Inaugurata la panchina rossa per ricordare le donne vittime di violenza e omicidio

Filippi (Sindacato Polizia): "No alle battuta sessiste da parte degli uomini"

Paola Rossi e Libera Camici scoprono la panchina
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Pubblicato ore 13:28

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Una panchina rossa per ricordare le tante donne vittime di violenze e omicidio da parte del proprio marito, compagno, fidanzato. Una panchina posta a pochi passi dal mare, dalla Terrazza Mascagni, in un luogo romantico dove prima si consumano baci e poi volano schiaffi. Qui, davanti all’area giochi dei bambini, è stata scoperta questa mattina una panchina rossa, la prima delle iniziative in programma per la Giornata Internazionale della Donna che si celebra l’8 marzo. “La scelta di questo luogo non è casuale – ha detto Paola Rossi, segretaria dello Spi-Cgil provincia di Livorno – speriamo che se qualche bambino chieda ai nonni, al padre o alla madre perché questa panchina è rossa, sappiano dare loro la giusta spiegazione”.

La targa posta sulla panchina

Sulla panchina si legge una targa: lottare contro ogni forma di violenza nei confronti della donna è un obbligo dell’umanità.

L’iniziativa è stata organizzata dal Coordinamento donne Spi-Cgil Livorno, all’iniziativa hanno partecipato, oltre a Paola Rossi, Maura Fratti (responsabile coordinamento donne Spi-Cgil Livorno), Libera Camici (vicesindaco del Comune di Livorno con delega alle Pari Opportunità ), Luca Filippi (segretario generale Silp Sindacato dei lavoratori di polizia-Cgil provincia di Livorno) e l’avvocato Cristina Cerrai, consigliera di Parità della Provincia di Livorno

La cerimonia d’inaugurazione è iniziata con la lettura di Paola Rossi un passo tratto dal libro di Serena Dandini dal titolo “Ferite a morte” nel quale si evidenzia come spesso vicini, parenti, amici siano a conoscenza dell’atto criminale che l’uomo sta per commettere nei confronti della donna, ma nessuno fa niente. Un passo molto toccante e molto vero, che troppo spesso è presente nelle storie di femminicidi.

“Una inaugurazione che avviene a pochi giorni dall’8 marzo – ha detto il vicesindaco Libera Camici – a me piace poco chiamarla Festa della Donna, perché credo che non si possa parlare di festa fino a quando ancora ci sono donne che sono vittime di violenze sia fisiche che psicologiche. Quindi mi piace parlare dell’8 marzo come la giornata dei diritti internazionali delle donne e quindi delle conquiste che negli anni queste donne sono riuscite a portare avanti nel contesto sociale, politiche ed economico, ma non possiamo esimerci da ricordare ancora che ci sono tantissime donne vittime di discriminazioni e di violenze in tutto il mondo, senza esclusione. La panchina rossa è diventata un simbolo chiaro per la lotta contro la violenza delle donne, uno strumento per portare in mezzo alle persone un tema così delicato, un modo anche per sottolineare l’importanza di denunciare e per evidenziare la parità di genere e perché le donne non siano più sole e su questo è importante che noi tutti lanciamo un messaggio che cioè non sono sole”.

Il ritratto di una giovane donna posto sulla panchina

Nutrito il gruppo di persone che ha partecipato all’evento, molti anche gli uomini come ha sottolineato anche il vicesindaco: “In questa lotta per i diritti ma soprattutto per fare sì che questa violenza sia debellata, è importante che a fianco delle donne ci siano gli uomini e che siano loro stessi a gridare agli altri uomini che è l’ora di dire basta”.

Molto toccante è stato quando una signora ha posto la foto della figlia sulla panchina e poi si è inginocchiata in silenzio.

“La pandemia ha evidenziato grosse difficoltà per molte donne sul lavoro ma anche in casa – ha detto Maura Fratti – con la chiusura delle scuole la donna si è spesso trovata a dover fare delle scelte, a lasciare il lavoro per accudire i figli e in più con il lockdown le donne sono state costrette a vivere con il proprio marito violento e il risultato è che sono state aumentate coloro che si sono rivolte alle strutture antiviolenza. Ci si chiede perché non denunciano? Perché spesso non ha dipendenza economica, perché non è sempre facile o perché la famiglia invita a resistere. Quello che chiediamo allo Stato è che tuteli di più le donne, l‘allontanamento non basta, ci vogliono pene certe. Chiediamo l’aumento delle case protette e più fonti per gli orfani di femminicidio”.

Cristina Cerrai

Luca Filippi, segretario generale del Sindacato dei lavoratori di polizia, si è invece rivolto agli uomini: “Al di la dei provvedimenti, delle leggi, servono intanto che i colleghi siano più preparati, ma soprattutto c’è un problema culturale: basta con le battutine sessiste di noi uomini, basta con i comportamenti che sminuiscono. Il problema sono gli uomini, facciamo qualche risatina in meno e guardiamoci di più allo specchio”.

Cristina Cerrai, si è seduta sulla panchina e ha detto: “L’8 marzo non deve essere una giornata, ma tutti i giorni, perché tutti i giorni noi abbiamo una discriminazione su cui si basa la violenza di genere e questa panchina permette di ricordarci ogni giorno cos’è e cosa rappresenta questo rosso per ognuna di noi”.

Uno striscione appeso al Gazebo

Poco distante dalla panchina, sul Gazebo della Terrazza Mascagni è stato appeso, da parte dell’ex Caserma Occupata, uno striscione con scritto: “Essenziale è la lotta al patriarcato. L’8 marzo piazza Grande, ore 10”.

Appuntamenti di lunedì 8 marzo

-Dalle ore 9,30 incontro online dal titolo “La grande madre e le sue figlie nel mito e nel cinema” con Lucilla Serchi e Donatella Nesti. L’incontro è aperto e gratuito ma l’iscrizione è obbligatoria cliccando su questo link;
-Ore 14.30 l’ottava commissione consiliare (Diritti, Pari Opportunità, Differenze di Genere) si riunisce per discutere di “Proposta di risoluzione in merito alle azioni tese a ridurre il divario di genere (Gender pay gap)”; “ Residenza fittizia per donne maltrattate”; “Gli scontrini come mezzo per promuovere il numero anti-violenza”;
La seduta sarà trasmessa in diretta streaming accedendo al canale You Tube del Comune di Livorno.
Flash mob tutto al maschile alle ore 18 in piazza del Municipio. Sindaco, assessori e consiglieri comunali, nel pieno rispetto delle normative Covid, insceneranno una protesta silenziosa contro la violenza sulle donne. Il vicesindaco Libera Camici, con delega alle Pari Opportunità, donerà una mascherina rossa agli uomini protagonisti dell’evento pubblico.
Edifici illuminati la sera. Si tingeranno di rosa il Palazzo Comunale, il Cisternino di Città e il Gazebo alla Terrazza Mascagni. Il rosa è il simbolo della speranza. Un colore positivo che dà sicurezza e ottimismo verso il futuro ed è associato alla femminilità.
-Spettacolo Teatro Goldoni: “Deve trattarsi di autentico amore per la vita”  alle ore 21 sul canale You Tube del Teatro Goldoni. Lo spettacolo è promosso da ANPI/ANPPIA Donne, Evelina De Magistris e Fondazione Teatro Goldoni. Con Maddalena Crippa che racconterà la storia di Etty Hillesum.

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