“L’Isola che c’è”, 750mila euro contro la povertà educativa dei minori dell’Elba

Il progetto presentato dall’Istituto Madre Mazzarello con altri soggetti

l'isola che c'è il progetto che stanzai 75mila euro per i minori poveri dell'Elba
Da sn: Andrea Salvini, Luisa Terzi, Riccardo Vitti, Suor Silvia Biglietti
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  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Sarà di 750.000 euro il finanziamento messo a disposizione per realizzare una comunità educante sull’Isola d’Elba, indirizzata a minori, famiglie e cittadinanza, in generale. La somma sarà destinata per contrastare la povertà educativa dei bambini meno agiati che, unitamente alla miseria economica, produce disagio di generazione in generazione.

Combattere la povertà educativa minorile

Grazie all’Istituto Madre Mazzarello – in collaborazione con altri soggetti – è stato possibile concretizzare il progetto “L’isola che c’è”, un programma che ha vinto il bando Nuove Generazioni 2017 (Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile). Il bando scaturisce dalla determinazione delle Fondazioni di origine bancaria che, insieme al Governo, hanno firmato un Protocollo d’Intesa per la gestione di un Fondo nazionale cui ha aderito anche Fondazione Livorno con uno stanziamento di € 1.471.232 nel triennio 2016-2018. L’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli di natura economica sociale e culturale che influiscono negativamente sui processi educativi da parte dei minori.

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Un momento della conferenza stampa

“Il fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile – ha illustrato Riccardo Vitti, Presidente di Fondazione Livorno – s’inserisce in un più ampio scenario d’interventi a favore delle fragilità nel nostro paese di cui le Fondazioni sono protagoniste, destinando annualmente al welfare il 40% del totale delle proprie erogazioni. Si tratta di centinaia di milioni di euro. Dal 2016 a oggi, in ambito nazionale, sono stati selezionati 271 progetti: gli interventi hanno coinvolto 400 mila bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, che vivono in condizioni di disagio, mettendo in rete 6500 organizzazioni, terzo settore, mondo della scuola, università e altri enti per un totale di contributi assegnati pari a 212,5 milioni di euro”.

Cosa prevede il progetto?

“L’isola che c’è” – spiega Suor Silvia Biglietti, rappresentante dell’Istituto Madre Mazzarello – è un progetto che potrà produrre molte iniziative per innalzare le competenze educative, culturali, scientifiche, tecnologiche e sociali di adulti e ragazzi e permetterà la realizzazione di significativi ambienti di apprendimento. La sfida sarà “fare insieme”, attivando 5 spazi sparsi su tutta l’isola, che possano divenire punti di riferimento, hub educativi, luogo d’incontro tra generazioni, per appropriarsi in modo creativo della storia e del territorio dell’Isola d’Elba, ma anche della propria vita e del futuro della comunità elbana”.

Monitorare le attività

“Un aspetto qualificante del Progetto – interviene Andrea Salvini, del Dipartimento Scienze Politiche Università di Pisa – è rappresentato da una continua attenzione alla qualità degli interventi e alla ricaduta di questi stessi interventi sul territorio. Quest’attenzione sarà assicurata dall’adozione di specifiche metodologie di monitoraggio durante la realizzazione delle attività, e di valutazione dell’impatto delle stesse e dei loro esiti dopo la fine del Progetto. Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa garantirà che tali metodologie siano applicate con il necessario rigore scientifico”.

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