ticket ha un barbone folto, che ricorda da vicino quello del bomber pisano. ‘”Un lo so mi’a se ti ‘onviene fatti vede’ in questi paraggi – chiosa il primo – se ti scambiano per lui, son problemi grossi”.

Tagliando alla mano, arriva il secondo step: arrivare al tornello della Nord. Da quel punto, occorre fare una piccola ‘maratona’: girare intorno al palasport, tirare dritto finché si trova una viuzza sterrata, che dal vecchio campo della‘ ‘Stella’, ti porta fino a via Montelungo. E dopo averla percorsa, si svolta a sinistra per arrivare finalmente a destinazione. Controlli, perquisizioni, siamo dentro: fila O, posto 131, praticamente in cielo.

Entrando nello Stadio, si evince immediatamente, che non è tempo da pienone, in fin dei conti siamo a inizio agosto, ci sono le vacanze; e poi c’è Effetto Venezia, con il concerto dell’amatissimo Nigiotti. Tuttavia qualche migliaio di persone è presente, e tanti sono anche i Viola, che di fatto riempiono lo spicchio di Sud, a loro riservato.

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Foto Fulciniti

La serata è davvero meravigliosa, Livorno veste i suoi panni migliori: cielo terso, clima gradevole, venticello che ha il potere di strappare i ‘lucchetti’ dell’afa pomeridiana, ed apre le porte ad un freschino risanatore. Ci sono tanti bambini, parecchi con la maglia amaranto, stanno giungendo alacremente i tempi delle nuovissime generazioni.

La partita comincia, i tifosi cantano dando vita ad un pirotecnico botta e risposta tra le due curve. La Fiorentina parte con un tridente offensivo da far tremare i polsi: Chiesa, Boateng, Sottil. Il Livorno risponde con una squadra molto equilibrata, ben disposta da mister Roberto Breda. Passano 14 minuti e la Viola passa in vantaggio: fiammata di Chiesa sulla sinistra, cross al centro, Benassi manca la palla, Sottil invece no e la mette dentro in mezza-rovesciata.

Da quel momento le occasioni da gol per gli ospiti si conteranno sulle dita di una mano: solo al minuto 15 della ripresa Chiesa scuote la rete amaranto, imbeccato benissimo da Vlaovich, ma l’arbitro annulla per evidente fuorigioco. Gli amaranto invece, guidati in campo da un grande capitan Luci, non subiscono alcun timore reverenziale nei confronti di una squadra di categoria superiore: giocano la loro partita, attenta, creando numerosissime occasioni per pervenire al pareggio.

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Foto Fulciniti

Due clamorose: al 28’ del primo tempo Agazzi, sfruttando un errore della retroguardia avversaria, spara una bomba dal limite che costringe al miracolo l’estremo Dragowski. La seconda al minuto 39 della ripresa, allorché Di Gennaro, dopo un tocco di tacco di D’Angelo, spara fuori da pochi passi con la porta spalancata.

“Il pareggio era fattibilissimo”, commenta un tifoso dopo il triplice fischio ed è vero. Una buona sgambata comunque, per Breda eccellenti indicazioni. Il commento finale, per una volta, lo lasciamo a un signore attempato, con la sciarpa d’ordinanza, che lasciando l’impianto comunica le sue impressioni al telefono: “Chiaramente manca qualcosa in fase offensiva, un regista che possa servire bene le punte. La difesa invece è tosta, attenta e credo vada bene così. Luci, migliore in campo, e a ruota Agazzi, mentre i nuovi Morganella e Mazzeo hanno bisogno di tempo per trovare i giusti equilibri. La Fiorentina? Potenzialmente può far bene, ma Montella si scordi di utilizzare Boateng in quella posizione di falso nove, è troppo lezioso. Sono convinto però che si sia trattato di un ottimo acquisto”. Caro signore, ci troviamo completamente d’accordo con lei.

Formazioni

LIVORNO: Zima (46′ Plizzari); Boben, Di Gennaro (87′ Coppola), Bogdan (62′ Marie Sainte); Morganella (72′ Rizzo), Agazzi (72′ Dal Prato), Luci (91′ Rocca), Gasbarro (80′ Porcino); Murilo (68′ D’Angelo), Raicevic (65′ Marsura), Mazzeo(78′ Pallecchi). (Neri, Morelli, Gonnelli). All.: Breda.

FIORENTINA: Dragowsk (65′ Terracciano)i; Biraghi, Milenkovic, Pezzella (46′ Ranieri), Venuti (46′ Lirola); Cristoforo, Benassi (76′ Montier), Castrovilli (65′ Zurkovski); Chiesa (65′ Simeone), Boateng (46′ Vlahovic), Sottil (76′ Gori). (Brancolini, Hristov Terzic, Ceccherini, Montier). All.: Montella.
Arbitro: Baroni di Firenze
Marcatori: 14′ Sottil

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