Leonardo Pavoletti: “A Cagliari ho trovato la mia dimensione. La Nazionale? Vedrete i risultati ai prossimi europei”

L'attacante livornese protagonistadel talk show ai Bagni Lido

leonardo pavoletti si racconta ai bagni lido
Leonardo Pavoletti si racconta. Foto: Si.Ful
Share

di Simone Fulciniti

LIVORNO – Leonardo Pavoletti, l’incontenibile bomber del Cagliari e della Nazionale, recita il ruolo del protagonista nell’episodio numero uno del talk show estivo ‘Bagni Lido racconta’, interamente dedicato al mondo del pallone e svoltosi ieri sera.

La lotta delle ‘provinciali’

leonardo pavoletti si racconta ai bagni lido
Un momento del talk show di ieri sera. Foto: SiFul

Tanti gli ospiti coinvolti sul palco, e ottima la risposta del pubblico che segue con estremo interesse i numerosi interventi al microfono del ‘pavoloso’.

Si comincia col tema legato all’ormai totale mancanza, salvo una rara eccezione, delle mitiche ‘provinciali’ in grado di lottare per qualcosa di grosso. “Il calcio è bello perché fa sognare – esordisce Pavoletti – , fa credere nell’impossibile. È chiaro però , visti i mezzi che le televisioni forniscono alle società più blasonate, quanto sia difficile pensare di raggiungere i grandi traguardi. L’Atalanta da qualche anno sta facendo bene, in un certo senso spinge tutte le altre minori a provarci. E noi ci proviamo, è la nostra missione e il nostro dovere nei confronti dei tifosi. L’importante è arrivare alla fine del campionato senza rimpianti, con la piena consapevolezza di avercela messa tutta”.

Fondamentale il mental coach

leonardo pavoletti si racconta ai bagni lido
Foto: SiFul

La ricerca costante dei tre punti, le pressioni della piazza, stanno condizionando il lavoro degli atleti, e portano in superficie nuovissime figure professionali. “La piazza incide, sia nel bene che nel male. Quando scendi in campo, se non ti sei preparato a dovere, non trovi le forze per giocare al tuo meglio. In questo senso la figura del mental coach diventa fondamentale: ti fornisce lo strumento per difenderti da tutti gli attacchi esterni che subisci durante la settimana, e ti permette di mantenere alto il livello di concentrazione, approcciando alla partita nel modo migliore. In un mondo dominato dai social, ove chiunque ti può danneggiare, costruire una barriera è decisivo. I calciatori non sono macchinette per fare soldi, ma persone, con la loro sensibilità e le loro paure”.

Anche gli allenamenti hanno subito l’impatto dei tempi

“Rispetto al passato ci sia allena meno. E soprattutto, data la tecnologia, ci alleniamo in maniera totalmente differente: io non posso procedere come un terzino, o come un centrale di difesa. Ognuno viene messo in condizione di lavorare al top per le proprie caratteristiche fisiche e tecniche”. L’uomo del momento è senza dubbi Maurizio Sarri, che Leonardo Pavoletti conobbe nel periodo partenenopeo. “Come tecnico non si discute: ha fatto numeri che a Napoli non si erano mai visti. Tuttavia aveva difficoltà nel ruotare e coinvolgere tutta la rosa degli elementi a disposizione. Ritengo che l’esperienza inglese lo abbia cambiato, gli abbia aperto gli occhi , e sono certo che alla Juventus saprà utilizzare l’intero parco giocatori a sua disposizione”.

Il nuovo corso della Nazionale si annuncia magnifico

leonardo pavoletti si racconta ai bagni lido
Foto: SiFul

“Il grande merito di Roberto Mancini è quello di aver riportato tanto entusiasmo, la gioia di rivedere gli azzurri giocare all’attacco cercando di imporre il proprio gioco. Inoltre sta sviluppando molto bene quel ‘passaggio di consegne’ tra la vecchia generazione e la nuova. Sono certo che al prossimo europeo si vedranno i risultati”. Voci di mercato che si rincorrono, su tutte quella legata alla Fiorentina. “A me – conclude Leonardo Pavoletti – non sono giunte richieste ufficiali. Sto bene a Cagliari, una realtà solida, una terra viva, ricca di principi. Certo, se arrivasse una proposta del genere, la terrei in considerazione: ma cambiare il mio status, lasciare una squadra dove recito la parte del leader e ho trovato la serenità giusta per rendere al massimo, non sarebbe facilissimo”.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*