Gad Lerner a Livorno: “Antisemitismo e leggi razziali, assurdo chi dice che è un ricordo lontano”

Il giornalista è stato ospite al Museo di Storia Naturale di via Roma

Gad Lerner parla al pubblico in sala
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  • di Virginia Ferroni

LIVORNO – “È assurdo constare che molte persone ritengono soltanto un ricordo lontano l’antisemitismo e le leggi razziali del 1938, però non è passato tanto tempo da allora e per fortuna ci sono ancora dei testimoni in grado di ricordarcelo e raccontarcelo soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo ripetere che ormai di acqua ne è passata e che è assurdo pensare che una situazione del genere possa tornare. È istruttivo invece, avvertire i sintomi che sono tornati o forse che non se ne sono mai andati”.

Così il giornalista Gad Lerner ieri pomeriggio nel corso dell’incontro “A volte ritornano” promosso dall’ANPPIA ( Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti ) al Museo di Storia Naturale – Villa Handerson di Livorno. All’evento hanno partecipato anche i ragazzi di “Uni Info News” associazione culturale livornese fondata da studenti universitari e lavoratori di età compresa tra i 25 e 35 anni.

All’incontro, sono stati affrontati i temi legati all’antisemitismo e al razzismo, partendo da un evento ben preciso: l’astensione della destra dal voto sull’istituzione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza e alla decisione di mettere sotto scorta, per le continue minacce antisemite, la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz.

“Ogni volta che l’Italia attraversa un periodo negativo – racconta Gad Lerner – affiora la tendenza ad incolpare gli altri e la novità di questo momento, sta nel fatto che la colpa non può essere data soltanto a quelle povere persone che sbarcano a piedi nudi dalle coste africane, ma che, come un secolo fa, la causa provenga anche da presunti burattinai, che dall’alto manovrano tutto questo a favore dei loro interessi. Se arrivano gli immigrati è perché qualcuno ha orchestrato un piano strategico. Con questo alibi, gli italiani si proclamano vere vittime del razzismo, difendendo il loro status e lamentandosi del fatto che ormai le loro tradizioni culturali e religiose sono state spezzate. Questo è il sentimento vittimistico che alimenta le nuove forme di razzismo”.

Gad Lerner durante l’incontro, conduce il pubblico in un tempo passato e attraverso queste parole fa riferimento a ciò che i nazisti dicevano sugli ebrei: “Voi provate pietà per queste famiglie deportate? Non sapete che hanno tanti soldi in casa e che quei soldi li hanno tolti a noi? Dovete essere contenti se ci liberiamo di questi parassiti“.

“I meccanismi della discriminazione di oggi – continua il giornalista di famiglia ebraica – hanno lo stesso meccanismo di allora, meccanismo che porta l’italiano medio a sentirsi sollevato attraverso la convinzione che i nuovi stranieri porteranno solo del male e toglieranno tutti i diritti. Anche i leader politici lo dicono, ma lo fanno a voce alta, in tv, sulle radio, sui social e questo dà forza al popolo che non si nasconde più ma ne prende esempio. Quindi sì, adesso l’emergenza c’è perché si può gridare l’odio a voce alta pensando anche di fare bella figura”.

Lerner parla poi di Liliana Segre: “Si definisce clandestina, perché assieme a suo padre furono respinti dalla frontiera del confine tra Italia e Svizzera. Quel rifiuto li ha condotti ai campi di sterminio di Auschwitz, cambiando per sempre le loro vite. Perciò, avendolo vissuto sulla sua pelle, Liliana Segre trova assurdo il fatto che si consideri reato salvare la vita di persone uguali a noi, che per sfuggire a una vita difficile muoiono in mare, avendo lottando per trovarne una migliore. Ecco il motivo per cui Liliana Segre è odiata e discriminata, perché mette la propria vicenda al servizio della consapevolezza e dello spirito critico di cui abbiamo bisogno oggi”.

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