Rosa per le bambine, blu per i bambini? Non è sempre stato così

Il cambiamento avvenne intorno agli anni '40 del Novecento

rosa per le bambine, blu per i bambini, ma non è sempre stato così
Leonardo di Caprio veste rosa in "Il grande Gatsby"
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  • di Valeria Cappelletti

Fin da piccoli i nostri genitori, forse anche in maniera inconsapevole, ci impongono di indossare vestitini con tonalità di colore rosa se sei una bambina e di azzurro se sei un bambino. Inconsapevoli complici di una regola che da decenni le case di abbigliamento impongono.

Pietro Perugino, Madonna con bambino

Ma cosa penserebbero le mamme e i papà se sapessero che in realtà l’associazione rosa uguale bambina e blu uguale bambino si diffuse solo a partire dagli anni ’40 del Novecento, perché prima di allora i maschietti indossavano abiti di colore rosa e le femminucce di colore azzurro. Sorpresi? Eppure è proprio così.

In principio era il bianco

Intanto va detto che in molte epoche i bambini venivano vestiti con abiti non colorati meglio se bianchi perché più semplici da lavare e perché le stoffe colorate, per esempio nel Medioevo, erano considerate impure e quindi preferivano usare vestiti di colore bianco o scarlatto. A partire dal 1800 il bianco fu affiancato dai colori pastello e da indumenti rigati con l’introduzione anche del rosa e dell’azzurro.

Rosa ai bambini, blu alle bambine

Redford e Di Caprio in rosa nel film “Il grande Gatsby”

Agli inizi del Novecento il rosa e l’azzurro iniziarono a identificare il genere maschile e femminile.

In America a partire dagli anni ’20 del Novecento la regola era: il colore rosa più deciso e forte, vicino al rosso del sangue e delle battaglie, doveva essere usato per i ragazzi; il blu e l’azzurro, più delicato, che ricordava il mantello che avvolgeva la Vergine Maria in molti dipinti medievali, era il colore delle ragazze. In “Il grande Gatsby“, capolavoro di F. Scott Fitzgerald del 1925, Jay Gatsby indossa un abito rosa.

Cambio di colore

Il cambio di colore avvenne intorno agli anni ’40 del Novecento in seguito a vari fattori contingenti:

– scelte di marketing: le aziende cominciarono a produrre vestiti rosa per le bambine e azzurri per i bambini, la famosissima Barbie che nasce nel 1959 si lega al colore rosa mentre Superman, nato nel 1933, indossa un abito azzurro;

Donna Mae Mims

– scelte di personaggi influenti che dettarono la moda: la First Lady Mamie Eisenhower, nel 1953 in occasione del ballo inaugurale alla Casa Bianca indossò un abito rosa, nello stesso anno Marylin Monroe usa il rosa in “Gli uomini preferiscono le bionde“, nel 1957 nel film “Cenerentola a Parigi” Maggie Prescott, direttrice di un giornale di moda (ispirata a Diana Vreeland, giornalista americana specializzata nella moda) proclama “Think Pink, banish the black, burn the blue” (“Pensa rosa, elimina il nero, brucia il blu).

C’è chi poi come Donna Mae Mims, pilota di auto, la prima a vincere il campionato nazionale di Sport Car Club in America nel 1963, ha fatto del rosa la sua bandiera: era conosciuta come la signora in rosa perché indossava tute e caschi rosa con la scritta “Think Pink” e anche le sue macchine erano rosa.

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