Moda. La riga: da significato diabolico a simbolo di eleganza

Ogni epoca attribuisce un tratto distintivo

riga moda
I bari di Caravaggio hanno vesti rigate
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Pubblicato ore 14:00

  • di Valeria Cappelletti

La riga oggi presente in molti dei nostri abiti alla moda o come tratto distintivo di note marche di abbigliamento sportivo, in passato ha assunto un significato negativo. Nell’Occidente medievale gli individui a cui vengono attribuite le righe sono i buffoni, gli eretici, i saltimbanchi, le prostitute, i lebbrosi, i boia, gli ebrei, ma anche Giuda, il traditore, il folle dei Salmi, il cavaliere fellone dei romanzi della Tavola Rotonda. Caravaggio rappresenta i bari con abiti rigati.

La riga dunque indica qualcosa che va contro la norma. Il rigato ha l’obiettivo di attirare l’attenzione, di mettere in guardia, succede anche per i segnali stradali: le righe del passaggio pedonale, le sbarre dei passaggi a livello. A partire dal XII e XIII secolo molti documenti sottolineano il carattere diabolico e dispregiativo della veste rigata. Questo significato arriva fino ai giorni nostri: nel film “Beetlejuice” di Tim Burton, il fantasma Betelgeuse indossa un completo a righe.

I fratelli Dalton, criminali in Lucky Luke

La riga nel Medioevo diventa elemento centrale degli abiti dei carcerati, perché? L’unione delle righe orizzontali degli abiti unite a quelle verticali della prigione creano una trama, una gabbia nella gabbia e potrebbe anche essere una protezione contro il maligno.

Quindi oggi i nostri pigiami sono rigati per proteggerci nel sonno? Si parla di “riga igienica” intesa anche come qualcosa che ci protegge a livello morale, una barriera contro il desiderio di impurità. Gli indumenti rigati proteggono la pelle e la purificano.

Nel 1254 a Parigi Luigi IX di Francia, conosciuto come il Luigi il Santo, torna dalla Terra Santa e porta con sé un gruppo di frati carmelitani che indossano un mantello rigato. Qualcosa che va contro la norma, perché è un modo di vestire diverso dagli altri ordini religiosi e quindi è visto come trasgressione. La popolazione li definisce “sbarrati” (les frères barrés) dove “barres” designa anche la condizione di bastardo nell’antico francese. Solo nel 1287 dopo molti scontri, i carmelitani decidono di rinunciare alle righe a favore di un mantello bianco, sinonimo di purezza.

“Beetlejuice” di Tim Burton

L’idea di riga come qualcosa di negativo si perde con la fine del Medioevo. Con l’inizio dell’era moderna il rigato assume un aspetto domestico andando a identificare una condizione servile e subalterna. Anche se già a partire dal XI secolo la servitù e gli stallieri spesso indossavano abiti con le righe. La moda delle righe domestiche raggiunge l’apogeo tra il XV e il XVI secolo, il fenomeno è italiano, precisamente veneziano, poiché i signori di Venezia fanno arrivare dall’Africa servitori e li fanno vestire a righe. Non a caso i marinai che vivono una condizione subalterna, stando in fondo alla gerarchia, indossano maglie rigate.

Con il tempo la riga assume un valore esotico, quindi anche gli indiani d’America e gli aborigeni dell’Oceania vengono raffigurati con abiti a righe.

A partire dalla seconda metà del ‘700 trionfa la riga come elemento aristocratico, di classe (in realtà troviamo già qualche presenza alla fine del Medioevo in Italia settentrionale) alla fine della pestilenza la gioia di ricominciare a vivere induce i giovani nobili a eccessi nel vestiario e a indossare righe che però sono poste o sulle maniche o sulle calzamaglie e non più orizzontali ma verticali. Osano anche i sovrani: la rigatura verticale è aristocratica, quella orizzontale è servile.

Obelix

Largo uso della riga nel corso della Rivoluzione Francese, Robespierre ne fu un portatore. La riga vuol dire senso civico e ostenta valori forti.

Alle soglie della prima guerra mondiale mostrarsi in spiaggia con la riga è chic, simbolo di freschezza e pulizia, da qui la riga invade lo sport e diventa ludica e gioiosa: i clown indossano pantaloni a righe così come Obelix, entrambi sono divertenti.

La riga entra anche a far parte della pubblicità, dando l’idea della velocità, della mobilità, l’Adidas per esempio ha scelto tre righe, la Nike ha una riga a forma di baffo, la Fortuna ha una veste rigata. Lo stesso accade per il dentifricio, spesso è rigato perché questo lo rende divertente.

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