Emergenza casa

Al Centro di Accoglienza in un anno si sono rivolti in 464

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LIVORNO – Sono sempre di più i cittadini italiani che chiedono di essere accolti nei dormitori di Livorno e che cercano un sostegno. È quanto emerge dalla relazione consuntiva riguardate l’attività svolta dal Centro di Accoglienza SEFA nell’anno appena trascorso, e presentata oggi in Comune. La ricerca è stata redatta dalla cooperativa Il Simbolo, da Humanitas e dalla Pubblica Assistenza (gestori del servizio).

L’assessore Ina Dhimgjini con i membri del Centro SEFA

Il Centro che si occupa di aiutare chi ha perso la casa e vive per strada, comprende sia due appartamenti, la “casa uomini” e la “casa donne” in via del Cedro, da 16 posti ciascuno, sia l’asilo notturno in via Terreni. Dai dati emerge che sono state 464 le persone che, nel periodo compreso tra dicembre 2015 e dicembre 2016, hanno chiesto di usufruire dell’asilo notturno. Di queste persone in numero maggiore sono stati gli uomini (77%) contro le donne (23%) e in prevalenza italiani (64%) contro gli stranieri (36%). Scendendo nel dettaglio, tra gli italiani il 36,2% è livornese, l’1,5% proviene dalla provincia e il 26,2 % da altre province della Toscana.

“I due dati significativi – commenta l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – che saltano subito agli occhi è che i maggiori fruitori del servizio sono uomini italiani, anzi livornesi, di mezza età e che rappresentano il doppio degli stranieri. La forte crisi economica che il nostro territorio sta vivendo ha certamente contribuito al picco di richieste e ci conferma che gli immigrati non sono l’unica categoria a rischio povertà. Ma le strutture di via Terreni e via Del Cedro, accolgono anche alcune persone variamente disagiate che provengono dalle dimissioni ospedaliere protette o dai servizi sociali”

“Il compito del SEFA – ha detto Paola Carletti, responsabile dell’ufficio marginalità e famiglia – non è solo quello di accogliere e fornire un letto a chi ne ha bisogno, ma anche quello della presa in carico dell’utente, il nostro Centro, insieme agli operatori e ai servizi sociali ne osserva le problematiche e cerca di attuare un percorso individuale di aiuto e sostegno”.

Valeria Cappelletti

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