“La disabilità non mi ha fermato. Faccio surf e lo insegno ai ragazzi come me”

Intervista a Massimiliano Mattei fondatore della prima scuola di surf per diversamente abili

Il gruppo guidato da Massimiliano al Bagno degli Americani

TIRRENIA – “Il mare è un immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, perché sente fremere la vita ai suoi fianchi” sono le parole dello scrittore Jules Verne. Questa distesa azzurra può essere complice, amico, cullarti anche nei momenti più difficili. Così è stato per Massimilano Mattei, livornese, classe 1976, fondatore dell’Associazione Happy Wheels all’interno della quale trova posto Surf 4 All, la prima scuola toscana di surf per persone diversamente abili. Quando si pensa a persone costrette su una carrozzella o a non vedenti si crede che non siano in grado di svolgere molte attività, ma non è così e lo dimostrano i tanti sportivi e lo dimostra Massimiliano. “Quando subisci un trauma come è capitato a me a 27 anni, che sono caduto dalla moto, pensare di poter tornare a fare sport, a fare surf, sembra una cosa impossibile, invece nel 2012 grazie alla Sil (Sport Insieme Livorno) ho potuto iniziare il mio nuovo percorso da atleta disabile”.

                              Massimiliano Mattei

Massimiliano è un esempio di grande coraggio, ha avuto la forza di reagire e di continuare a sognare. Un esempio importante per tanti giovani e non solo che vedono la loro vita cambiata a causa di un incidente e che devono intraprendente un percorso di rinascita. Questo percorso ha portato Massimiliano a creare, nel 2015, l’Associazione Happy Wheels coinvolgendo altri tre ragazzi disabili. Dall’Associazione ha preso poi vita la scuola di surf inclusivo rivolto principalmente a persone con disabilità e c’è una grossa novità: “Stiamo avviando il progetto di una tavola gonfiabile chiamata “tavola adattata” che permetterà ai diversamente abili di praticare il Sup e che speriamo di portare a termine entro fine giugno”. La tavola gonfiabile può essere trasportata con maggiore facilità ed è altrettanto resistente. Lo Stand up paddle (Sup) è una variante del surf che consiste nello stare in piedi su una tavola più lunga di quella usata per il surf e usare una pagaia per gli spostamenti. La “tavola adattata” avrà apposite maniglie e cuscini posturali per le persone che non riescono a stare in piedi. Ma anche i non vedenti, grazie alla scuola di Massimiliano, possono fare Sup e surf: “All’inizio può sembrare complicato – racconta – ma poi diventa molto semplice”. I non vedenti sono in contatto costante con l’istruttore che li guida mentre svolgono attività di Sup, mentre la tavola da surf è dotata di appositi sensori tattili che li aiutano a orientarsi.

Massimiliano ha girato anche all’estero e ha trovato molti spunti interessanti per nuove idee: “In America, in Australia e alla Hawaii stanno lavorando già da diverso tempo affinché il surf possa essere praticabile da tutti, è uno sport terapeutico che fa molto bene soprattutto per le persone con disabilità che possono trarre giovamento non solo a livello fisico ma anche a livello sociale”.

                     Preparazione di una tavola

Il 10 giugno Massimiliano partirà insieme a un gruppo di istruttori con disabilità di diverso tipo per Fuerteventura dove si terrà la seconda fase del Progetto Erasmus di surf adattato. “Portiamo la nostra esperienza e faremo vari workshop per formare nuovi istruttori e dare loro le linee guida per aprire nuove scuole”. Il progetto Erasmus è nato in Spagna con l’associazione Plain and Train in collaborazione con il Surf Clube de Viana portoghese e con la Happy Wheels per l’Italia, questi tre paesi si sono uniti con l’intento di creare una sorta di manuale strutturale da seguire. La scuola Surf 4 all, che ha sede al Bagno degli Americani a Tirrenia, predisposto per accogliere persone con disabilità, quest’anno si avvale dell’aiuto di Edorardo “Dedo” Bachi, campione di longboard e istruttore della scuola Line-Up “Tutto quello che riusciamo a fare – conclude Massimiliano – è anche merito di chi ci dà una mano, in primo luogo l’Ortopedia Michelotti, la Twin Sup e la Otto Bock. Purtroppo le realtà istituzionali del nostro territorio non ci sostengono molto, quindi tutti coloro che vogliono darci una mano anche donando materiale sono i benvenuti”.

Valeria Cappelletti

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