Giorno della Memoria. Salvetti agli studenti: “Pronti a dire no a chi diffonde odio e disprezzo”

Vittorio Mosseri: "Servono sistemi di controllo efficaci"

In Prefettura
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Ci sono ricorrenze e momenti che ogni volta che vengono vissuti riportano in superficie commezione e tristezza: uno di questi è il Giorno della Memoria. Questa mattina, 27 gennaio, si sono tenute le celebrazioni in ricordo della morte di milioni di persone trucidate dal nazifascismo.

Prima al cimitero ebraico di via Aldo Mei con la deposizione della corona, l’omaggio alle vittime della Shoah, alla presenza del sindaco Luca Salvetti, del presidente della comunità ebraica livornese Vittorio Mosseri, del Vescovo Simone Giusti e delle autorità civili e militari cittadine, la lettura di una preghiera e l’accensione di una candela. Il rabbino ha ricordato le condizioni di vita degli ebrei nei campi di concentramento e l’immenso odio di cui è stato vittima il popolo ebraico.

La cerimonia più toccante si è svolta in Prefettura alla presenza delle autorità civili e militari, del sindaco Salvetti, del prefetto Gianfranco Tomao, di Vittorio Mosseri e delle associazioni dei partigiani e deportati. Presenti anche tre classi delle scuole medie Bartolena che dopo esserci recati in visita al campo di concertamento di Fossoli (Emilia Romagna) hanno raccontato il loro stato d’animo e le loro sensazioni.

Il Prefetto e i giusti tra le nazioni

Il Prefetto

“Lo sterminio di milioni di persone non può lasciarci indifferenti – ha detto il prefetto Tomao – dobbiamo opporci a ogni forma di intolleranza. Il Giorno della Memoria deve continuare a essere proposto come momento non trascurabile di una strategia della civiltà e dell’umanizzazione e dobbiamo convincerci che disattendendo a questo compito ci priveremmo di un prezioso freno inibitore contro una terribile malattia dell’anima. Dobbiamo preservare la grande conquista della civiltà e dell’affermazione dei diritti inviolabili sanciti dalla nostra Costituzione. Vorrei però ricordare anche che c’è un qualcosa di positivo da ricordare in questa tragedia sono i giusti tra le nazioni, 26mila persone nel mondo, 600 gli italiani, 121 i toscani, spesso dimenticati, che hanno agito per salvare gli ebrei come Giorgio Perlasca, Angelo Giuseppe Roncalli futuro Papa Giovanni XXIII, Carlo Angela padre di Piero Angela e nonno di Alberto Angela, Gino Bartali. Mi rivolgo poi ai voi ragazzi, invitandovi ad andare ad Auschwitz”.

Intervento del sindaco: i social

Il sindaco Salvetti ha invece citato il poliziotto: “Mario Canessa che con coraggio ha accompagnato clandestinamente in Svizzera centinaia di persone, l’avvocato livornese Giovanni Gelati che ha salvato la vita a Piera e Arnoldo Rossi, figli del suo amico ebreo Cesarino, Frida Misul tra le prime deportate a riportare un memoriale, Isacco Bayona ultimo testimone diretto della Shoah. Oggi – ha proseguito il sindaco – siamo qui a ricordare, per non dimenticare l’odio razziale, in questa giornata la nostra attenzione si deve concentrare anche sul presente con centinaia di episodi spregevoli ai quali assistiamo ogni giorno”. Salvetti ha poi citato i nuovi mezzi di comunicazione: “che non sono da demonizzare ma da osservare con attenzione perché si possono trasformare in mezzi attraverso cui si diffondono odio e razzismo. Voi – ha detto rivolto ai ragazzi presenti – dovete essere pronti a individuare queste storture del mondo e dire no a chi vuole diffondere odio e disprezzo. Come primo cittadino il mio obiettivo è di promuovere e di dare impulso a quelle caratteristiche che storicamente sono nel DNA del livornesi cioè ampiezza di vedute, il pluralismo, l’accoglienza, il dialogo e se penso alla cittadinanza onoraria conferita e accettata da Liliana Segre, all’atteggiamento tenuto verso gli immigrati, la scelta della nostra città come sede del Toscana Pride, l’attenzione al tema dei diritti e al rapporto con tutte le comunità religiose e straniere, tutto questo ha regalato e me e spero a tanti altri cittadini entusiasmo straordinario”.

Mosseri: l’antisemitismo si riaffaccia al mondo

Dopo il sindaco ha preso la parola il presidente della comunità ebraica livornese Vittorio Mosseri: “Giornata contro l’indifferenza, giornata del mai più, l’antisemitismo si riaffaccia al mondo, oggi per noi ebrei è difficile girare indisturbati indossando la Kippah o la stella di Davide, come minimo ci arriva un insulto verbale e ci va ancora bene, perché in Francia si muore, in Germania, negli Stati Uniti. Noi ebrei siamo gli unici a dover difendere i nostri luoghi di culto e le nostre scuole e questo ci fa molto male. Sotto la bandiera dell’odio antiebraico possiamo trovare davvero di tutto, dal musulmano al nazista, dal comunista al personaggio pubblico, un odio che viene cavalcato per avere consensi. Non possiamo più sottovalutare l’odio antisemita sui social, le prepotenze antisemite politiche. Servono sistemi di controllo efficaci sui social e non solo, serve fare cultura nelle scuole, servono educatori preparati e corsi di studio che facciano conoscere i valori dell’ebraismo, valori per cui abbiamo versato del sangue e verso cui siamo ancora pronti a batterci”.

La Shoah non nasce per caso

Ultimo intervento quello del professor Claudio Vercelli, docente di storia contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano: “Il Giorno della Memoria non è solo qualcosa che riguarda il passato, ma guarda al presente. Si lavora sui principi insindacabili e ineludibili della Costituzione e che parlano di eguaglianza nelle differenze cioè che abbiamo storie diverse ma un comune sistema di valore che si basa sui diritti. La Shoah non nasce per caso, non è il prodotto di una follia nata in modo occasionale ma è il risultato di un percorso che trascina l’intera collettività verso gli abissi”.

Gli altri eventi: le pietre d’inciampo

Domani, 28 gennaio, alle ore 10 a Villa Letizia intervento di due testimoni: Anna Galletti e Grazia Levi Coen nel salone Montedoro della Sant’Egidio in via Montedoro 13. A seguire un corteo silenzioso, fino alle sei pietre d’inciampo collocate quest’anno, che si sommano a quelle installate, su iniziativa della Comunità di Sant’Egidio.
Le nuove pietre dove arriverà il corteo, sono in via del Mare, in omaggio a Piera Galletti e Lia Genazzani, in via Strozzi 9 per ricordare Rosa Adut, Abramo, Selma e Mario Moisè Levi.

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