La Canaviglia a Nada e Rondelli. Belais: “Hanno raccontato l’anima e il popolo di Livorno”

Riconoscimento dato a chi ha saputo valorizzare la città

La canaviglia consegnata a Bobo Rondelli e Nada
Il momento della premiazione
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Bobo Rondelli e Nada Malanima due cantautori livornesi che hanno saputo valorizzare Livorno fuori dai confini della città.

Lui con il suo fare canzonatorio, si è presentato questa mattina in Comune, per la consegna della Canaviglia, con una maglietta con su scritto “dolceegabbiano” (un riferimento scherzoso alla nota casa di moda); Nada con un abito lungo viola scuro, quasi marrone, e una grossa croce nera. Entrambi molto soddisfatti del riconoscimento ricevuto, la Canaviglia, massima onorificenza della città.

La Canaviglia

I due riconoscimenti

Istituita  in occasione del 400° anniversario della fondazione della città di Livorno (19 marzo 2006), viene consegnata a persone, enti o associazioni locali che abbiano dato impulso e vitalità alla città con opere concrete in campo sociale, culturale, scientifico e sportivo.

A premiare i due cantautori l’assessore alla cultura Francesco Belais in rappresentanza del sindaco Filippo Nogarin che oggi si trovava a Roma. Presenti anche l’assessore al commercio Paola Baldari e allo sport Andrea Morini.

La musica di Nada e Bobo è intergenerazionale

L’assessore alla cultura ha poi letto queste parole: “Nada e Bodo Rondelli sono due artisti e due cantautori che con le loro voci hanno saputo raccontare l’anima e il popolo della nostra città. Una città a due facce: ruvida e irriverente come la voce di Bobo e allo stesso tempo sensibile e complicata come le note di Nada. Oggi idealmente si chiude quel cerchio che abbiamo aperto due anni fa, quando abbiamo consegnato la Canaviglia a Gianfranco Reverberi, compositore, musicista e grande amico di Piero Ciampi. Quella di Nada e Bobo è una musica intergenerazionale che viene ascoltata dai giovani e da chi, come me giovane non lo è più così tanto, e questo perché la loro è una musica che parla al cervello prima che al cuore”.

I commenti dei due artisti

La canaviglia consegnata a Bobo Rondelli e Nada
Nada e Rondelli poco prima della premiazione. Foto: Va.Cap.

“Non amo molto andare a prendere i premi – ha detto Nada – ma in questa occasione non potevo mancare perché siamo a Livorno nel posto in cui sono cresciuta, la città in cui venivo a scuola, a cui sono molto legata e con il tempo il legame con le proprie radici si è fatto sempre più forte”. La cantautrice del Gabbro ha poi letto un breve scritto da lei composto appropriato al premio e a Livorno.

Bobo Rondelli una volta ascoltata la motivazione del riconoscimento ha esordito con una battuta rivolta all’assessore Belais e che ha fatto ridere tutta la Sala comunale: “Se il premio me lo davi prima ti votavo, con queste parole qui poi… io ti avrei votato, purtroppo, avete sbagliato i tempi”. Rondelli ha poi voluto dedicare il premio al dottor Spartaco Sani, del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale di Livorno: “disponibile, grande persona, ha salvato tanti amici”.

Le motivazioni

A Nada Malanima (in arte Nada): “cantante, cantautrice, attrice e scrittrice ha segnato un’epoca con le sue canzoni ed è considerata una delle interpreti più originali e coraggiose della musica italiana contemporanea inspirata durante la sua carriera dal grande poeta e cantante livornese Piero Ciampi”.

A Bobo Rondelli: “cantautore, poeta, attore e performer la cui carriera artistica si è sempre inspirata alla sua città natale; con la sua opera dipinge un affascinante spaccato di Livorno, un mondo vivace e plebeo, di cui il geniale e sconsiderato cantautore è la voce più autentica, esilarante e commovente”.

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