Disabili, rendere la Fortezza Vecchia più accessibile

Il Garante: "L'Autorità portuale ha completato alcuni interventi importanti"

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La Fortezza Vecchia

LIVORNO – “Il Piano di abbattimento delle barriere architettoniche in Fortezza Vecchia va avanti”, sono le parole di Maurizio Melis, garante comunale per i diritti delle persone con disabilità, che ormai da un anno segue direttamente le vicende legate all’accessibilità della Fortezza Vecchia, di concerto con l’Autorità portuale di sistema.

L’Associazione Paraplegici, l’Associazione Sport Insieme Livorno e l’Associazione Oltre per Livorno hanno fatto un appello affinché questo bellissimo monumento sia soggetto a interventi per renderlo più accessibile alle persone diversamente abili.

I rallentamenti

“I rallentamenti degli ultimi tempi – ha proseguito Melis – sono la conseguenza delle indagini della Procura che vedono coinvolti i vertici dell’Autorità portuale, del braccio di ferro in corso con la Capitaneria di porto e alle ipotesi di commissariamento ventilate in questi giorni. Ma il segretario della port authority, Massimo Provinciali, mi ha confermato il suo impegno per rendere la Fortezza Vecchia il più accessibile possibile anche alle persone con difficoltà motoria”.

Una struttura studiata per essere inaccessibile

“La Fortezza Vecchia è una struttura medievale studiata per essere inaccessibile e dunque è impensabile che si possa rendere accessibile al 100% in meno di un anno – prosegue il Garante – Nonostante questo, e nonostante il Garante comunale non abbia alcuna competenza né potere diretto su questa struttura, siamo riusciti a sensibilizzare i vertici dell’Autorità portuale che in questi mesi hanno finanziato e completato alcuni interventi importanti. Quelli strutturali, al contrario, sono stati bloccati dai revisori dei conti dell’Autorità di sistema, visto che, è bene non dimenticarlo, la Fortezza è di proprietà del Demanio”.

Appello al Demanio

“A questo punto – conclude Melis – lancio un appello allo stesso Demanio, affinché prenda l’impegno di cofinanziare gli interventi strutturali più importanti, anche perché non è possibile che tutto sia in capo alla port authority che ha il bene in concessione solo fino al 2020. Se si vogliono raggiungere risultati significativi, serve un’azione corale e coordinata”.

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