Il Fondo Giorgio Fontanelli donato al Centro sulle arti dello spettacolo di Villa Maria

Già presenti i Fondi Rinaldi e La Salvia

Giorgio Fontanelli
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Pubblicato ore 14:28

LIVORNO – Il Centro di documentazione sulle arti dello spettacolo di Villa Maria si arricchisce di un ulteriore Fondo: è infatti stato donato dalla famiglia, alla Biblioteca Labronica, il Fondo Giorgio Fontanelli.

La sede di Villa Maria ospita già alcune importanti raccolte: il Fondo La Salvia dedicato al teatro, con l’Archivio del Centro Artistico Il Grattacielo, e il Fondo Rinaldi sul cinema con circa 5000 titoli fra libri e riviste specializzate.

Giorgio Fontanelli, classe 1925, è stato scrittore, giornalista, e poeta; docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Carrara si è occupato di teatro a Livorno e in Italia e di spettacolo in generale. Ha pubblicato saggi, commedie, raccolte di poesie, narrazioni sulla storia di Livorno – suoi sono Il punto dei quattro nasi e la Raccolta commentata dei Proverbi livornesi -, e ha scritto per la radio e la televisione.

Il Fondo consta di pubblicazioni monografiche, testi teatrali editi e inediti, articoli scritti per riviste specializzate e carteggi con scrittori, musicisti, artisti, critici, tra i quali Barberi Squarotti, Maurizio Scaparro, Fabrizio De André, Franco Zeffirelli, Federico Fellini e Vittorio Gassmann. Inoltre il Fondo comprende centinaia di recensioni di spettacoli andati in scena a Livorno, scritti da Fontanelli in qualità di critico teatrale del quotidiano “Il Telegrafo”/“Il Tirreno” oltre al materiale audiovisivo relativo a pièce teatrali, le interviste, le foto di scena, locandine e i libretti.

Fontanelli

Fontanelli, scomparso nel 1993, ha segnato la cultura del territorio con la sua attività di autore e docente, contribuendo notevolmente alla crescita culturale della città. Il suo profilo è sempre stato ambivalente fra gli studi di livello nazionale e la ricerca e la riscoperta delle tradizioni popolari.

Come autore ha scritto testi teatrali che hanno ricevuto riconoscimenti e premi, tra i quali: “Il baratto” vincitore del Premio Ca’ Foscari nel 1956; “Una storia di mare”, Premio Ugo Betti 1967; “Un contadino nella Grande Armée”, Premio Cassa Risparmio di Alessandria 1973; “Cape Kennedy chiama Sferracavallo”, Premio New York 1975; “Un incontro sulle scale”, Premio Flaiano 1976 e, postumo, il Premio Fondi La Pastora con il dramma “L’autostrada”. Nel 1972 ha curato l’edizione italiana della commedia “Halla mot en, tutti contro uno” di Vesting e Lagerborg.

Dopo aver diretto negli anni Cinquanta alla Casa della Cultura la Compagnia dei Giovani e negli anni Sessanta il gruppo dei Clerici Vagantes, nel 1978 ha fondato la Compagnia Teatrale Spazio-Teatro, con sede presso il Ridotto del Teatro Goldoni “La Goldonetta”.

Come studioso ha dedicato monografie al teatro di letterati come Guerrazzi, Betti e Tozzi, e pubblicato saggi e traduzioni su riviste come “Sipario”, “Il dramma”, “Quaderni di teatro”, “Il Ponte”, “Tempo presente”, “Oggi e domani”, “La Fiera letteraria” e su volumi quali “Il feudatario” di Goldoni (1975), “Il divorzio e altre commedie” di Alfieri (1966). Nel 1991 è uscito il suo “Teatro italiano fra scena e letteratura” con presentazione di Maurizio Scaparro.

Negli anni Ottanta alla cultura popolare ha dedicato i saggi: Gli ex voto di Montenero, Dario e Bario clowns livornesi e Lettere al Vernacoliere-Livornocronaca, che cosa scrivono perché lo scrivono; in teatro ha realizzato “A Livorno, quel gennaio del ’21”, ricostruzione della scissione del PCI dal PSI e la cronaca sceneggiata “O porto di Livorno traditore”, ovvero che cosa cantavano le donne livornesi, da cui è stato tratto un disco. Nel 1981 ha realizzato l’inchiesta televisiva “Hollywood a Bocca d’Arno”, sugli studi cinematografici ex Pisorno.

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