Giorno della Memoria: dalla cerimonia del “Porrajmos” all’accensione della Menorah

Tutte le iniziative che si sono svolte quest'oggi a Livorno

Le fiamme della Menorah. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 19:26

  • di Valeria Cappelletti
  • foto Glauco Fallani

LIVORNO – Una giornata intensa, carica di emozioni forti nel ricordo che mai deve offuscarsi dell’Olocausto e delle tantissime persone che sono state vittime di nazisti e fascisti.

Non furono solo ebrei, furono anche omosessuali, disabili, rom e sinti a essere deportati nei campi di concentramento e vi trovarono la morte. Il Giorno della Memoria, istituito oggi, 27 gennaio, a Livorno è partito proprio con una breve cerimonia per ricordare il “Porrajmos” (traducibile come “grande divoramento” o “devastazione”), il genocidio dei popoli rom e sinti nei lager nazi-fascisti nella seconda guerra mondiale.

In ricordo dei popoli rom e sinti

Luogo della cerimonia la scuola “Alexander Langer”, presso il Parco Baden Powell di Corea, alla presenza del sindaco Luca Salvetti, del vicesindaco Libera Camici e di Stefano Romboli, in qualità di Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Livorno. Il giardino della scuola intitolata a Langer (impegnato per tutta la sua vita alla convivenza inter-etnica e a difesa delle minoranze) ospita una pianta dedicata alla memoria dei 4 bambini rom morti nel rogo a Pian di Rota nella notte fra il 10 e l’11 agosto 2007.

I nomi dei 4 bambini rom

Nel corso della cerimonia con i piccoli bambini del centro infanzia “Menotti” è stata annaffiata la pianta, ornandola con un abbellimento creato da Emma Pellegrini Tosi. Con l’occasione è stata anche annunciata la realizzazione da parte del Comune di un’opera permanente al Parco Baden Powell, in vista del prossimo anniversario della tragedia dei 4 bambini rom, in un’ottica appunto di “convivenza”.

L’arte per conoscere: Charlotte Salomon

In contemporanea si è tenuto un altro evento nella sede della Provincia che vede l’arte come veicolo per far conoscere la storia e la cultura del popolo ebraico a tutto tondo. Si è trattato dell’inaugurazione della mostra documentaria a Palazzo Granducale dedicata ad alcune delle immagini che riproducono gli 800 lavori dell’opera dal titolo “Vita? O teatro? (Leben? Oder Theater?)”.

L’opera è stata realizzata dall’artista ebrea Charlotte Solomon e narra la sua vita e quella della sua famiglia, con uno stile che fa incontrare la pittura con il fumetto, il cinema, la musica e la poesia, attraverso un linguaggio artistico all’epoca assolutamente inedito. Alla cerimonia di apertura hanno preso parte Pietro Caruso, vice presidente della Provincia di Livorno; Vittorio Mosseri, presidente della Comunità Ebraica livornese, il prefetto di Livorno Paolo D’Attilio e  l’assessore del Comune di Livorno Giovanna Cepparello e la responsabile del Servizi Affari Generali, Paola Meneganti.

Una delle immagini in mostra

Richiamando il recente episodio di odio antisemita accaduto in un paese della Val di Cornia, dove due ragazze hanno aggredito un bambino ebreo con offese, calci e sputi, molti interventi hanno rimarcato l’attenzione all’educazione dei giovani e alla necessità di una formazione specifica nelle scuole, perché vicende come queste purtroppo non sono casi isolati. “Il 2021 – ha evidenziato Mosseri – è stato un anno nero, con un aumento spaventoso di aggressioni contro gli ebrei. Per contrastare la cultura dell’odio è importante il contributo di tutti e ringrazio la Provincia per la costante attenzione e presenza, negli anni, con iniziative come queste”.

La mostra è organizzata dalla Provincia in collaborazione con la Comunità Ebraica livornese e l’Istituto Culturale Italo Tedesco, che già nel 2004, grazie al lavoro dell’allora presidente Gertrud Schneider, organizzò con l’Amministrazione Provinciale una grande esposizione di opere di Salomon. Il testimone di questo lavoro è stato raccolto dalla figlia di Schneider, Lisa Doveri, attuale presidente dell’Icit, intervenuta alla cerimonia.

Accensione della Menorah e l’abbraccio dei bambini

A chiudere il Giorno della Memoria l’iniziativa più toccante: la celebrazione che si è svolta nel pomeriggio in piazza Benamozegh, vicino alla Sinagoga, alla presenza delle autorità civili e religiose. Si è trattato di uno dei momenti più forti perché le parole, le testimonianze in questo caso prendono il sopravvento e si ergono potenti al di sopra del silenzio che avvolge tutti i presenti. Gli ammonimenti a non dimenticare, l’invito a continuare a mantenere vivo il ricordo, l’importanza della memoria perché non accadano nuovi fatti di antisemitismo e di razzismo.

Rav Dayan. Foto: Glauco Fallani

Sono intervenuti il rabbino di Livorno, Rav Abraham Dayan; Andrea Zargani, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e Anna Ajello, della Comunità di Sant’Egidio. Momento solenne è stata l’accensione della Menorah (lampada a sette braccia)

in memoria delle vittime della Shoah. Hanno partecipato anche alcune classi delle scuole “Benci” e “Bartolena”. Bellissimo il momento in cui gli alunni, tenendosi per mano, hanno cinto la Sinagoga in un simbolico abbraccio.

Infine, al Museo della Città si è svolta la presentazione del libro “Ebrei in bilico. Riflessioni sull’antisemitismo di ieri e di oggi”.

La foto sono di Glauco Fallani

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