Intervento del Consiglio della Comunità Ebraica di Livorno sui fatti accaduti alla fine di “Turandot”

L'esposizione di uno striscione e della bandiera palestinese

Foto: Daniele Bettinetti
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Pubblicato ore 14:00

LIVORNO – Di seguito il comunicato inviato alla nostra redazione da parte del Consiglio della Comunità Ebraica di Livorno su quanto accaduto al Teatro Goldoni alla fine di “Turandot” con la comparsa dello striscione “Cessate il fuoco, stop al genocidio” e la presenza di una bandiera palestinese.

“Non è pacifismo perorare il cessate il fuoco esponendo la bandiera di una sola parte e accusando l’altra, indicibilmente, di “genocidio” in spregio alla storia e alla verità.

Non è pacifismo ignorare la sorte degli Israeliani e degli altri rapiti da Hamas il 7 ottobre 2023, molti dei quali purtroppo assassinati.

E non è pacifismo voltarsi dall’altra parte o rifugiarsi in contorte e criptiche affermazioni, pur di non riconoscere gli stupri avvenuti e in atto sulle donne israeliane rapite; il commercio da parte di Palestinesi, quali macabri trofei, delle teste mozzate di vittime dell’aggressione di Hamas; i razzi, droni e missili che ad oggi, con la complicità di potenti alleati, piovono su Israele.

Vano è poi il tentativo di “giustificare” la farsa andata in scena sul palco del glorioso Teatro
Goldoni rifacendosi a “precedenti” quali quelli del Teatro alla Scala di Milano o del San Carlo di Napoli: per quanto omissivi circa la necessità di liberare i civili israeliani rapiti, non recavano bandiere di parte e tanto meno farneticavano di “genocidio”. Improponibile è poi il rifarsi alla “bandiera della pace”: non è questo quanto esibito al Goldoni, ad onta del Teatro e della Città, dove il richiamo non è stato all’arcobaleno, simbolo biblico della pace ripreso da quella bandiera, bensì pregiudizio, mascherato da pacifismo, contro Israele.
Grazie a quanti hanno e stanno stigmatizzando quanto accaduto, e un pensiero solidale a coloro che, pubblico pagante, maestranze e cast artistico, si siano sentiti usati e strumentalizzati per una mera operazione di propaganda politica”.

Il Consiglio della Comunità Ebraica di Livorno

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