“#IostoconlamaestradiTorino”, un progetto di solidarietà verso le vittime di violenza

Un'idea che ha unito donne e uomini della provincia di Livorno

Le donne e gli uomini che hanno partecipato al progetto
Share

Pubblicato ore 07:00

“Il progetto di unirci con un gruppo di persone è nato dal desiderio di solidarietà per la maestra di Torino che è stata licenziata in seguito a una vergognosa vicenda che potremmo definire tranquillamente una violenza“.

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 e che ricorre ogni 25 novembre, un gruppo di donne e di uomini della provincia di Livorno ha scelto di metterci la faccia per gridare il loro disappunto nei confronti di una vicenda terribile che si riassume con due sole parole “revenge porn“. Due parole forti, che colpiscono dritto allo stomaco. Il revenge porn che consiste nella diffusione illecita di immagini o di video sessualmente espliciti, è una pratica sempre più in voga e ha l’obiettivo di denigrare l’ex partner inviando in rete o su chat di amici foto o video in cui è ritratto in situazioni sessualmente esplicite, senza il suo consenso.

L’ultimo caso è quello della maestra di Torino che, vittima di revenge porn da parte dell’ex fidanzato, è anche stata licenziata, diventando così a tutti gli effetti colpevole di qualcosa di cui lei non si deve assolutamente vergognare.

Ricordiamo che il revenge porn è un reato, indicato dall’articolo 612 ter del Codice Penale, chi se ne macchia va incontro a sanzioni precise come carcere e multe. Eppure questa pratica ignobile sta aumentando, secondo i dati del Codice Rosso, la legge n. 69 a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti approvata il 19 luglio 2019, ogni 24 ore vengono inviati in giro (chat, rete) due video con immagini intime di donne, soprattutto giovani.

Ma torniamo al progetto, ideatrice dell’iniziativa è Elena Pieri, in passato presidente Pari Opportunità, per due mandati, al Comune di Bibbona e che con il suo lavoro di operatrice teatrale, attrice e regista sensibilizza i ragazzi a scuola affinché conoscano queste tematiche. “Colpevole, colpevole, colpevole di provare piacere? – dice Pieri – Colpevole di essere donna? Colpevole di essersi fidata di colui che amava? Che colpe hanno le donne? Quanto ancora dobbiamo convivere con questi luoghi comuni? Oggi 25 novembre spero che si faccia giustizia per lei e per tutte quelle donne che hanno subito qualsiasi tipo di violenza. La storia della maestra di Torino mi ha colpita molto, potevo essere io al suo posto, infatti chi di noi non ha mai condiviso qualche foto o video intimo con la persona di cui si fidava e con cui aveva una relazione? Mi sono messa nei panni di questa donna: la vergogna che ha provato quando ha saputo che quelle immagini private, create in un momento di intimità, in un momento di piacere, avevano fatto il giro di mezza città finendo addirittura nelle mai della preside e delle mamme dei bambini e delle bambine a cui lei insegnava. Il mondo ti crolla addosso“.

Elena ha creato così una chat su WhatsApp, a riprova del fatto che da queste chat più spesso possono scaturire belle idee, ha radunato amici e amiche, ha spiegato loro il suo progetto, di fotografarsi con un cartello sul quale scrivere una frase per testimoniare il contrasto al revenge porn, alla diffamazione e alla violenza verso la maestra di Torino e verso tutte le donne, seguito dall’hashtag #iostoconlamaestraditorino. E così è stato: hanno aderito Maria Letizia Bussotti, Francesca Fulceri, Stefania Forlani, Valeria Cappelletti, Chiara Cavallini, Pietro Capaccioli, Pietro Bezzini, Enzo Pieri e Massimo Lancioni.

“Per coloro che quotidianamente subiscono maltrattamenti, violenza di ogni genere – ha concluso Pieri – Bambine, donne e anziane, di ogni età. Nostre amiche, sorelle, madri. Senza mai dimenticarci che può veramente accadere a ognuna di noi. Un grazie ai maschi e alle femmine che hanno aderito a questo progetto”.

Ecco le frasi scritte sui cartelli

-Io sto con la maestra di Torino, no revenge porn, ridatele il lavoro #iostoconlamaestraditorino.
-Per tutte le vittime di revenge porn, non siete voi a dovervi vergognare. Siamo con voi #iostoconlamaestraditorino.
-Revenge porn = diffusione illecita di video sessualmente espliciti, reato art 612 ter codice penale #iostoconlamaestraditorino.
-No alla violenza sulle donne #iostoconlamaestraditorino. Ridatele il lavoro.
-La legge punisca i colpevoli non le vittime (art 612 ter codice penale) #iostoconlamaestraditorino.
-Non c’è vergogna nel sesso libero e consensuale. Il sesso non cancella le competenze professionali di chi lo pratica #iostoconlamaestraditorino.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*